Si è verificato un errore nel gadget

martedì 28 maggio 2013

Elezioni comunali a Decimomannu: facce nuove o vecchie facce?

Decimomannu- Domenica 26 e lunedì 27 maggio gli elettori decimesi sono stati chiamati ad eleggere il nuovo sindaco. In un paese che conta 7.833 abitanti, soltanto il 69,6% si è recato ai seggi. Questo primo dato dovrebbe senza dubbio far riflettere sull'impatto che la politica ha sui cittadini. L'astensionismo così elevato è sicuramente indice di una grossa sfiducia generale nel sistema.
Dato ancora più sconcertante, tuttavia, è quello che vede la lista di Luigi Porceddu (sindaco uscente) conquistare ben 1068 voti, posizionandosi così al secondo posto. Anche questo la dice lunga. La dice lunga sul fatto che alle persone non basta mai sbattere il muso nelle cose che non vanno. Si ripetono sempre gli stessi errori, senza riuscire a cambiare strada. E questo spiega anche perché, a livello nazionale, certi personaggi non tramontino mai. Perché siamo così: basta una promessa fatta nel momento giusto e via, ci hanno già conquistati.
Detto questo, faccio i complimenti e un imbocca al lupo ad Anna Paola Marongiu, nuovo sindaco di Decimomannu, e a tutta la sua lista. Speriamo che sia la volta buona anche per il nostro paese.
Buon lavoro!

domenica 26 maggio 2013

A COLPO D'OCCHIO- Il Grande Gatsby

Dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, arriva sul grande schermo l'attesissima pellicola di Baz Luhrmann. Un cast d'eccellenza, con Leonardo Di Caprio nei panni di Jay Gatsby e Carey Mulligan in quelli di Daiysi Buchanan. Ottime interpretazioni, un film che -stranamente- non delude le aspettative di chi aveva già nel cuore il romanzo.
Seguiamo l'intera vicenda attraverso i ricordi di Nick Carraway (Tobey Maguire), cugino della bella Daiysi.
Le parole di Nick ci colpiscono, si concretizzano e quasi ci piovono addosso (l'effetto 3D è davvero coinvolgente). Ci racconta -e lo racconta anche al suo psichiatra- la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e ricchissimo che nella sua meravigliosa villa a West Egg dà feste di proporzioni cosmiche, aperte a tutti: ricchi e poveri, conoscenti e persone sconosciute. Ci racconta di come la sua ambizione l'ha condotto fin lì, facendolo giungere alle vette della scala sociale. Tutto solo per un sogno: rincontrare Daiysi e riconquistarla dopo cinque anni dal loro primo incontro. La purezza del sogno di Gatsby, però, si scontrerà brutalmente con l'ipocrisia, la viltà e il mero opportunismo dei ruggenti Anni Venti americani, dove al denaro e alla comodità di una posizione sociale di rispetto si può sacrificare qualsiasi valore. Amore compreso.
Sarà così che Gatsby perderà ogni cosa (compresa la vita) sperando fino all'ultimo istante che il suo incorruttibile sentimento smuova nel profondo l'animo di Daiysi, vigliacca e fatua fino alla fine.
La storia di un amore immortale che soccombe alla pochezza umana, condotto quasi come un thriller, con rivisitazioni moderne che tuttavia nell'insieme non stonano.
Leonardo Di Caprio supera se stesso nell'interpretazione di uno dei personaggi letterari meglio riusciti in assoluto e Baz Luhrmann ci mette del suo senza tradire l'anima letterariamente profonda dell'intera trama.

venerdì 24 maggio 2013

Spleen

Con il termine spleen, in letteratura ci si riferisce al senso di disagio e frustrazione che proviene dai limiti che l'uomo vive nei confronti della propria vita. Un'angoscia esistenziale che ritroviamo spesso in Baudelaire.
Eppure, questo topos letterario spesso scappa dai versi poetici e si insinua nella realtà.
Sempre più spesso mi accorgo di come lo spleen e la tristezza siano in ognuno di noi. Questo disturbo, purtroppo molto frequente, si caratterizza per la sensazione di un dolore che da emotivo diventa quasi fisico. Il più delle volte, questa sensazione si accompagna a insonnia  e tendenza ad autosvalutarsi. Chi soffre quindi di spleen è convinto di non riuscire più a realizzare qualcosa di buono, prova ansia quasi quotidiana e soprattutto vive un forte senso di colpa. Spesso si sente responsabile di diverse situazioni, del dolore altrui, dell'infelicità dei propri cari.
Non sono un medico, quindi non ho scritto queste poche righe per suggerire a chi dovesse leggerle cosa si può fare in questi casi. Tuttavia mi piacerebbe che queste parole fossero un invito a riflettere sulla propria vita. Non siamo nati per soffrire. E, a meno che voi non siate poeti decadenti, non vi conviene distruggervi la vita (e distruggerla a chi vi sta accanto) perché avete in voi questa malinconia. Abbiamo il diritto di essere felici.

