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mercoledì 30 ottobre 2013

Consigli di lettura da Francis Scott Fitzgerald


Avete mai avuto la curiosità di sapere quali fossero i gusti circa le letture dei vostri scrittori preferiti?
A me è capitato spesso di chiedermelo.
E oggi voglio dedicare questo post ai consigli di lettura che Francis Scott Fitzgerald (Il Grande Gatsby) diede, nel 1936, ad una dolce infermiera che lo accudì durante il suo tentativo di risollevarsi dalla depressione e disintossicarsi dall'alcolismo.
Ecco qui un elenco di libri che per Fitzgerald non dovevano mancare nel curriculum di un buon lettore.
Nostra sorella Carrie di Theodore Dreiser 
Vita di Gesù di Ernest Renan 
Casa di bambola di Henrik Ibsen 
Winesburg, Ohio di Sherwood Anderson 
Il racconto delle vecchie di Enoch Arnold Bennett 
Il falco maltese di Dashiell Hammett 
Il rosso e il nero di Stendhal
Tutti i racconti di Guy De Maupassant 
An Outline of Abnormal Psychology di Murphy Gardner
I racconti di Anton Cechov 
The Best American Humorous Short Stories – antologia
Vittoria di Joseph Conrad
La rivolta degli angeli di Anatole France
Le opere teatrali di Oscar Wilde
Santuario di William Faulkner
All'ombra delle fanciulle in fiore di Marcel Proust
I Guermantes di Marcel Proust 
Dalla parte di Swann di Marcel Proust 
Vento del sud – Norman Douglas
The Garden Party – Katherine Mansfield
Guerra e pace – Lev Tolstoj (Mondadori)
John Keats and Percy Bysshe Shelley: Complete Poetical Works – raccolta di poesie edito da Kessinger Publishing

lunedì 28 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il Cacciatore di Aquiloni

Il cacciatore di aquiloni è un libro di quelli che ti entrano dentro e che porti con te per sempre. Magari dimenticherai, col passare degli anni, i nomi dei protagonisti. Ma non potrai mai scordare il fluire impetuoso dei sentimenti che quella lettura ha fatto nascere.
L’amicizia tra Amir e Hassan, così diversi eppure così vicini, sembra dover durare per sempre. Ma la vita, a volte, è più dura di quanto due bambini possano immaginare. La violenza subita da Hassan e soprattutto il senso di colpa che Amir si porterà dentro per anni per non essere riuscito a proteggere il suo amico, per non aver avuto neppure il coraggio di ammettere che la paura l’aveva immobilizzato, sono i protagonisti indiscussi di un romanzo che dà tutto lo spazio possibile ai sentimenti e agli uomini che spesso ne sono vinti.
L’umana natura viene scandagliata sapientemente dalla penna dell’autore, che non ci risparmia la terribile ipocrisia di cui tutti gli uomini sono capaci. Parole che pesano come macigni, pagina dopo pagina, su un lettore che divora la storia senza riuscire mai a saziarsi.
Dimenticate gli stereotipi, i luoghi comuni, i finali scontati. Questo romanzo vi stupirà per il realismo spesso crudo, commovente.
Seguiamo la vicenda con gli occhi di Amir. La sua vita, ora, è in America. Lontano da Kabul. Lontano da quel tragico evento che ha segnato per sempre il destino del suo migliore amico. Ma non solo. Amir vive come se qualcosa in fondo al suo cuore si fosse spezzato, una parte di lui è destinata a rivivere in eterno quel terribile momento in cui lui è rimasto impotente a guardare. E il lettore vive tutto questo disagio con estremo coinvolgimento. Non si arrende all’idea che non ci sia più nulla da fare, prosegue con la lettura, assetato di un riscatto. Che arriva quando Amir parte dall’America e torna a Kabul per ritrovare il figlio di Hassan. Il destino sta dando ad Amir una possibilità per saldare il conto col suo passato.
Kabul non è più quella che Amir ricordava. Ora è una città che piange, devastata dalla guerra. E Amir dovrà affrontare verità difficili, che riaprono vecchie ferite e ne creano di nuove. Forse ancora più profonde.
Il finale lascia al lettore il desiderio di girare ancora pagina, di vedere come finisce davvero la storia. E invece, ancora una volta, Hosseini ci stupisce per il realismo che fa da perno a tutta la storia. Dobbiamo accontentarci di questo finale, e riflettere sul fatto che ogni scelta porta con sé delle conseguenze spesso irrimediabili.

