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sabato 17 marzo 2012

Editing: sì o no?

Ultimamente, fra tutti gli amici che, come me, si dilettano a scrivere, il dibattito verte sull' editing.
Le posizioni sono molto diverse; c'è chi considera il lavoro di editing una violenza nei confronti dell' opera, c'è chi crede che una manipolazione di un testo sia sempre necessaria -soprattutto perché, spesso, essendo troppo legati alla loro opera, non si accorgono delle possibili imprecisioni o incoerenze e da soli non saprebbero modificare neppure una virgola-, e c'è chi, invece, opta per una via di mezzo: editing sì, ma solo lo stretto indispensabile.
In genere, ad affidare un manoscritto ad un editor, sono le grandi case editrici, poiché possono permettersi questa figura professionale. Sono tanti i casi di autori autopubblicati e poi finiti nelle mani di grandi editori che, dopo le opportune modifiche, hanno reso quell'opera un prodotto commerciale da un milione di copie.
Ma non sempre va così. Alcune volte, non applicare al testo modifiche sostanziali, è anche una scelta dell'editore. Una scelta che molti scrittori aprrezzano, felici che il prodotto pubblicato sarà frutto del loro ingegno, non di quello di un editor.
Potete dire la vostra, se vi va.

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