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martedì 17 aprile 2012

A COLPO D'OCCHIO- Titanic

A COLPO D'OCCHIO è una rubrica dedicata ai film che vedo e ai libri che leggo. Il primo intervento di questa rubrica lo dedico ad una storia che tutti conoscete: quella del Titanic.
L'altra sera sono andata al cinema a vedere Titanic in 3D. La prima volta che ho visto questo film avevo otto anni. E mi aveva commossa. Forse anche un po' impressionata. Oggi, a distanza di tanti anni, ancora le stesse emozioni, le stesse lacrime. Stupiscono gli attori, per l'interpretazione estremamente intensa e realistica. Stupiscono sempre i personaggi, per la loro introspezione psicologica. Stupisce il modo in cui emerge con una forza dirompente la disperazione dell'uomo davanti alla morte. La paura della morte porta a galla la nostra parte più animalesca. In tutti i sensi. Stupisce e commuove la storia d'amore fra Jack e Rose, per i quali qualsiasi parola spesa qui sarebbe riduttiva. Infine, la colonna sonora, che travolge e trasporta dentro la storia, proprio lì, sulla nave dei sogni.
L'effetto 3D? Molto bello e coinvolgente all'inizio, si perde notevolmente sul finale, quando avrebbe potuto dare il meglio. Peccato. 

sabato 7 aprile 2012

Le vostre facce

Le vostre facce
prima
mi erano familiari.
Le vostre facce
ora
fanno quasi ridere.
Di quella risata beffarda, che potrebbe farvi male, se vi sferzasse.
Le vostre facce
hanno una maschera di gesso
un sorriso finto
finto in ogni foto
di quelle mille foto che vi fate in ogni stupida occasione. Un Sorriso finto come finti sono i vostri sentimenti e le vostre vite,
vite di cose
di cose che possedete.
Le vostre facce non sono,
hanno.
Hanno:
sorrisi studiati ad arte per vendere il meglio che credete di avere.
Buffo.
Perché il meglio che credete di avere è in realtà proprio il peggio che vi caratterizza.
Le vostre facce hanno il marchio del vostro assoggettarvi a quello che vi piace dire di fare, di essere, di pensare. A quello che vi piace ostentare.
Facce serve di tutto quello che non riuscite a dominare, di tutto quello che vi comanda.
Facce fiere di avere tutto quello che non avreste mai il coraggio di dire che vi manca.
Fiere di avere una laurea in tasca -e che sia col massimo dei voti, per favore, altrimenti che pezzo di carta sarebbe?-
Fiere di avere una vita piena, una casa, una macchina, una famiglia, dei figli, dei viaggi da sbandierare in faccia ad altre facce come le vostre, duemila amici -veri o fittizi, poi, poco importa-
Fiere dei soldi che possedete -che siano tanti, grazie. Non vivete con i soldi, ma per i soldi.
Fiere di avere un cellulare che vi tenga sempre in contatto col mondo, anche quando cagate. La nuova appendice dell'organismo umano. Segue le vostre facce come la coda del cane segue il cane.
Facce fiere di avere le giornate piene come uova, fiere di non avere tempo per nessuno, neanche per voi stesse. Forse è un bene questo. Se vi rimanesse un po' di tempo da dedicare alle vostre facce, vi accorgereste di quanto fanno schifo.
E invece, no. Non c'è tempo da perdere!
Bisogna andare di là e fare una foto-ricordo!
Ora correre di qua e un'altra foto-ricordo!
Ma per ricordare cosa? Il momento che non avete vissuto perché troppo impegnati a fotografarlo? A mostrare al mondo le vostre facce?
Le vostre facce colorano il mondo di grigio.
Colorano le vostre vite di grigio.
Le vostre speranze, strozzate, di grigio.
I sogni...no, quelli non ci sono più.
Non c'è spazio per loro, nelle vostre facce di gesso.

venerdì 6 aprile 2012

giovedì 5 aprile 2012

Le cose-il distacco

Il distacco dalle cose serve a capirle meglio.
Mentre ci vivi dentro, in realtà non le puoi analizzare davvero, semplicemente perché le stai vivendo. Se le vuoi capire, però, te ne devi necessariamente distaccare. E vedrai subito che hanno un altro sapore.
Le osservi dall'alto. È una buona prospettiva quella. Perché le vedi lontane da te, in relazione al Tutto, e allora ne scorgi anche la vera dimensione. 
Scoprirai così che ci sono cose per cui hai pianto, che non valevano neanche mezza lacrima. Alcune di quelle cose, viste da lontano, ora ti fanno quasi ridere oppure ti lasciano indifferente.  Altre cose, per cui ti sei impegnato tanto, magari sarebbero andate per i propri binari, indipendentemente da te.
Altre ancora, adesso che sono lontane, acquistano un peso maggiore, che mentre le vivevi non avevano. E le vorresti rivivere, le vorresti aver legate a te più strette. Invece le hai lasciate andare. Ma potevi capirlo solo dopo, guardandole dall'alto. Con il distacco.
Infine ci sono quelle cose che, anche viste dall'alto, mantengono il posto che avevano quando le vivevi. Mantengono lo stesso sapore, la stessa dimensione. Magari quelle sono le cose da cui non riuscirai mai a staccarti davvero. Ti rimangono incollate addosso, non puoi fare a meno di viverle. Ti illudi di riuscire ad analizzarle da lontano, ma loro non ti mollano proprio. Con loro dovrai convivere sempre. Nel bene e nel male. 

mercoledì 4 aprile 2012

Ciao, FB!

La libertà di liberarsi da Facebook.
Decisione presa qualche giorno fa e portata a termine oggi. Bella sensazione uscire da un social-network che, a lungo andare, distorce la realtà effettiva e ti catapulta in una fittizia, dove SOLO QUEL CHE APPARE È VERO. Facebook: il mondo dove tutti pensano di sapere tutto di tutti solo guardando i profili personali (che di personale hanno ben poco), dove sperano di far credere agli altri che la propria vita sia così come loro la sbattono in faccia al mondo virtuale. Insomma, questa vetrina del fittizio e dell'ostentazione, a lungo andare, stanca.
Ciao, FB.