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sabato 27 dicembre 2014

I quattro libri da leggere davanti al caminetto

Cari lettori,
che ne pensate delle letture da caminetto? Quelle letture che ti rapiscono, quelle che ti rilassano, quelle che ti divertono e anche quelle che ti lasciano con il fiato sospeso. Tutte quelle letture, insomma, che coinvolgono emotivamente e che, per questo, sono fantastiche protagoniste di serate invernali passate di fronte al caminetto acceso, o davanti alla stufa, con un morbido plaid sulle gambe. Mentre fuori vento, freddo e neve giocano a rincorrersi.
Immagine presa dal Web
 
Questo inverno ho una mia personale lista di libri da leggere davanti al caminetto. Sono quattro. Ve li propongo:
  1. Il cuore dei briganti, Flavio Soriga. Un libro avventuroso e poetico, con una scrittura fluida che fa sì che le pagine scorrano velocissime. Una trama avvincente con un protagonista di cui innamorarsi: Aurelio Cabrè di Rosacroce, nato nobile ma divenuto brigante per combattere le ingiustizie dell'Isola di Hermosa. Un romanzo che fa sognare. E che sto ancora leggendo.
  2. Il seggio vacante, J.K.Rowling. La trama è curiosa, ma non imbattibile. Nella piccola e boriosa cittadina di Pagford, la lotta per il seggio lasciato vacante dalla morte di Barry è aperta. Incuriosisce, però, come sempre, l'arte narrativa della Rowling. Quella sì che è davvero imbattibile. Lo leggi tutto d'un fiato perché, c'è poco da fare, è ben scritto e ben pensato.
  3. Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore, Nils Uddenberg. Una storia dolce e delicata come una poesia, che racconta come gli animali abbiano il potere di insinuarsi nella nostra vita, penetrare nel profondo del nostro cuore e non uscirne mai più. E, in tutto questo, renderci migliori.
  4. Longbourn House, Jo Baker. Per tutti coloro che, come me, hanno amato, amano e ameranno sempre Orgoglio e Pregiudizio. Questo libro è una ricostruzione deliziosa di tutto ciò che, mentre le sorelle Bennet erano impegnate a vivere i loro spasimi d'amore, accadeva nei piani bassi della loro casa. Gli amori e le avventure delle cameriere e dei valletti, le loro vite che si snodano tra un pranzo da preparare e un bucato da fare. Semplicemente incantevole.

venerdì 7 novembre 2014

9 novembre: una data da ricordare

Il nove novembre è una data importante. Il 9 novembre 1989, infatti, cade il Muro di Berlino. È la fine di un incubo durato quasi trent'anni.
Nel 2005 il 9 novembre è stato dichiarato Giorno della Libertà, simbolo di liberazione di tutti i popoli oppressi e auspicio di democrazia e rispetto dei diritti in tutto il mondo. Per questo il 9 novembre è una data da ricordare.

sabato 1 novembre 2014

A COLPO D'OCCHIO- Il quadro mai dipinto

Cari lettori, ho portato a termine la lettura del libro di Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto.
Certo, devo ammettere che alcune parti sono poco scorrevoli, nel senso che è un po' inverosimile che due persone infilino in un unico dialogo una catena ininterrotta di frasi profonde come non mai. Però mi è piaciuto tanto. Tantissimo. Mi è piaciuto soprattutto Patrick, il protagonista del libro. Bellissimi i pensieri che dedica a Raquel, la donna che ama. Riflessioni che ti entrano dentro. Una volta anche io mi sono sentita dire frasi così. Peccato che fossero cose dette e poi dimenticate, mai realizzate.
Invece Patrick è sincero. Sì, mi piace perché è sincero. Bel personaggio. Ce ne fossero di più di persone così!
Voglio regalarvi uno degli stralci de Il quadro mai dipinto che mi ha emozionato di più. È Patrick che parla:

Mi troverai, mi troverai ogni volta. Non importa con chi sarò, dove sarò, cosa starò facendo in quel momento. Non importa se avrò fatto un solo passo avanti, oppure 100, oppure centomila ancora. Io ci sarò, custodirò il tuo essere speciale, proprio io che non credo negli angeli. Lo difenderò da questo mondo che distrugge. Per quanti passi avanti io abbia fatto, ne basterà sempre e solo uno indietro per raggiungerti. Questa è la mia promessa.

domenica 26 ottobre 2014

Le cose che lasciamo andare

Leggendo Il quadro mai dipinto, libro di Massimo Bisotti che ho appena iniziato, sto trovando numerose frasi su cui vale la pena riflettere. O comunque sulle quali sento l'esigenza di soffermarmi un po' di più.
Ad un certo punto, un personaggio del libro dice a Patrick, il protagonista, che le cose le lasci andare non soltanto perché un sentimento muore, le lasci andare per la tua inadeguatezza, per codardia. Le lasci andare per insicurezza, per paura di rischiare ancora, o per non affrontare la fatica che comporta lo scendere a compromessi con la parte più rigida di noi.

Non è forse vero? Quante volte ci lasciamo sfuggire delle situazioni, delle persone, delle opportunità -anche di essere felici- soltanto per paura di qualcosa? Quante volte, invece che seguire l'istinto, o il cuore, o la pancia (usate l'espressione che preferite), facciamo delle scelte che poi si rivelano così lontane da quel che desideravamo per noi? Tante volte succede. Io, personalmente, mi sforzo sempre di dare retta ai sentimenti. Ma non è sempre facile. Alcune volte, poi, non è proprio possibile. Ma se c'è una cosa davvero terribile nella vita è avere dei rimpianti. Sapere che la possibilità di essere felici c'era, ma che abbiamo deciso di lasciarla andare. E quando ci rendiamo conto che era lì per noi, ma che ora non c'è più...be' peggio per noi.

Bravo, Bisotti. 
Piuttosto: ma se a pagina 28 ho già trovato un sacco di frasi su cui riflettere, come andrà a finire la lettura di questo romanzo?

venerdì 24 ottobre 2014

Il Riflessario n.11

Oggi il Riflessario è dedicato ad un libro che leggerò fra poco. Chi indovina di quale si tratta?

Ci sono storie che abbiamo amato di amore infinito ma che in realtà non sono mai iniziate ed è per questo che mai finiranno.
Gli perdoniamo tutto, il giorno in cui ci uccide, perché ne seguirà un altro che offuscherà completamente le scarse possibilità della sua riuscita nel tempo, ma in fondo è quel momento che conta, quello che basta, quello che ci strappa l’anima dal petto facendoci sentire che siamo nuovamente vivi.
Così è la vita! Non ci capita mai di volere quel che si può, il solo fatto “che si può” ne annienta il senso.

giovedì 23 ottobre 2014

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a C.E.A. Bennet

Cari lettori,
come promesso qualche post fa, ecco l'intervista a C.E.A. Bennet. Avete letto la scheda informativa dedicata a Solstice -L'incantesimo d'Inverno? Ecco, allora ricorderete che vi avevo promesso una chiacchierata con l'autrice. Se siete curiosi di sapere come ha risposto alle mie domande, leggete qui.

