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venerdì 30 marzo 2012

Orizzonte

Forse siamo rimasti al buio,
sulla metà scura della Terra.
Il Sole ha scelto un altro orizzonte
e noi non ci faremo caldo, mentre attendiamo.
Non ci riusciamo più
a brillare sotto una Luna che ghigna e ci guarda,
brillando di luce riflessa.
Riflessi, soltanto, anche noi, di un amore
che ha scelto un altro orizzonte.

Senza titolo n.2

Stanchi di noi,
Come una stella che cade senza essersi mai bruciata.
Stanchi di noi,
dei punti interrogativi alla fine di una storia che non abbiamo mai reso
Una certezza.
Stanchi di noi,
e di quei bivi senza meta,
di quelle strade percorse al buio di un cielo invernale
per il quale la primavera non è mai arrivata.

Scheda di "Sotto Scacco"

Descrizione
 
 

9788862117296 - Claudia Pintus - Sotto scacco - pag. 102 - euro 12,00

INCIPIT.
Quando arrivo, lo capisco subito. Vedo i cuscini sul pavimento blu notte, lucidissimo, come sempre. Federica ha deciso che giocheremo a scacchi. E infatti, appena mi vede sulla soglia, fa portare la scacchiera. Tutti i pezzi sono già posizionati e Federica mi attende, già comoda su un cuscino ricamato preziosamente.
 comoda su un cuscino ricamato preziosamente. Lei giocherà coi bianchi, io userò i neri. Il suo nome, italiano per via della madre, mi ha sempre affascinato.
[...] Federica è già una gran donna: basta guardarla come, scaltra,  muove i suoi pezzi, e la scacchiera si tinge di bianco.
“Scacco matto” mi dice, con gli occhi che le brillano.
TRAMA.
È possibile vivere liberamente i propri sentimenti e realizzare i propri progetti o bisogna affrancarsi dall'illusione e rassegnarsi al fatto che il proprio destino sia segnato dalle convenzioni sociali? Con ciò si trovano a dover fare i conti Aziz e Federica, due giovani egiziani che, nel difficile transito dall'infanzia all'adolescenza, si accorgeranno drammaticamente che troppo spesso il proprio cammino è segnato dalle scelte degli altri.
Impareranno che nella vita, come nel gioco degli scacchi, servono abilità, scaltrezza e un pizzico di azzardo. I due protagonisti mostreranno di possedere intuito, tenacia e la giusta sfrontatezza. Ma si accorgeranno che la libertà ha un prezzo e che, per poterne respirare il profumo, servirà una buona dose di coraggio.

copertina di Paola Giuntini

sabato 17 marzo 2012

Editing: sì o no?

Ultimamente, fra tutti gli amici che, come me, si dilettano a scrivere, il dibattito verte sull' editing.
Le posizioni sono molto diverse; c'è chi considera il lavoro di editing una violenza nei confronti dell' opera, c'è chi crede che una manipolazione di un testo sia sempre necessaria -soprattutto perché, spesso, essendo troppo legati alla loro opera, non si accorgono delle possibili imprecisioni o incoerenze e da soli non saprebbero modificare neppure una virgola-, e c'è chi, invece, opta per una via di mezzo: editing sì, ma solo lo stretto indispensabile.
In genere, ad affidare un manoscritto ad un editor, sono le grandi case editrici, poiché possono permettersi questa figura professionale. Sono tanti i casi di autori autopubblicati e poi finiti nelle mani di grandi editori che, dopo le opportune modifiche, hanno reso quell'opera un prodotto commerciale da un milione di copie.
Ma non sempre va così. Alcune volte, non applicare al testo modifiche sostanziali, è anche una scelta dell'editore. Una scelta che molti scrittori aprrezzano, felici che il prodotto pubblicato sarà frutto del loro ingegno, non di quello di un editor.
Potete dire la vostra, se vi va.