venerdì 18 ottobre 2013

IL PUNTO DI VISTA -Francesco Sole


Una sera, durante una festa di compleanno, qualcuno mi ha suggerito di guardare su Youtube Francesco Sole. Una frase buttata lì fra le tante di una lunga chiacchierata. Un suggerimento passato di mente quasi subito e riemerso solo settimane più tardi durante la lettura di un'intervista a Gabriele Dotti (in arte, appunto, Francesco Sole). Da lì, il passo è stato breve. Incuriosita, ho cercato allora Francesco Sole su Youtube e ho iniziato a visualizzare alcuni video. Non ho più smesso.
Avete presente Willwoosh? Di più.
Avete presente Claudio di Biagio? Di più.
Francesco Sole è ironico e autoironico, divertente e pungente, ma soprattutto ha un'estrema capacità di scovare e riprodurre in chiave comica le situazioni comuni che ciascuno di noi vive ogni giorno a causa della monopolizzazione della vita da parte dei socialnetwork.
Insomma, a chi di voi non è capitato di ritrovarsi almeno in uno dei meccanismi colti da Francesco Sole nei suoi video?

"In amore vince chi è Online su Whatsapp e non risponde"




giovedì 17 ottobre 2013

Concorso Internazionale Lettera d'Amore-diploma di merito

Cari lettori,
pubblico in questo post il diploma di merito assegnatomi dalla commissione del Concorso Letterario Internazionale Lettera d'Amore.
Più sotto, pubblico un estratto del mio elaborato, una lettera d'amore che ho scritto a me stessa.

Finalmente l’ho imparato: amare se stessi è fondamentale. Come puoi amare gli altri, se prima non ami te stesso?