'C.E.A Bennet. Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna dove lavora come copy e addetta stampa. L’incantesimo d’Inverno è il suo romanzo d’esordio, nonché il primo capitolo della saga Solstice.

Ah già. Le piacciono i treni.'


Domanda) Come è nato Solstice -L'incantesimo d'Inverno? La saga era già nei tuoi piani fin dall'inizio?
Risposta) Sì, la saga era nei miei piani fin dall'inizio, che poi si sia sviluppata come l'avevo pensata inizialmente ... Be' quella è un'altra storia! Capitolo dopo capitolo ha preso la sua strada, io l'ho soltanto seguita. Per tanti anni ho cercato una storia da raccontare, ho iniziato a scrivere diversi romanzi che non ho mai portato a termine. Con le sorelle Hataway è stato diverso e diciamo che la passione per il genere ha aiutato.

D) C.E.A. Bennet è uno pseudonimo?  Come mai questa decisione?
R) Sì, è uno pseudonimo a metà. Le prime tre lettere sono le iniziali dei miei tre nomi di battesimo e Bennet è un omaggio a Jane Austen. Con la speranza che mi porti fortuna! Ho pensato fosse più facile affrontare il "grande salto" nascondendomi dietro uno pseudonimo. Tanto, ho pensato, ignota per ignota, magari incuriosisce di più.

D) Come coniughi il tuo lavoro di giornalista con la scrittura? Quanto tempo dedichi a entrambi?
R) In realtà sono solo laureata in giornalismo e lavoro come copy in un'agenzia di comunicazione. Quindi dedico alla scrittura tutto il mio tempo, libero e non. Anche se non è mai abbastanza.

D) C'è un consiglio che senti di dare agli autori emergenti come te?
R)  Il consiglio che mi sento di dare è: provateci. Provate tutte le strade e non demordete se le case editrici non si fanno vive. Anche J.K Rowling non è andata a segno al primo colpo, e poi ... 

D) Nella tua biografia si specifica che ti piacciono i treni. Un dettaglio curioso. Vuoi dirci qualcosa di più?
R) È una burla - citazione degli Asdf Movie. Per ricordarmi che si può ridere con poco e bene, basta essere con la persona giusta. E perchè treni mi piacciono sul serio.

Ragazzi, che ne pensate? Caspita, per essere un'esordiente, ha le idee ben chiare! E poi ha citato sia la Austen che la Rowling. Come si può non amarla?!
Vi lascio anche il sito dedicato interamente alla saga in questione. Sì, lo so, non c'è collegamento iper testuale. Accontentatevi: devo scrivere dall'iPad!

http://www.thesolsticesaga.it

All'interno del sito troverete molte sezioni curiose che vi faranno scoprire pian piano il mondo di Solstice. E anche i contatti dell'autrice.

mercoledì 22 ottobre 2014

Solstice -L'incantesimo d'Inverno

Cari lettori, oggi voglio dedicare questo post a Solstice -L'incantesimo d'Inverno, primo libro di una scrittrice esordiente. Una scrittrice esordiente, C. E. A. Bennet, che ha un progetto ambizioso: L'incantesimo d'Inverno, infatti, è il primo romanzo di una saga destinata a proseguire.
Intanto vi anticipo che, prossimamente, avrò il piacere di intervistare l'autrice di questo romanzo e vi invito quindi a seguire ancora il mio blog, se siete curiosi di saperne di più.
Ma veniamo al libro in sé.
Vi fornisco qui alcune informazioni su L'incantesimo d'Inverno e su dove potete trovarlo.

La trama.
Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre Kate e alla misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate, Miranda. 
Le Hataway non sono donne normali, ma streghe costrette a nascondere la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina per aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec. Da allora i tre sono inseparabili nonostante Emma sia costretta a nascondere il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?
Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. Spesso ha la sensazione che Emma conosca tutte le risposte. Emma. Cosa lo lega a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?
Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.
La storia, raccontata in prima persona da Emma e Alec, inizia con due episodi dell’infanzia destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di dieci anni li ritroveremo alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri che non facilitano le cose, anzi… Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.
Dove acquistare Solstice – L’incantesimo d’Inverno 
È acquistabile in tutte le maggiori librerie online, da Kindle Store di Amazon ad iBooks Store di Apple, Nokia Reading e molti altri ebook store nazionali (IBS, Feltrinelli, UltimaBooks ecc…)

Amazon

http://www.amazon.it/Solstice-Lincantesimo-dInverno-C-e-Bennetebook/

dp/B00NN0D4XO/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1411073273&sr=1-

1&keywords=solstice

iTunes

https://itunes.apple.com/it/book/solstice-lincantesimo-dinverno/id919765311?mt=11

Feltrinelli ebook store

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/cea-bennet/solstice-l-incantesimo-d-inverno/9786050322057

Allora, che ne pensate? Io sono molto curiosa di leggerlo. Se vi interessa, se l'avete già letto o se come me siete curiosi, seguite i post dei prossimi giorni. Troverete l'intervista con l'autrice e altre informazioni interessanti.




lunedì 20 ottobre 2014

E finalmente Maigret

Era da un sacco di tempo che volevo leggere un libro di George Simenon. Una volta avevo letto che i suoi gialli son pure meglio di quelli di Agatha Christie. Ovviamente, da amante della regina del giallo, quest'affermazione mi ha incuriosita parecchio. Così ho cercato un titolo che mi ispirasse, e ho preso Maigret e il fantasma.
La lettura è ancora in corso, ma per ora posso dire che l'atmosfera tipica del giallo si avverte poco. Il commissario è un buon personaggio, ben costruito, che ispira simpatia. Ma manca il brivido che c'è negli assassinii che capitano a Miss Marple o a Poirot. Sarà l'abitudine, sarà che la penna femminile della Christie è invidiabilmente arguta, ma per ora Simenon non è una così gran bella rivelazione. Peccato.

sabato 18 ottobre 2014

No al bullismo!

Dite anche voi No al bullismo! 
Colorate di viola i vostri blog...
Grazie a Patricia per avercelo ricordato: il bullismo è una piaga che va combattuta e stroncata. Perché può colpire chiunque. E colpisce chi non può difendersi.

domenica 12 ottobre 2014

Braun Face: buon prodotto, ma...

