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sabato 30 marzo 2013

Nuovo servizio: scrivo per voi


Frasi originali e personalizzate per tutte le occasioni: compleanno, anniversario, nascita, feste comandate, ringraziamenti, lauree...

Quante volte vi è capitato di dover scrivere qualcosa per un'occasione speciale, magari di avere anche in mente il concetto, ma di non riuscire ad esprimerlo con le parole adatte?

Da oggi, potrete rivolgervi a ilparoliere.
Scriverò per voi le frasi più originali e vicine ai vostri gusti! Nessun biglietto d'auguri sarà più un problema. 

mercoledì 27 marzo 2013

Inchiostro su foglio

Tante volte è più la voglia di scrivere che quella di voler raccontare qualcosa. Mi piace prendere una penna, stringerla nella mano sinistra e riempire di parole un foglio bianco. Mi piace impiastrarmi il lato esterno del mignolo, che passa su parole già scritte, ma non ancora asciutte. E allora si macchia di quell'inchiostro nero che riverso sul foglio bianco, senza neppure chiedermi se quello che scrivo sarà di qualche utilità.
Sì, sono convinto che mi piaccia molto di più l'atto di scrivere in sé che non quello di scrivere per raccontare. In effetti, anche ora lo sto facendo. 
In effetti, perché lo sto facendo?
Di certo non per voi. A voi non importa granché di quello che scrivo, e a me non importa granché che voi lo leggiate.
Io scrivo perché mi piace comporre le lettere sulla carta. A volte, così, per gioco, mi alleno a disegnare le lettere in tanti modi diversi.

A A A A

S S S S
m m m m

E vado avanti così per un sacco di tempo.
Alla fine, però, conficco la penna nel portapenne strapieno e accartoccio il foglio, scagliandolo nel cestino.
Perché, non si sa mai, magari anche questi scarabocchi raccontano qualcosa.

sabato 2 marzo 2013

Strana avventura

All'inizio non è stato facile. Per nulla facile. Mi sono svegliata e non ricordavo come fossi finita in quel posto buio e maleodorante. C'era odore di disinfettante dappertutto. E, soprattutto, io ero in gabbia! Una gabbia di dimensioni sufficienti giusto a farmi fare qualche giro su me stessa. Cercai di ricordare quale fosse l'ultima cosa che avevo visto. Ricordavo il viso sconosciuto di un uomo. Poi nient'altro. Più mi sforzavo e meno ricordavo. Mi sentivo strana. Fisicamente strana e spossata. Era come se mi mancasse qualcosa. O forse, piuttosto, come se avessi in me qualcosa che non mi apparteneva. Non avevo fame. Soltanto un fastidioso senso di freddo alla testa, come se qualcuno mi soffiasse aria fredda addosso. Iniziai ad agitarmi. Sentivo dei latrati attorno a me. Non mi erano mai piaciuti troppo i cani, anche se con alcuni si poteva anche instaurare un rapporto civile.
Poi, finalmente, dopo un tempo indeterminato, qualcuno aprì una porta e un fascio di luce mi raggiunse:
"Ehi, piccolina! Vieni con me, stai buona..." quell'uomo sconosciuto, quello che avevo visto prima di cadere in quel buio senza ricordi mi parlava. Mi condusse fuori da quello stanzino maleodorante e mi depositò su un tavolo metallico.
Fu allora che, finalmente, vidi una faccia amica.
"Miaooo!"
"Neera! Bella...fra poco si torna a casa! Sei felice?".
Ma io non la ascoltavo. Volevo solo andare via da lì, mettermi a correre all'aria aperta.
"Miao! Miaoo! Miaooo" e giravo su me stessa, ancora chiusa in quella gabbietta.
"Shhh...stai buona! Adesso andiamo. Grazie, dottore. Arrivederci!". Mi sentii sollevare dal tavolo metallico.  Poi venni caricata in macchina. Poco dopo, ero di nuovo in un ambiente familiare.
Una cosa, però, non era affatto familiare: mi veniva difficile camminare come un tempo. Mi sembrava di perdere l'equilibrio e sentivo la testa strana. Poi, più tardi, compresi: la mia immagine, riflessa al vetro della porta di casa, non era più la stessa! Non avevo più le orecchie! Ecco cos'era quella strana sensazione!
Certo, è vero, ultimamente mi stavano dando qualche problema: facevano prurito, poi sanguinavano, poi dolore, poi di nuovo prurito! Ora, invece, sentivo solo un leggero fastidio. Questione di abitudine, mi dissi.
Dopo qualche giorno, mi osservai di nuovo.
Bèh, non sono niente male!