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lunedì 28 aprile 2014

Tag...ga il libro

Cari lettori,
oggi (di ritorno da cinque magici giorni a Madrid) dedico questo post ai cinque libri che mi hanno in qualche modo conquistata maggiormente, e che hanno avuto per me un valore importante. Non quindi i libri preferiti (che sono tanti e non possono essere ridotti a cinque), bensì quelli che sono stati delle tappe essenziali. L'idea nasce dall'invito che mi è giunto da Patricia, del blog Myrtilla's house.
Immagine presa da Internet
 
 
1. Il primo libro che ho il dovere di citare è Inkiostrik, il mostro dello zainetto. Ne ho già parlato in occasione della Giornata Internazionale dei Libri per Bambini. Questo libro mi ha fatto scoprire il piacere della lettura, mi ha dischiuso le porte di un mondo magico, che non ho più voluto abbandonare. Inkiostrik, il piccolo mostriciattolo che si nutre di inchiostro, aveva conquistato la mia curiosità con le sue rocambolesche avventure.
 
2. Venne poi il momento del capolavoro assoluto di J.K.Rowling: Harry Potter. L'intera saga, naturalmente. Difficile spiegare la magia di questi libri. Vivi, veri, sorprendenti. Si può dire che sono cresciuta con Harry, Ron ed Hermione. Indimenticabili. Speravo sempre di beccarmi l'influenza per potermi assentare da scuola e avere l'intera giornata per leggere Harry Potter!
 
3. In questa Top Five merita un posto anche Jane Austen. Perciò inserisco uno dei libri che mi sono rimasti nel cuore: Orgoglio e pregiudizio. Tremendamente attuale, pur essendo un romanzo d'epoca. Una storia d'amore con personaggi sfaccettati, talmente ben caratterizzati da sembrare reali (tanto che di Darcy mi sono innamorata pure io!). Donne forti, indipendenti, anticonformiste. Come lo è stata Jane.
 
4. Sta arrivando la fine di questa lista. Lo spazio si restringe. Difficile decidere di mettere un termine ai libri che ci hanno in qualche modo segnato. Instauriamo un rapporto speciale con ogni libro che leggiamo, persino con quelli che non ci piacciono. Come succede con le persone. Inserirò L'Alchimista, di Paulo Coelho. Semplicemente perché è pieno di verità. Mi ha aperto gli occhi su tante cose, raccontando la vita vera, ma attraverso una favola.
 
5. Il quinto posto resta vuoto. Eh sì, non c'è il quinto libro. Forse arriverà, chissà. L'ho cercato a lungo: ho pensato ai libri che mi son piaciuti di più, Calvino, Hosseini, Baricco, Ken Follett, Dracula di Stoker...ma nessuno di questi ha segnato la mia personalità. Meravigliosi, senza dubbio. Ma non significativi per questa Top Five.
 
Vorrei taggare:
Federica di http://latanadiunabooklover.blogspot.it/ (anche se ha già partecipato al tag)

mercoledì 23 aprile 2014

Le anime del libro -Giornata Mondiale del Libro

Ci avete mai pensato? I libri sono composti da tante anime...in effetti, per voi cos'è un libro? Non è certamente soltanto un oggetto fisico che ha una data dimensione, un certo peso e un numero ben definito di pagine. Queste caratteristiche sensibili sono soltanto quelle che connotano un dato esemplare. Ma c'è ben altro. L'anima più evidente di un libro è senza dubbio quella che lo definisce come opera. Ciò che ci resta dentro, nell'anima, infatti, è proprio l'opera. Quella storia particolare, frutto e manifestazione intellettuale di quel particolare autore. Non è forse vero?
Però, non sempre noi leggiamo un libro esattamente come è uscito dalla penna magica dello scrittore. Spesso ne leggiamo una versione diversa. Magari quella di un particolare curatore, oppure la versione di un abile traduttore che ci permette di penetrare un testo scritto originariamente in una lingua che non conosciamo. In questi casi, entriamo in contatto in un certo senso con un'altra anima del libro: quella che riguarda il libro come espressione testuale.
In questa Giornata Mondiale del Libro, ho voluto pensare un po' più profondamente a questo essere magico che chiamiamo libro, e che è in realtà qualcosa di complesso e sfaccettato. Composto, appunto, da diverse anime.

lunedì 21 aprile 2014

Vivo due volte

Sono un pessimista per natura. Ma aspetto solo di essere smentito.

 

Era questa la frase che apriva uno dei racconti di Stefano. C’era un po’ di autobiografico in quello che Stefano aveva scritto. In effetti la sua vita non era mai stata facile. Ed è difficile essere ottimisti quando il mondo sembra volerti rifiutare ancor prima di vederti crescere.