Buon prodotto, ma...

Cari lettori, oggi scrivo un post insolito dedicato ad un progetto di cui sono protagonista insieme ad altre ragazze.

Ho ricevuto Braun Face in regalo dal Club dei Desideri Magazine. Ho testato il prodotto e posso dire che come pulizia del viso è assolutamente efficace, oltre che essere molto delicato anche sulla pelle sensibile. Per l'epilazione, invece, sono riuscita ad usarlo solo nella zona sopracciglia, perché nella zona sopra le labbra non l'ho tollerato. Io ho una pelle molto delicata, ma posso dire che nella zona delle sopracciglia il rossore è sparito il giorno dopo, lasciando la pelle liscia. In definitiva è un ottimo prodotto, ma sarebbe meritevole di cinque stelline se, al posto delle pinzette, ci fosse la luce pulsata!

Anche il mio gatto si è divertito con Braun Face! 

mercoledì 8 ottobre 2014

A COLPO D'OCCHIO- È una vita che ti aspetto

Ci sono momenti in cui sento il bisogno di leggere Fabio Volo. Sento la necessità di leggere un libro che mi faccia riflettere ma che mi faccia anche ridere. Che mi faccia riflettere ridendo. Allora stavolta sono andata a pescare È una vita che ti aspetto. Devo dire la verità: è stato deludente. Nel senso che ha deluso le mie aspettative (eh sì, son sempre quelle che mi fregano!). A giudicare dal titolo, infatti, mi aspettavo un libro incentrato soprattutto sulla vicenda del protagonista e della sua Lei. Invece, a due capitoli dalla fine, della donna che il protagonista è una vita che l'aspetta, neppure l'ombra. Fin lì solo riflessioni su riflessioni, senza tanti avvenimenti.
I due capitoli finali, però, valgono l'intero libro.
E un post-it lasciato sul tavolo della colazione, che chiunque vorrebbe fosse dedicato a sé.

Tu sei tutto ciò che prima
non sono mai riuscito a dire,
mai riuscito a vedere, fare, capire.
Finalmente sei qui...ho aspettato tanto.
Ci vediamo stasera.



giovedì 28 agosto 2014

A COLPO D'OCCHIO- Lo Zahir

Cari lettori,
ho appena portato a termine la lettura del libro Lo Zahir di Paulo Coelho.
È stata una lettura cercata, cioè una lettura che non mi è capitata per caso. Volevo leggere fortemente un libro che mi appassionasse e che contenesse in sè riflessioni in grado di farmi riflettere. In più, questo è un periodo in cui sono nostalgica de L'alchimista, uno dei miei libri preferiti. Allora ho optato per un'opera di Coelho, per ritrovare un po' della magia dei suoi libri.
Lo Zahir non mi ha deluso.
La storia è quella di uno scrittore -autore di libri dal forte contenuto spirituale- che viene abbandonato da sua moglie, inviata di guerra. Che fine ha fatto Esther? È stata rapita? È morta in quei terribili luoghi di conflitto? O l'ha semplicemente abbandonato?
Il protagonista non riesce a non pensare a lei. Esther diventa il suo Zahir, un pensiero costante, quasi un'ossessione. Ritrovare sua moglie è l'unica cosa a cui lo scrittore riesce a pensare. E non la troverà fino a che non capirà che deve prima ritrovare se stesso.
Un libro che parla di viaggi, non solo fisici ma anche interiori. Soprattutto interiori.
Un libro che parla di amore. Un amore che non si arrende al primo ostacolo e che rischia tutto (anche il suo stesso dissolvimento) per la propria evoluzione.
Ancora una volta, un libro imperdibile.

lunedì 25 agosto 2014

Tagghiamo insieme!

Ecco un divertente tag da condividere con chi volete!
Ringrazio Patricia del blog http://hermioneat.blogspot.it/
che seguo ormai da un bel po' e che oggi ha voluto coinvolgermi in questo tag!
Ecco le regole:
-Ringraziare la persona che ti ha nominata
-Elencare le regole e visualizzare il premio 
-Condividere 7 fatti su di te
-Nominare altri 15 blog e fargli sapere che sono stati nominati
-Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il blog che ti ha nominata.


Ecco sette notizie sul mio conto.
1. Da piccola speravo che la magia esistesse davvero. Oggi so che è così.
2. So muovere le orecchie su e giù. Alcuni la trovano una caratteristica buffa.
3. Questo tag si rivela più difficile del previsto.
4. Mi piacerebbe provare a lanciarmi col paracadute, ma so che non avrò mai il coraggio di farlo.
5. Sto iniziando a capire che ogni cosa che succede è perfetta per noi in quel preciso momento. Anche se non ci piace per nulla.
6. Sono atea. Eppure non sono priva di una mia personale spiritualità.
7. Ho fatto quasi tre anni di ipnosi.

Ora dovrei citare 15 blog. Vediamo se ci riesco. Consideratevi tutti premiati e partecipate!
:) Siete anche più di 15, vero?

giovedì 21 agosto 2014

Citando Coelho

Lo Zahir è un pensiero che all'inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare.
Il mio Zahir ha un nome e il suo nome è Esther.

domenica 3 agosto 2014

Le nebbie di Avalon (e dell'ospedale Marino)

Ebbene sì, cari lettori, oggi pubblico un post nientepopodimenoche dalla stanza F dell'Ospedale Marino di Cagliari!
Si capisce che ovviamente non sto benone. E, chi fra voi ha mai trascorso un po' di tempo in ospedale, saprà che la lettura è una delle poche attività salvifiche che siano in grado di animare le interminabili giornate.
Così, fra sala operatoria, camera iperbarica e notti insonni, mi sono data alla lettura di Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Devo dire che io non sono affatto devota al genere fantasy, ma per il ciclo di Artù ho sempre avuto un debole.
La scrittura è fluida e ciò che più mi piace è che questo libro, per ora, riesce a portarmi lontano da qui. La stanza dell'ospedale si riempie di nebbia e io vengo trasportata nel magico mondo di Avalon.

