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lunedì 30 gennaio 2012

Forme narrative: "contenitori" troppo vecchi?

Lo scambio di opinioni è spesso terreno fertile per le novità. Di qualsiasi tipo. E, anche quando non produce alcuna novità significativa o tangibile, è sempre positivo.
In un modo o nell'altro, ci porta a riflettere, il che non può essere considerato un male.
Qualche giorno fa un mio amico mi ha confessato di avere ultimamente un problema con la scrittura. Mi ha detto che, secondo lui, da troppo tempo ci siamo adagiati su forme narrative troppo definite, "vecchie" (poesia, racconto, saggio e così via).
Ho seguito il suo discorso con interesse.
Mi ha spiegato che queste forme, per come la vede lui, sono come dei contenitori rimasti tutti uguali a se stessi nel tempo, e dentro ai quali da secoli inseriamo contenuti diversi. Ma questi contenitori, ormai, non ci rappresentano più. O, almeno, non del tutto.
E se fosse così? È tempo di una nuova "avanguardia letteraria"?
Non so proprio rispondere ai dubbi sollevati da questa discussione.
Forse, qualsiasi forma narrativa rimane valida fino a quando è capace di comunicare ancora qualcosa ai lettori. E fino a quando lo scrittore riesce a servirsene come canale per raggiungere ciò che vuole esprimere. Forse.
Ringrazio Stefano, che mi ha dato importanti spunti su cui riflettere.

lunedì 2 gennaio 2012

Manca poco alla presentazione!

Ormai manca poco alla presentazione di "Sotto Scacco". Che emozione insolita...
Ecco alcune cose che spero vi farà piacere leggere.
Quello che penso io di questo racconto, insomma.
"Sotto Scacco" è fondamentalmente una storia d'amore. La vicenda di un sentimento che non ha paura di esporsi, nonostante i rischi e le limitazioni che la situazione impone. Un sentimento che tutti conosciamo, che tutti, prima o poi, sperimentiamo. A viverlo stavolta sono due ragazzi, Aziz e Federica. Due ragazzi che non sarebbero destinati a stare insieme. Storia già sentita, ovvio.  Non potrebbe essere diversamente. Una volta, alla presentazione di un libro, l'autore ci fece riflettere su come sia praticamente impossibile creare qualcosa di totalmente inedito, di originale al cento per cento insomma. E infatti, la forza di "Sotto Scacco" non sta nella trama. Ho puntato molto sui personaggi, su Aziz in particolare. Volevo dar vita ad un protagonista che entrasse subito nel cuore dei lettori, un personaggio capace di conquistare presto e con facilità la simpatia del pubblico. Per questo ho scelto la narrazione in prima persona. Che altro dire di questo manoscritto? Che è nato prevalentemente per una fascia di lettori adolescenti, pronti a cogliere l'immediatezza della vicenda, ad immedesimarsi con i protagonisti. Per questo motivo l'uso del presente e l'impostazione veloce, con descrizioni scarne, per permettere al lettore di immergersi maggiormente alla vicenda, per coinvolgerlo, come se guardasse un film in cui scene e dialoghi si susseguono veloci. 
La trama si snoda tra due Stati molto diversi, l'Egitto e l'Inghilterra, entrambi ricchi di fascino.
Ripeto che ho volutamente dedicare poco spazio alla descrizione meticolosa dei luoghi, caratteristica narrativa che conferisce certo notevole realismo, ma che spesso -a mio avviso- rallenta eccessivamente lo svolgersi della trama, rischiando di annoiare il lettore (specialmente se giovane), imbrigliandone la fantasia, impedendogli di creare da sé lo scenario delle vicende nelle quali si immerge durante la lettura.
Un'opera semplice e diretta, che spero riesca in qualche modo ad entusiasmare.