Stefano aveva scoperto la sua patologia per caso, quando si era sentito male durante una partita di calcetto con gli amici. Da lì erano partiti tutti i controlli, le visite mediche, i ricoveri. Una trafila lunga e snervante. Soprattutto quando hai sedici anni, e preferiresti trascorrere il tempo a farti le canne fuori da scuola, non a fare prelievi negli ospedali.

Stefano aveva bisogno di un cuore nuovo. Il suo non andava. Era come avere il motore di una vecchia cinquecento in una Ferrari sportiva. Non poteva funzionare.

Voi lo sapete come ci si sente? Sapete come ci si sente ad avere poche speranze di vita davanti e ad avere improvvisamente una voglia di vivere mai avuta prima? Sapete come ci si sente a sperare che qualcuno muoia per potervi donare il cuore?

Tante, troppe volte Stefano aveva sperato che fosse arrivato il momento. Che ci fosse un cuore compatibile col suo. Ma troppo spesso le analisi avevano rivelato il contrario.

E il tempo dell’attesa riprendeva a scorrere lento.

Per fortuna c’era Maria. Con lei il tempo andava sempre forte. Con lei Stefano avrebbe atteso un cuore nuovo anche per tutta la vita.

C’era anche Maria quando i medici gli avevano dato la notizia: un donatore compatibile.

Stefano ricorda ancora la mano di Maria che si stringe alla sua, quasi a stritolarla. Ricorda il pianto, un po’ di liberazione un po’ di paura e un po’ di vergogna. Lui vivrà perché un altro è morto. Si chiede se riuscirà ad accettarlo definitivamente un giorno o l’altro.

Adesso, dopo dieci anni da quel giorno, qualcosa che lo aiuta a metabolizzare c’è: sua figlia Gioia.

Gioia è lì, con lui e con Maria, soltanto grazie a quel cuore. Quel cuore ha dato la vita a molte più persone di quanto appaia a prima vista.

Stefano ha saputo che a permettere tutto questo è stata la morte di un altro Stefano. Le coincidenze della vita. Sono stati i genitori di quel ragazzo a permettere la donazione di quel cuore che ora batte ancora, forte di due vite dentro di sé. Stefano sente di avere due madri e due padri da quel giorno. Sente di avere un fratello, che porta il suo stesso nome e che vive dentro di lui dandogli un motivo in più per andare oltre, anche quando sembra che non ne valga la pena.

 

Stefano era un pessimista per natura. Ma è stato smentito. Ricorda bene come si sentiva un tempo. Solo e sfortunato. Ma ora no. Ora Stefano sente di valere più di molti suoi coetanei. Sa di essere forte, perché ha saputo resistere, perché ha saputo affrontare la vita anche a costo della morte, perché conosce il valore di ogni singolo respiro, il valore di quel motore che ha preso in prestito da un altro Stefano e che ora batte nel petto anche per lui, per lui e per tutti quelli che l’hanno amato.

Sarebbe una bugia dire che Stefano non vive mai momenti difficili, come tutti. Momenti in cui davvero le difficoltà della vita lo mettono a dura prova. Quando succede, però, lui ha una risorsa in più di molti di noi: si mette in silenzio e ascolta.

TU TUM, TU TUM, TU TUM. TU TUM, TU TUM, TU TUM. Questa è una voce potente. Gli dice: Vai avanti. Non sei solo.


venerdì 18 aprile 2014

Addio, scrittore visionario


C'era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.



Muore un grande scrittore e, come sempre in questi casi, il web si mobilita per ricordarlo in qualche modo. Proliferano biografie e notizie con titoli, date, anniversari vari.
Tutto questo, se vi interessa, potete cercarvelo in un'enciclopedia o in un libro di letteratura. Io qui vi scrivo soltanto quella che è stata la mia esperienza con questo autore visionario.
Ho letto Cent'anni di solitudine -per tanti il suo massimo capolavoro- e devo ammettere che non l'ho capito. Ma proprio per nulla.
Ma, in effetti, non è questo l'effetto che fanno i geni in un primo momento? Non li si capisce inizialmente.
Così io, in questo piccolo post che dedico a Gabriel Garcia Marquez, vi lascio due frasi scaturite dalla sua magica penna. Due frasi che toccano il cuore. Anche se può capitare di non comprenderle fino in fondo. Con l'arte, talvolta è così: si può solo restare ad ammirarne la grandezza.