giovedì 17 luglio 2014

Il nostro lungo percorso

Fernando Pessoa scrisse che la morte è solo la curva della strada e che morire è solo non essere visto.
Io oggi dedico a Claudia, a Laura e a Betti queste parole profonde. Perché spero che, in un momento così drammatico, possano accendere una piccola luce nel loro cuore. Io, da non credente, posso dire che non credo certo nel Paradiso. Ma sono convinta che questa nostra vita, qui sulla terra, sia solo una piccola parte di un viaggio più lungo, che ci porterà a crescere ancora, forse a sbagliare ancora, ma senza dubbio a perfezionarci. Certo, il distacco e il vuoto che lascia la morte di una persona cara sono enormi, quasi insopportabili. Io ne soffro con voi. Ma la fortuna di aver condiviso questo viaggio anche con Paolo, quella bisogna portarsela sempre dentro. Ora lui continua di certo quello che è il suo percorso. Soltanto suo. Ma ha una consapevolezza nuova, anche grazie a voi. Che il suo percorso possa essere pieno di Luce.
Vi abbraccio con immenso affetto.

mercoledì 9 luglio 2014

Parole a Colori intervista il Paroliere

Cari lettori,
il blog letterario Parole a Colori (se ancora non lo seguite, ve lo consiglio) dedica uno spazio ai blogger esordienti in campo letterario. Stavolta è toccato a me rispondere alle loro domande. Così è nata un'intervista davvero simpatica. Se volete leggerla, cliccate qui.
Se vi piace, condividetela nei vari social network. Non può che farmi piacere.
Un saluto a tutti voi!

lunedì 7 luglio 2014

Vincitore del Concorso VINCI UN LIBRO -L'Isola di cemento

Cari lettori,
è ufficialmente terminato il Concorso Vinci un Libro, che metteva in palio il libro L'Isola di cemento.
Ho assegnato a ciascuno di voi un numero secondo l'ordine di iscrizione al concorso:
1.Patricia Moll
2.Principessa Claudia
3.Gioacchino Dimaio
4.Francy NeverSayBook
5.Athenae Noctua
6.Salka Valka
7.Gabriele Visioli

Ho poi proceduto con l'estrazione, che è stata fatta tramite Random.
Qui sotto pubblico la foto dell'estrazione, che vede vincitrice Francy NeverSayBook, n.4!

Ringrazio tutti voi per aver partecipato al concorso Vinci un Libro. Ce ne saranno altri!

domenica 6 luglio 2014

Il Sognalibro

Cari lettori,
questo post per segnalarvi un mio hobby: quello di creare segnalibri personalizzati realizzati interamente a mano.
Li posso creare secondo il vostro gusto e le vostre necessità, personalizzati anche col nome oppure seguendo un tema particolare. Qui sotto inserisco alcune foto dei Sognalibri:



Per tutte le informazioni potete scrivere a ilsognalibro2014@libero.it
Ho anche una pagina Instagram, che trovate sotto il nome di @ilsognalibro2014 e una pagina Facebook, che trovate qui:
https://m.facebook.com/ilsognalibro2014
Vi piacciono? Ci sono semplici, angolari o con la calamita, oppure con i cuccioli della vostra famiglia!



martedì 1 luglio 2014

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a Cristina Caboni

Cari lettori,
con grande emozione pubblico una mini-intervista che la scrittrice de Il sentiero dei profumi, Cristina Caboni, mi ha gentilmente concesso. Autrice di un libro che ho molto amato (e che ho recensito qui), Cristina ha risposto per voi lettori del paroliere a cinque domande.
Eccole.
  • Come è nata l'idea di scrivere e pubblicare un romanzo?
Dal mio lavoro, che mi ha mostrato un mondo pieno di profumi. Dalla consapevolezza che il profumo è un linguaggio privo di parole, ma pieno di sussurri e suggestioni meravigliose. Dal desiderio di raccontare la mia esperienza. E quale modo migliore di farlo se non attraverso una storia?
  • Come vive quest'esperienza e qual è il suo rapporto con la scrittura? Lo ritiene più un lavoro o più un hobby?
Non ci ho mai pensato per davvero. Vivo tutto in termini di tempo. La mattina l’ho sempre dedicata alla scrittura e continuo a farlo. Il resto della giornata vivo la mia vita come il solito dividendomi tra le api, la casa, i figli e il mio giardino.
  • La protagonista del suo romanzo è una donna forte e fragile allo stesso tempo, con un passato doloroso alle spalle, ma ancora presente in lei: avete qualcosa in comune?
Ho condiviso con Elena la capacità di vivere più lentamente, una cosa che ho imparato dal mio lavoro di apicoltrice. Per vedere alcune cose bisogna andare piano, cambiare la percezione, sapersi fermare ad ascoltare e perché no… ad annusare.
  • Che sensazione si prova a vedere la propria creazione prendere forma in un romanzo che viene definito un caso editoriale?
Un misto di perplessità e di gioia. Per me non è cambiato nulla, sono sempre la stessa. Faccio le stesse cose, continuo ad amare la mia vita come prima, magari viaggio di più e parlo con più gente.
  • Che consiglio darebbe agli aspiranti scrittori?
Non do mai consigli perché non credo di esserne in grado. Però posso dire cosa ho fatto io: scrivere ogni giorno, leggere ogni giorno, vivere ogni esperienza intensamente. Se poi si desidera pubblicare, affidarsi a un bravo agente.
 
Ringrazio di cuore Cristina Caboni per la sua disponibilità.

lunedì 30 giugno 2014

A COLPO D'OCCHIO -Il sentiero dei profumi (Recensione)

Cari lettori,
ho terminato oggi il libro di Cristina Caboni, Il sentiero dei profumi.
Elena Rossini è una donna forte e fragile allo stesso tempo, con un talento naturale per l'arte profumiera, ereditato dalle sue antenate.
Sua madre era una profumiera, sua nonna era una profumiera, e tutte le donne della famiglia Rossini lo furono. Fino a risalire alla famosa Beatrice Rossini, l'inventrice del leggendario Profumo Perfetto, la cui formula è andata ormai perduta.
Il lettore segue la vita di Elena, che a partire dal fallimento di tutti i suoi progetti e dal tradimento da parte del suo compagno, si rialza e decide di riprendere in mano la sua vita. Di seguire il sentiero dei profumi, nonostante in passato l'abbia fatta soffrire.
Da Firenze a Parigi, Elena costruirà faticosamente un nuovo percorso, che poi è quello che è sempre stato il suo. E non sarà sola. Con lei Monique, l'amica di sempre, la sorella che non ha avuto. E poi Cail, un uomo con un passato di sofferenza, ma con un cuore che ha solo bisogno di amare. E vuole amare Elena. Nonostante tutto. Nonostante le difficoltà.
 