[...] tu sei una mia creazione. Tutto ciò che io faccio e scelgo oggi, qui, nel presente, in qualche modo avrà un peso nella vita che vivrai tu.
E forse un po’ ti devo anche chiedere scusa. Perché la mia impulsività, spesso, mi conduce a delle soluzioni che fanno male per molto tempo. Eppure, ti dicevo, so che sei felice in qualche modo. Hai trovato l’amore, vero? Chissà che fine ha fatto la tua, la nostra, relazione con ***, che ora tormenta i miei sogni. Chissà se alla fine tu sei tornata da lui o lui da te. Mi rendo conto di quanto le cose mutino rapidamente. Se mi immagino due anni fa, *** era la cosa più fortunata che mi fosse mai capitata. Probabilmente non ho mai preso una cantonata più grande. Oggi, guardando le cose da una prospettiva necessariamente diversa, quello che sembrava l’Amore con la A maiuscola è stato semplicemente ridimensionato al rango di BUC (Banalissimo Uomo Comune). Li chiami ancora così gli uomini che ti deludono?
E poi, l’hai fatto davvero quel viaggio in Brasile per frequentare la scuola di meditazione? Che esperienza fantastica deve essere stata!
Sicuramente hai imparato a controllare quegli aspetti difficili e spinosi del nostro carattere, l’hai plasmato per riuscire a trovare un nuovo equilibrio. [...]
 Il futuro ancora non esiste. Siamo noi a costruirlo, giorno per giorno, come si costruisce una casa. Siamo noi a scegliere quante finestre vogliamo avere, e quanta luce vogliamo far entrare da esse. Siamo noi a decidere quali porte lasciare aperte e quali, invece, vogliamo chiudere per sempre.
Ti prometto che starò attenta, cercherò di costruire un bel futuro per me, un bel presente per te. Perché, a poco a poco, sto imparando ad amarti. A provare per te un affetto profondo e un forte senso di responsabilità.
Questa che ti scrivo, cara Claudia, è una lettera sulla quale ho riflettuto. Ma, ora che ci penso, non è la prima volta che succede di scrivere a me stessa. Nel passato, scrivevo i miei pensieri in ordine sparso, senza una logica per un osservatore che avesse trovato i fogli in quel momento. Eppure, a me capitava di ritrovarli e, a distanza di tempo, di leggerli con una consapevolezza nuova. Come una specie di lettera che veniva dal passato, e che sembrava essere stata scritta proprio per me. Per guidarmi, per dirmi qualcosa.
Quelle erano lettere d’amore inconsapevoli.
Chissà se tu, ogni tanto, pensi ancora a me. Io ti penso spesso.
Mi piacerebbe poter avere dei consigli da te, di quelli dati col senno del poi. Eheh, così siam bravi tutti, vero? Di sicuro ora stai ridendo, mentre leggi queste parole. E poi, che cosa me ne farei dei tuoi consigli? Alla fine scelgo, ahimè, sempre da sola.
Perciò, invece che continuare a fare domande che rimangono solo grossi punti di domanda che ritornano minacciosi verso di me, ti voglio fare un augurio.
Ti auguro di avere il tempo, ogni mattina, per ricordarti di quanto sei fortunata.
Ti auguro di avere il dono di guardare allo specchio il tuo riflesso e riuscire a scovare sempre il meglio di te. Questo è il primo passo per vedere il meglio anche negli altri.
Ti auguro di essere sempre in grado di stupirti delle cose belle della vita, e di mantenere sempre qualcosa di quando eri piccola e sognatrice. Perché, spesso, gli uomini non realizzano i propri sogni perché smettono di pensarli (ricordi chi ce l’ha insegnato?).
Ti auguro di avere volontà, quella che ti ha sempre reso diversa da molti altri.
Ti auguro di avere accanto a te tante persone che ti amano e che tu ami. Ma soprattutto che, fra queste, ce ne siano alcune per cui vale la pena vivere. Vivere per qualcuno è molto più bello che vivere per qualcosa.
Ti auguro di non essere mai sola, ma ti auguro anche di saper stare sola con te stessa, quando è necessario.
Ti auguro che ti capiti ancora di sentirti dire “Ti amo” e di poterlo dire a tua volta. Nonostante tutto, credo ancora che questo sia il sentimento più importante.
Ti auguro di riuscire a migliorarti, sempre. E di stare bene con te stessa.
Ti auguro di riuscire a perdonare. Perché il rancore fa più male a chi lo prova che a chi lo riceve.
Ti auguro di riuscire a fermarti in tempo.
Ti auguro, infine, di essere fiera di ciò che sei e spero che qualcuno possa godere del bene che sei in grado di dare. Scegli bene, mi raccomando. Non tutte le persone valgono gli sforzi che facciamo per loro. Non tutte le persone sono meritevoli di entrare nella nostra vita. E tu, invece, meriti soltanto persone in grado di conoscerti fino in fondo.
Con tanto, tantissimo affetto,
ti mando un abbraccio avvolgente come quelli che piacciono a noi.
Cla.

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*** sostituiscono un nome. Scegliete voi quello che vi pare, la sostanza non cambia.



venerdì 11 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il diario di velluto cremisi


Il diario di velluto cremisi di Sarah Jio.

Una inizio come tanti, un titolo un po’ troppo lungo, un ritmo subito incalzante.
Sono questi i tratti salienti di un libro che affascina e coinvolge il lettore parola dopo parola, pagina dopo pagina. Fino alla fine. La curiosità scorre veloce attraverso una penna fluida e una storia incredibile. Di quelle che fanno battere il cuore, di quelle che si vorrebbe fossero vere. E poco importa se, alla fine, la trama si sviluppa su un intreccio inverosimile. Ciò che conta davvero, infatti, è quanto Sarah Jio –e con lei tutti i suoi fantastici personaggi- sia stata in grado di rapirci, portarci via da una quotidianità spesso troppo grigia, e farci emozionare, commuovere, sognare. Protagonista indiscusso di tutto il libro: l’amore. Quello che fa soffrire, sperare, vivere.