Aveva sentito dire che la gente non muore quando deve, ma quado vuole.
Gabriel Garcia Marquez

giovedì 17 aprile 2014

Situazione sentimentale: innamorato di un personaggio letterario

Immagine tratta da La Sepoltura della Letteratura
Diciamoci la verità: noi lettori accaniti spesso cresciamo con l'illusione che la nostra vita dovrebbe somigliare alle storie che leggiamo. Un po' come era solita fare Emma Bovary, cerchiamo nelle nostre giornate e nelle persone che incontriamo quel non so che in più, che ci dia il brivido che molti libri sanno regalarci.
E così accade che, spesso, la monotonia della vita reale ci deluda.
Chi di voi non si è mai innamorato di un personaggio letterario? Ma non perché questi siano perfetti, anzi. Nessun personaggio letterario è senza difetti. Ma è per questo che ce ne innamoriamo. Perché, pur con i loro difetti, sono in grado di conquistarci, perché ciò che ci fa innamorare di loro, spesso, è il coraggio che mettono in campo per proteggere i loro sentimenti. Ciò che rischiano pur di non rinunciare ai propri sogni, al proprio amore, alla propria libertà...
Troppe volte, nel mondo reale, è proprio questo coraggio che manca. Il grande assente della società odierna.
Io, per esempio, sono da sempre innamorata di Mr Darcy, di Orgoglio e Pregiudizio. Perché? Non lo so con esattezza. Come si dice? Non c'è un perché: si ama e basta. Ma forse il motivo è che Darcy è un uomo capace di cambiare per amore. E, contemporaneamente, di restare se stesso.
E voi, di quale personaggio siete innamorati?

mercoledì 16 aprile 2014

Il Riflessario n. 8

[...] prima di realizzare un sogno, l'Anima del Mondo decide sempre di provare tutto quanto si è appreso durante il cammino. È il momento in cui la maggior parte degli uomini desiste. E noi, nel linguaggio del deserto, lo definiamo con l'espressione 'morire di sete quando le palme compaiono già all'orizzonte'.


martedì 15 aprile 2014

Concorso letterario La Tempesta -ilparoliere


Cari lettori,
oggi voglio proporvi un gioco.

Si tratta di un contest letterario che avrà come tema la tempesta. Il vincitore riceverà in regalo direttamente a casa sua la mia copia del libro La tempesta di William Shakespeare, un testo teatrale di grande valore, nel quale compare la celebre frase:

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni
 Vi va di partecipare? Ecco qui di seguito il regolamento.
  • Come primo requisito obbligatorio c'è quello di diventare lettori fissi del blog ilparolierelibero.blogspot.it .
  • Se volete, condividete questo post con le persone che potrebbero essere interessate a partecipare.
  • Per partecipare, inviate all'indirizzo e-mail clapintus@gmail.com un racconto breve (della lunghezza di circa una cartella), un aforisma o una poesia che abbia come tema la tempesta. Nella mail ricordate di segnare il nome col quale siete registrati fra i lettori fissi del blog, in modo da dimostrare che avete rispettato il primo punto del regolamento.
  • Gli elaborati dovranno essere scritti in lingua italiana.
  • Termine ultimo per l'invio dei racconti è il 20 maggio 2014.
  • Il vincitore verrà selezionato da me e riceverà un avviso via e-mail. Gli sarà inoltre dedicato un post qui sul blog. In conseguenza della vincita, gli verrà richiesto un indirizzo fisico a cui spedire il libro La tempesta di Shakespeare.
  • In caso di ex-aequo si procederà ad un'estrazione.
N.B.: gli elaborati che perverranno oltre il termine stabilito non verranno presi in considerazione.
 
In bocca al lupo!

lunedì 14 aprile 2014

Bookcrossing: trasformiamo il mondo in una biblioteca

Che cosa significa bookcrossing? Con questo termine si allude ad una pratica che si fonda sulla geniale idea di riempire tutti i luoghi di libri. Seminare ovunque i libri per far crescere la passione per la lettura. Seminare un libro per far viaggiare le storie.
Un'iniziativa affascinante. E coinvolgente.
Ho deciso di dedicare un post al bookcrossing dopo aver visto che la cioccolateria e teeria Choco&Tea di Cagliari aderisce a questo progetto. Pensate un po': sedervi a un tavolino e prendere in prestito un libro. Leggerlo e gustarlo per qualche ora, magari ordinando un'ottima tazza di tè o una cioccolata calda. E poi? E poi il libro potete portarlo via, a patto di farlo viaggiare e di rimpiazzarlo all'interno del locale con un altro libro. E se dimenticate il libro sul treno o al parco? Nessun problema: è proprio questo lo scopo di bookcrossing. Quel libro inizia così una nuova avventura. Chissà quale lettore verrà attirato da quel volume. Chissà dove deciderà a sua volta di lasciare quel libro.
Non vi sembra una bella idea questa di dare alle storie il potere di viaggiare materialmente di mano in mano, di lettore in lettore proprio attraverso il libro?
Molto romantico, no?
Naturalmente, all'interno del libro c'è sempre un'etichetta volta a spiegare a colui che lo raccoglierà le regole di bookcrossing, nonché un codice che permette di seguire online il percorso compiuto dal libro stesso.
E voi avete mai incontrato dei libri in libertà?

domenica 13 aprile 2014

Carta regalo La Feltrinelli

Cari Lettori,
immaginate che emozione avere un budget disponibile per voi da spendere interamente in libreria? Un sogno!
Ed ecco che ora questo sogno si avvera, grazie ad un fantastico regalo arrivato per il mio ventiquattresimo compleanno.