Il sentiero dei profumi è un libro che ho letto col cuore e che mi ha coinvolto profondamente. In un certo senso Elena, la protagonista, mi somiglia. La trama si fa via via più avvincente col procedere della lettura, incuriosendo il lettore e facendolo legare profondamente a ciascuno dei personaggi, come se fossero persone reali. Anche i personaggi secondari, per così dire, sono ben caratterizzati e approfonditi, così da assumere una fisionomia dettagliata. Bella anche la descrizione dei luoghi, che si intreccia con la storia e la arricchisce, contribuendo a creare la giusta atmosfera. Cristina Caboni ha una scrittura fluida, scorrevole. Parole che profumano di sentimenti veri. E non vedrete l'ora di sapere come va a finire.

giovedì 26 giugno 2014

L'italiano

Cari lettori,
ieri non è stato facile evitare le notizie sui mondiali di calcio, né sulla sconfitta dell'Italia e tutte le reazioni che si sono succedute. Si è parlato tanto (forse troppo?) del Tweet di Balotelli, così, incuriosita, sono andata a leggerlo.
Nulla da dire sul messaggio che il calciatore ha voluto mandare, ma mi sono inevitabilmente balzati all'occhio gli errori ortografici. Lo so, sono fissata con queste cose. Ahimè, non riesco a correggermi. Così ho pensato di dedicare questo post alla riscrittura grammaticalmente corretta dell'ormai celebre Tweet.

Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano. L' ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste, arrabbiato, deluso con (deluso da) me stesso. Si (il affermativo vuole la ì accentata, altrimenti è un si riflessivo) magari potevo fare gol con la Costa Rica, avete ragione, ma poi? Qual è (non Qual'è!) il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) quindi cercate un'altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro "fratello". MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti.
VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più.
VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero?
 
 
Ecco, ora il Tweet di Balo è a posto anche grammaticalmente.
-Fine della mia mania correttiva.-

sabato 21 giugno 2014

21 giugno: Letti di notte

Da qualche anno, il 21 giugno l'estate si accende in libreria. È l'evento più atteso dai lettori d'Italia: la notte bianca dei libri.
Un anno fa ho avuto la fortuna di partecipare all'elaborazione delle bozze per la creazione del materiale pubblicitario di Letti di Notte, Facce di Notte e Letture Bendate. Devo ammettere che è stata un'esperienza molto formativa. Sono state due giornate di lavoro intenso, entrambe dedicate al Marketing del libro e guidate da Marco Zapparoli (Marcos y Marcos).
Le librerie di tutta Italia, anche quest'anno, terranno aperte le porte e organizzeranno fantastici eventi libreschi per accendere l'estate.
Per info: http://www.letteraturarinnovabile.com/chi-siamo/



mercoledì 18 giugno 2014

I libri che mi hanno fatto sentire orfana


Cari lettori,
sicuramente anche a voi è capitato svariate volte si terminare un libro e sentire un grande vuoto, come se aveste perso qualcuno di molto importante.
A me è capitato con tanti libri. Quando mi capita, spesso mi ritrovo a rileggere le ultime righe, per capacitarmi di quanto appena successo. E siccome non rileggo quasi mai un libro (ho fatto un'eccezione solo per Il piccolo principe e per L'Alchimista), è difficile accettare il fatto che non vedrò più quei personaggi, che non seguirò più la loro vita.
Ecco quali sono i libri che mi hanno fatto sentire orfana:
-al primo posto va senza dubbio Harry Potter, l'intera saga! Ogni volta che ne finivo uno, sapevo già che avrei atteso con spasmodica ansia il successivo. Il vero problema è arrivato quando ho finito anche il settimo;
-La luce sugli oceani: ero talmente immersa nella storia che ho dovuto aspettare qualche giorno prima di iniziare un altro libro;
-Mille splendidi soli: chi l'ha letto può capire;
-Romeo e Giulietta: ebbene sì. Tutti conoscono la storia, ma è un testo teatrale stupendo;
-I pilastri della terra: epico. Il seguito non regge il confronto;
-Il signore degli anelli: ci ho meso così tanto tempo a leggerlo, che dopo ho sentito il vuoto.

Sicuramente ce ne sono stati tanti altri, soprattutto nell'infanzia. Ma questi sono quelli che ricordo!

martedì 17 giugno 2014

Cinque cose da non fare mai ai miei libri

                           

Cari lettori,
tutti noi booklover abbiamo delle fissazioni che riguardano i nostri libri. Tutti noi, insomma, amiamo trattare questi oggetti in modo diverso e odiamo alcuni comportamenti che riteniamo scorretti verso i nostri preziosi libri. Oggi vi parlo dei cinque atteggiamenti nei confronti dei libri che mi fanno davvero arrabbiare e che quindi detesto vedere in atto quando presto i miei amici cartacei ad amici in carne ed ossa.
Mai:
1. Tenere il segno facendo le famigerate "orecchie" alle pagine, cioè piegare l'angolo esterno della pagina. Prendete un segnalibro!
2. Macchiare di unto/cioccolato/caffè o qualsiasi altra cosa le pagine. Se leggete e mangiate contemporaneamente, almeno fate un po' di attenzione.
3. Prestare a terzi il libro preso in prestito.
4. Aprire in modo barbaro il dorso dei libri grossi in edizione economica. So che viene spontaneo, ma poi è così brutto da vedere!
5. Scrivere appunti a bordo pagina. Prendete un taccuino.

Lo so, sembrano cose da pazzi! ^.^
Ma forse anche voi avete le vostre personalissime "fisse". Raccontatemele, se vi va.

martedì 10 giugno 2014

Cinque libri per l'estate

D'estate, generalmente, leggiamo di più rispetto alla stagione invernale. Un po' perché il caldo rende necessaria una pausa più lunga del solito (magari di fronte a un bel ventilatore) o rende più difficoltoso prendere sonno di notte, un po' perché molti di noi hanno più tempo libero, in queste giornate che sembrano non finire mai.
Allora dedico questo post a cinque libri che, in un modo o nell'altro, mi sembrano perfetti per questa stagione!