martedì 21 maggio 2013

Leggete, leggete e ancora leggete


Cari lettori, questo post è dedicato a tutti quelli che seguono il mio blog e che seguono ciò che scrivo anche fuori da qui.
Vi segnalo due miei nuovi articoli.



Vi sarete accorti che si tratta di argomenti prettamente femminili! Eheh! Ragazzi, un po' di pazienza...magari l'articolo sulle meches potrebbe interessarvi, se siete intenzionati a dare luce alla vostra capigliatura!
Il sito è frizzante e vitale, sempre aggiornato sulle nuove tendenze. Non perdetelo d'occhio se siete fashioniste convinte!
http://www.beautyestyle.it

Alla prossima.

lunedì 13 maggio 2013

Teatro di vita

Seduto sulla poltrona del suo studio, guardava una foto. Stamattina un venditore ambulante al semaforo gli aveva regalato un braccialetto di stoffa colorata. Un braccialetto di quelli che si vendono nelle spiagge. Una volta ne aveva portato per qualche mese uno al polso. Lui l'aveva preso dalle mani scure del venditore ambulante e gli aveva detto: "Mi dai dei fazzoletti?" e aveva comprato per un euro un pacchetto di salviette.
Certe volte si sentiva come dentro ad una parte. Una parte, cioè un ruolo che interpretava da sempre anche con se stesso. Come dire... lui non era davvero lui. Era calato in un ruolo che aveva deciso di interpretare da quando era stato in grado di decidere per sé. E aveva tenuto la stessa maschera per metà della sua vita. L'aveva tenuta sempre, anche quando si guardava allo specchio, da solo. Aveva quella maschera quando beveva una birra con gli amici. Aveva quella maschera quando parlava con i clienti, quando andava al cinema, quando faceva l'amore con una donna, quando portava a passeggio il cane. E adesso iniziava a pesare. C'era da chiedersi com'è che se ne fosse accorto di essere un attore nel teatro della sua esistenza.
Forse l'aveva capito quando aveva ricevuto la partecipazione di nozze di una sua amica. La conosceva da tantissimo tempo. Quando aveva quindici anni erano stati innamorati. Lei aveva qualche anno in meno e lui pensava che quell'amore sarebbe durato per sempre. Succede spesso nell'adolescenza. Poi si cresce. Ed ora lei lo invitava al suo matrimonio. Sarebbe stata una bella cerimonia, in Calabria. Sul mare.
Seduto sulla poltrona del suo studio, guardava una foto. E pensava alla sua vita trascorsa fra una storia d'amore e un'altra. Donne che si susseguivano col ritmo di tre anni per ciascuna. Prima un grande fuoco, poi solo cenere. E una grande sensazione di vuoto. Per molto tempo aveva creduto di non aver ancora trovato la persona giusta. Ma ora iniziava a dubitare di se stesso. Si era raccontato tante di quelle bugie che ora era stanco pure di cercare di inventarne di nuove. Doveva imparare ad accettare quella sua volubilità. Oppure doveva decidere di cambiare. Di rompere la maschera, di abbassare il sipario. E di iniziare a vivere.

giovedì 2 maggio 2013

Negozio bijoux

Cari lettori (forse stavolta soprattutto Care lettrici!),
è online il negozio Vanitosamente Bijoux. Ve lo segnalo perché vale la pena farci un salto, se siete appassionate di gioielli e cercate qualcosa di originale a prezzi contenuti.
Glamour e stile caratterizzano queste creazioni fatte a mano, spesso pezzi unici. L'artista si chiama Sara. Potete fidarvi: è un vulcano di creatività.
Qui sotto il link del negozio:

Ma potete trovare Vanitosamente Bijoux anche su FB:

Per le mamme: ci sono bijoux adatti anche alle vostre bambine! I braccialetti ispirati alle fiabe sono capaci di conquistare anche le più piccole. Provare per credere.

Buona serata di shopping a tutte!