 
Si tratta della Carta regalo La Feltrinelli. Acquistabile in tutte le librerie La Feltrinelli e caricabile a vostro piacere, questa fantastica Carta regalo è utilizzabile entro un anno dalla sua attivazione in tutte le librerie Feltrinelli.
Si tratta davvero di un'idea regalo geniale per tutti coloro che amano la lettura.
Per quanto mi riguarda, non vedo l'ora di iniziare ad utilizzare questo graditissimo pensiero. Chi ti vuole bene sa di cosa hai bisogno. Ho già una piccola lista dei desideri.
Non mi resta che entrare in libreria...

giovedì 10 aprile 2014

Le librerie

Per noi appassionati di lettura, tutto ciò che gira attorno all'universo librario esercita una certa dose di fascino. E così ci ritroviamo spesso ad apprezzare l'odore inconfondibile di un libro appena stampato, o il colore della carta ingiallita dal tempo, o l'emozione che ci regala un segnalibro dimenticato in un volume che non aprivamo da tempo.
Tante volte, per motivi economici ma anche per motivi di spazio, prendiamo in prestito le nostre letture dalle biblioteche.
Però, inutile negarlo, certi libri li vogliamo avere per noi. Li acquistiamo, perché li consideriamo irrinunciabili. Io, per esempio, non rinuncerei mai alla mia collezione di Harry Potter.
E allora, va da sé, noi "libromani" restiamo spesso affascinati anche dalle librerie, magici scaffali in cui sistemiamo meticolosamente il nostro prezioso patrimonio.
Ci sono quelle a muro, che sembrano quasi vestire la stanza che occupano, rendendola improvvisamente la perfetta sala lettura. Ci sono quelle disegnate apposta per essere al tempo stesso funzionali e oggetti di design. E poi ci sono quelle che ci piacciono di più: le librerie che non sono vere librerie. Cioè? Cioè quando tutti gli spazi vuoti della casa si trasformano in librerie. E allora abbiamo libri ovunque! La casa stessa diventa un'enorme libreria.
 


domenica 6 aprile 2014

Riflessioni sulla Scuola Holden

Immaginate di compiere un viaggio di due anni nella terra della narrazione. Narrare. E farlo in tutti i modi possibili.
Questo è quello che propone la Scuola Holden, di cui è preside l'ormai celebre Alessandro Baricco. Amata e odiata da molti. C'è chi la vede come la possibilità di accesso ad un mondo magico e chi, invece, ne contesta l'utilità: il talento non si insegna. Certo, è vero. Ma si può allenare. Così ribatte Baricco a chi critica la sua scuola.
Scrivere è un mestiere. Pertanto, si può insegnare.
Ma dalla Scuola Holden non usciranno soltanto scrittori. Qui vengono formati narratori: autori di teatro, sceneggiatori, disegnatori di fumetti, attori...chi più ne ha più ne metta.
Senza dubbio una proposta affascinante.
 
Però mi resta un dubbio: sognare è bello, ma quali prospettive concrete offre questa scuola, una volta ottenuto il diploma? Qualcuno di voi ha esperienze a riguardo? Mi piacerebbe saperne di più. Magari anche per decidere se vale la pena di intraprendere questo viaggio. 

mercoledì 2 aprile 2014

Giornata Internazionale dei libri per bambini

Oggi è la Giornata Internazionale dei Libri per bambini.
La lettura è un valore. Un valore meraviglioso che va coltivato fin da piccoli (anche se non è mai troppo tardi per diventare dei lettori). È molto importante, infatti, scegliere con cura il proprio primo libro. Perché sarà da questa scelta che dipenderà il nostro futuro di lettori, se saremo o no conquistati dalla lettura.



Oggi voglio quindi dedicare questo post a quello che fu il primo libro letto interamente da sola, senza l'aiuto degli adulti. Avevo sei anni, ero in prima elementare e avevo appena imparato a leggere. Il mio primo libro lo comprai in edicola. Era un libro del Battello a Vapore, la collana più gettonata fra noi bambini. Ricordo benissimo la copertina azzurra e gialla, con un mostriciattolo disegnato in primo piano. Ricordo la carta ruvida. Ricordo anche il profumo: l'inconfondibile profumo dei libri nuovi.
Il libro che mi aprì le porte del magico mondo della lettura fu Inkiostrik, il mostro dello zainetto. Grazie Ursel Scheffler.
E voi? Qual è stato il vostro primo libro?