  • Come gocce di sale e di vento, di Sullivan J. Courtney. Diverse generazioni di donne, tutte con vite distanti anni luce l'una dall'altra. Ma tutte facenti parte della stessa famiglia, e legate in un modo o nell'altro ad una vecchia casa vicino al mare, dove vive Alice, capostipite della famiglia. Alice le tiene tutte unite le donne di casa Kelleher, ma nessuna di loro conosce il pesante segreto che si porta dentro da trent'anni.
Un libro denso di sentimenti, ma anche di avvenimenti. Una storia che parla d'amore, nel senso più ampio del termine. Si legge con facilità, pagina dopo pagina, con la curiosità di capire, di scoprire...
  • Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro. Ruth, Kathy e Tommy passano la loro adolescenza in un college inglese, dove vengono istruiti ed educati da insegnanti amorevoli ma severi. Per tutta la vita gli viene detto continuamente che loro, tutti i ragazzi del collegio, sono speciali. Ma qual è il loro destino? E perché sembra quasi vietato per loro pensare ad un futuro vero?
Un libro che definirei fantascientifico per via del tema trattato (quello dei cloni destinati esclusivamente all'espianto di organi a beneficio umano), ma in cui la narrazione è condotta con una sensibilità in cui si scorge soprattutto il lato umano dei protagonisti. Malinconico, ma molto intenso.
  • Un posto nel mondo, di Fabio Volo. Michele e Federico sono due amici inseparabili, che sembra vogliano rimanere in eterno adolescenti. Ma non è così. Federico, stanco di una vita sempre in folle, decide di partire per un viaggio, non alla scoperta del mondo, bensì alla ricerca del suo posto nel mondo, del suo senso della vita. E, in un modo o nell'altro, anche Michele verrà coinvolto in questo percorso.
Questo è stato il primo libro di Fabio Volo che ho letto. Come sempre, Fabio Volo scrive di personaggi veri, di storie comuni. E lo fa con una schiettezza che ce li fa apparire reali. Vicini a noi. Un libro che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché la vita è fatta proprio così: ci sono le cadute, ma poi uno si rialza. E guarda avanti.
  • Estasi culinarie, di Muriel Barbery. Dall'autrice di L'eleganza del riccio, ecco un altro romanzo (stavolta breve) destinato a stupire. Monsieur Arthens, il critico gastronomico numero uno al mondo, è in punto di morte. Ma, prima di morire, vuole assolutamente ricordare qual è quel sapore che ora gli sfugge e che l'ha mandato in estasi. Così ripercorre tutta la sua vita di critico gastronomico, cercando di riportare alla mente tutti i sapori che ha incontrato. Prendono la parola anche molte persone che hanno avuto a che fare con lui, uomo arrogante e prepotente.
Un libro eccentrico e divertente, unico nel suo genere. Devo ammettere che, per ora, non sono riuscita a terminare L'eleganza del riccio, e mi sono approcciata a questo libro con diffidenza. Mi ha divertito tantissimo. Una squisita indagine alla scoperta dei sapori.
  • Se una notte d'inverno un viaggiatore, di Italo Calvino. I libri di Calvino non hanno bisogno di lunghe presentazioni. Questa è la storia di un lettore che si appresta a leggere un libro, ma la cui lettura viene ripetutamente interrotta e deve necessariamente proseguire all'interno di un libro che non contiene più la storia di partenza. Un romanzo singolare, un perfetto esempio di mise en abyme*, tutto sul piacere della lettura.

*Mise en abyme: tecnica narrativa in cui la storia narrata contiene al suo interno una copia in miniatura della storia stessa. Per esempio quando in un romanzo giallo si ritrova un personaggio che è uno scrittore che sta scrivendo proprio quel romanzo giallo, e così via.

lunedì 9 giugno 2014

A COLPO D'OCCHIO -La luce sugli oceani

Cari lettori,
oggi voglio suggerirvi la lettura di un libro che mi ha commosso, facendomi profondamente riflettere. Si tratta del romanzo d'esordio di M. L. Stedman, La luce sugli oceani.
Ho letto questo libro parecchi mesi fa e ancora non avevo avuto il coraggio di recensirlo. Perché è un libro disarmante, forte e dolce allo stesso tempo.
Pensate che si possa sempre individuare il limite fra ciò che è giusto e ciò che non lo è? La luce sugli oceani metterà in crisi qualsiasi certezza e qualsiasi facile giudizio.
 
Tom e Isabel, fin dal loro primo incontro, non possono fare a meno di amarsi. Lui è un uomo introverso, reduce di guerra, profondamente ligio al dovere. Lei è una donna frizzante, che lo completa e lo rende migliore. Insieme decidono di andare a vivere su Janus Rock, l'isola destinata soltanto al guardiano del faro: Tom, appunto.
Il sogno di Isabel è quello di diventare madre, di avere con Tom una famiglia. Ma il destino sembra negare loro questa possibilità. Dopo vari aborti, però, qualcosa cambia: sull'isola arriva una barchetta che ha fatto naufragio. Dentro, il cadavere di un uomo e una neonata, viva.
Come un faro, la bambina rischiara l'animo di Isabel, che si sente sua madre sin dal primo momento. Lucy, così la ribattezzeranno, decidendo di infrangere le regole che impone il ruolo di guardiano del faro. Tom e Isabel, infatti, non denunceranno l'accaduto, e faranno credere a tutti che Lucy sia la loro figlia naturale.
Ma Tom e Isabel non hanno fatto i conti con le possibili conseguenze di una decisione tanto drastica: al di là di Janus Rock, Hanna, una madre disperata e ormai vedova, non smette di cercare la sua bambina. Non smette di sperare, neppure quando ormai sono passati troppi anni dal tragico evento che l'ha separata dal suo amato e dalla loro unica figlia.

L'autrice è una narratrice abilissima nel descrivere situazioni e sentimenti. Un attimo prima stai dalla parte di Isabel, la difendi, speri che nessuno scopra il suo segreto, anche per il bene della piccola Lucy. Un attimo dopo sei lì a sperare che Hanna ritrovi quella figlia che tutti ritengono morta. E poi ancora viceversa. Difficile capire il limite di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non tutto si può dividere in bianco o nero.
Una lettura avvincente e commovente, un libro che non delude le aspettative, anzi, le supera. Personaggi così verosimili da sembrare veri. Un finale che sconvolge per la sua concretezza, per la sua profondità, per il gusto dolce-amaro che è poi quello di tutto il romanzo.

venerdì 6 giugno 2014

Vinci un LIBRO -L'isola di cemento

Cari lettori,
ecco il secondo concorso che vi darà la possibilità di vincere un libro e riceverlo direttamente a casa vostra. Spero che questa volta parteciperete più numerosi! Eheh!
Il libro che vi propongo è L'isola di cemento di J. G. Ballard, un autore contemporaneo che visse una durissima esperienza all'interno di un campo di prigionia giapponese. Si iscrisse successivamente all'Università di Medicina, ma poi abbandonò gli studi perché capì che la sua passione era un'altra: scrivere.
 
Il protagonista de L'isola di cemento è un perfetto borghese di Londra, ricco e con una doppia vita che si divide fra moglie e amante. Tutto cambia, però, quando, a causa di un incidente stradale, si ritrova catapultato in un'isola spartitraffico dalla quale non riesce ad uscire. O, forse, non vuole uscire.
 
Regole del concorso.
  • Scrivete un commento qui sotto e indicate perché vi piacerebbe leggere (o rileggere) questo libro. Indicate anche il vostro indirizzo e-mail.
  • Diventate lettori fissi del blog.
  • Condividete questo post nel vostro profilo Google, Facebook o Twitter.
Come vedete, stavolta le regole sono semplicissime. Nessun racconto da scrivere!
Le iscrizioni al concorso sono aperte da oggi (06.06.2014) fino al 06.07.2014 compreso. In data 07.07.2014 ci sarà un'estrazione fra tutti i partecipanti. Chi verrà sorteggiato riceverà un'e-mail e dovrà fornire il proprio indirizzo fisico, al quale io spedirò il libro.
Tutte le iscrizioni che seguiranno la data ultima indicata (06 luglio) non verranno prese in considerazione.
 
Buona fortuna a tutti!

giovedì 5 giugno 2014

Il gatto Rafiki


Rafiki era una parola strana. Ma ormai avevo capito che a quel suono corrispondeva una buona razione di cibo. E anche di coccole. Sicché, ogni volta che quell'uomo pronunciava la parola Rafiki, io correvo verso di lui. E lui sembrava contento: “Conosce il suo nome!” diceva fiero agli amici. Era un animale strano. Diceva di chiamarsi Armando. Non era un gatto, anche se i baffi li aveva, e pure belli lunghi. Certe volte amava definirsi il mio padrone. In quei casi io mi rotolavo a terra, divertito. I gatti non hanno padroni. Noi gatti siamo liberi. Nessun padrone. Soltanto a-mici.

lunedì 2 giugno 2014

sabato 31 maggio 2014

La rosa dell'amicizia

Devo portare a termine gli impegni presi che si sono accumulati durante la mia assenza dal blog. E di nuovo mi ritrovo a ringraziare Patricia, che in questo post mi ha fatto un regalo splendido: la rosa dell'amicizia. Che bella, guardate qua:
 
 

Anche qui, come nel post precedente, risponderò ad alcune carinissime domande.
 
  • Come è cambiata la tua vita con il blog?
Non è cambiata granché. Ho aperto il blog (che in precedenza era ubicato in un altro indirizzo Internet) alcuni anni fa, durante un periodo davvero molto difficile. In quel periodo avevo poche cose belle nella mia vita e una di queste era la passione per la scrittura. Così ho iniziato a coltivare le cose belle che avevo, cercando di far sì che prevalessero su quelle brutte. Dopo anni, posso dire di avercela fatta!
 
  • Descriviti con un solo aggettivo.
Tosta.

  • Quale stato d'animo ti rappresenta meglio?
Oggi, la serenità.

  • Trovate più seducente l'intelligenza o l'attrazione fisica?
Personalmente non ho attrazione fisica se prima non vengo sedotta dall'intelligenza. Sono due cose inscindibili. L'attrazione fisica non è conseguenza del bell'aspetto.

  • Il vostro motto è...
Genera senza possedere. Nutri senza creare dipendenza. Guida senza dominare.

  • Quanti libri leggi in un anno?
Questa è una domanda a cui non riesco mai a rispondere. Ne leggo tanti.

  • Un tuo difetto e un tuo pregio.
Difetto: sono impulsiva. Un pregio: sono impulsiva.

  • Cantante/Strumento preferito.
Amo la musica del pianoforte e non ho cantanti preferiti.

  • Esiste l'amicizia virtuale?
Senza dubbio. Si incontrano molto prima le anime dei corpi.

  • Quanto trovi stupido/carino questo premio?
Trovo che sia molto carino. Mi sono divertita a farlo. Forse voi un po' meno a leggerlo!

E adesso tocca a voi! Non taggo nessuno, perché poi mi dimentico di avvertire le persone taggate. Sappiate che, chiunque voglia partecipare, può farlo! Anche solo con un commento qui sotto!


Un piccolo premio-tag

Cari lettori,
dopo un periodo di assenza, eccomi di nuovo qui.
Dedico questo post ad una blogger che mi ha fatto vincere un premio. Eccolo qui:
Ringrazio di cuore Patricia, del blog http://hermioneat.blogspot.it  che mi ha taggato.
Sono già da tempo una lettrice fissa del suo blog e mi piace un sacco per due motivi fondamentali: scrive benissimo e ha una gatta adorabile!
Ora dovrei taggare qualche blogger (almeno dieci!) per passare il testimone del premio che ho ricevuto.
Ok, ecco il mio elenco:
Ok, per me può bastare! Anche perché poi di sicuro mi dimentico di avvisarli tutti!
 
Cari ragazzi, voi che siete stati taggati dovete diventare lettori fissi del mio blog, rispondere alle domande seguenti e poi taggare a vostra volta altri blogger. Naturalmente, solo se vi va di giocare. Non c'è nessun obbligo...
Ecco le domande poste da Patricia. Ed ecco anche le mie risposte. Se tu fossi...cosa saresti?
  • Un sapore... Agrodolce. Perché chi mi conosce sa bene che so essere molto dolce, ma anche agra! Sono piena di contrasti.
  • Una pietra... Un diamante. Luminoso e difficile da distruggere.
  • Un elemento naturale... L'acqua. Perché è il mio elemento: d'altronde sono nata in un'isola, non posso fare a meno del mare!
  • Musica... Sarei un mantra tibetano. Non c'è nulla di più musicale.
  • Fiore...La rosa. Attenti, ha le spine!
  • Pianta...Una palma. Dà subito l'idea dell'esotico.
  • Un colore...Verde. Il colore del chakra del cuore. E dei miei occhi.
  • Un giorno...Il venerdì, il giorno di Venere. Perché poi c'è il sabato.
  • Un mese...Dicembre. Il mese del Natale e del caminetto acceso.
  • Un animale...Un delfino. Perché è un buon compromesso fra gli animali marini e quelli terrestri. E perché è molto intelligente.
  • Una stagione...L'inverno. Perché il mare è più bello in inverno, perché in inverno c'è il Natale e perché in inverno ci piace stare vicini a coccolarci...
  • Un tessuto...Il cotone. Mi è sempre piaciuto.
  • Un cibo...Non ci sono dubbi: la pizza!
  • Una parola...Libertà.
  • Un peccato...La lussuria! Ahahah!
  • Un evento atmosferico...La pioggia. Quella degli acquazzoni estivi che rinfrescano l'aria.
  • Strumento musicale...Il pianoforte.
  • Un'opera d'arte...Un dipinto di Monet.
  • Un accessorio...Una penna stilografica. Per scrivere in modo elegante.
 
Aspetto le vostre risposte!
 
 

martedì 20 maggio 2014

Concorso La Tempesta-risultati

Cari lettori,
forse il libro in palio non era abbastanza interessante? Forse non ho pubblicizzato abbastanza il contest?
L'unica lettrice che ha deciso di inviare un elaborato è stata Patricia! Pertanto non possiamo parlare propriamente di un vincitore, dal momento che è stata l'unica partecipante. Il libro La Tempesta di Shakespeare spetta dunque di diritto a Patricia, non solo perché il suo elaborato merita davvero, ma anche come segno di ringraziamento per aver risposto con entusiasmo alla mia iniziativa!

Ecco la poesia di Patricia, davvero bella!

TEMPESTA


Sento un vento

freddo

scombinare i miei pensieri.

liquida paura

che scorre nelle mie vene

tumultuosa bufera.

Un tuono

che rode e rosicchia

la mia anima.

Un lampo

che la mette al rogo

d'incendio puro.

Ho paura.

Di perderti?

Non so....

So che

non ho nulla

per ripararmi.

Solo

il pensiero di te

che

mi abbraccerai

proteggendomi

da questo fortunale

d'emozioni

e

ataviche paure.

Tra le tue braccia

il vento di tempesta

diventerà

respiro d'innamorato

languore d'amante

E

la tempesta

più non urlerà

dentro di me!

giovedì 15 maggio 2014

A COLPO D'OCCHIO- Il sentiero dei profumi

Il sentiero dei profumi, pubblicato in Italia da Garzanti, è il primo romanzo di Cristina Caboni, scrittrice sarda che dedica questo romanzo ai profumi, che fanno parte della sua vita da sempre.
 
Ricevo gratuitamente questo libro in anteprima, grazie ad un'iniziativa di ibs.it e devo dire che mi incuriosisce molto. Per prima cosa perché ho letto che si tratta di un caso letterario internazionale. E, secondariamente, perché l'autrice di questo promesso capolavoro è una mia conterranea.
La copertina verde è costellata di petali di rosa, portati in giro da un vento che scompiglia i capelli della ragazza in primo piano: sarà la protagonista? Non lo so. Ancora non ho letto Il sentiero dei profumi.
Ma vi prometto che, appena possibile, lo farò. E scriverò la recensione.
 
Come mi piacerebbe intervistare l'autrice...

lunedì 12 maggio 2014

A COLPO D'OCCHIO- Il Signore delle Mosche


Il signore delle mosche di William Golding ci racconta di un gruppo di bambini e di ragazzi che, sopravvissuti ad un incidente aereo, si ritrovano dispersi su un’isola deserta.
L’autore descrive con una chiarezza inquietante le dinamiche che si innescano all’interno di questo gruppo senza adulti, che cerca di organizzare e allestire un fac-simile di società strutturata sul modello di quella dalla quale provengono i ragazzi. La situazione, che in un primo tempo si era configurata come un qualcosa di elettrizzante e, in un certo senso, come un gioco in cui fingere di essere adulti, si rivela poi in tutta la sua drammaticità, portando a galla paure e atteggiamenti ostili e prevaricatori, che vanno a costituire il clima di terrore che permea il libro fin quasi all’ultima pagina.

Il signore delle mosche è soprattutto la rappresentazione, fortemente pessimistica, degli istinti insiti nell’uomo, piuttosto che semplicemente e soltanto un romanzo d’avventura, come potrebbe invece apparire ad una prima superficiale lettura.
Il topos dell’isola deserta potrebbe riportarci al capolavoro di Daniel Defoe. Ma qui la situazione è quasi capovolta. Mentre Robinson Crusoe riesce a ricostruire in un’isola deserta una società civile, a testimonianza di una fede cieca nella tecnologia e nella razionalità insite nell’uomo, i ragazzi de Il signore delle mosche riescono soltanto a dar vita ad una società degenerata.

Ed è questo, secondo Golding, l’unico risultato che può scaturire da un assembramento umano privo di leggi che tengano a bada la sua naturale tendenza alla violenza e alla prevaricazione.
In quest’ottica pessimistica è interessante notare come, a ridursi in questo stato bestiale che non tiene conto del valore della vita umana, sia un gruppo di bambini, non di adulti. Protagonisti di questo regresso antropologico sono dunque degli individui che ancora non sono stati appesantiti da sovrastrutture legate allo stato di impianto civile elaborato dalla società delle leggi. Essi sono, in un certo qual modo, ancora legati al loro stato di natura, ancora non condizionati dalle rigide strutture degli adulti e, vista la loro giovane età e la loro estrazione sociale medio-alta, si presuppone che non abbiano neppure vissuto esperienze così traumatiche da segnare la loro personalità nel profondo. Golding sceglie appositamente un gruppo di protagonisti dotati di questi tratti distintivi proprio per avvalorare la tesi secondo la quale la tendenza al male è insita nella specie umana fin dal suo concepimento, senza giustificazioni di sorta.
Immagine presa dal Web
 
 


giovedì 8 maggio 2014

Il lettore intellettual-snob

Immagine tratta dal blog Amanti dei Libri
Avete presente quelle persone che rifiutano categoricamente di leggere certi libri perché non li considerano degni della loro attenzione? Quei lettori intellettualmente fastidiosi, che snobbano la letteratura poco impegnata, che amano solo i testi di un certo spessore (spesso anche fisico!), che leggono solo per dimostrare al mondo e a se stessi di essere colti? Io li trovo terribili.
Diciamocelo chiaramente: anche a me piace aver letto autori di una certa rilevanza, di certo non rinnego la mia formazione classica. Del resto, ho proseguito i miei studi iscrivendomi in Lettere Moderne, dunque conosco bene il valore di certi pilastri portanti della letteratura.
Ma vi immaginate che assurdità se mi vedeste sotto l'ombrellone con in mano quell'esile volume che è I Promessi Sposi? Non sarebbe un tantino ridicolo?
Io credo che rifiutare romanzi leggeri e/o distensivi soltanto per dimostrare di essere degli intellettuali raffinati, sia esattamente il contrario: dimostrare di essere dei lettori ottusi.
Per quanto mi riguarda, nel mio universo letterario trova spazio sia Dan Brown che Italo Calvino, sia Fabio Volo che Henry James. Insomma, classici e moderni, letteratura di intrattenimento e letteratura più impegnata. Mente aperta, ragazzi! La lettura deve insegnare questo. Altrimenti non serve a nulla che leggiate migliaia di libri se poi siete più chiusi di una cassaforte!

mercoledì 7 maggio 2014

Il Riflessario n.9

On ne voit bien qu'avec le coeur. L'essentiel est invisible pour les yeux *


*Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

La citazione in lingua originale è d'obbligo. In traduzione, si perde qualcosa.