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sabato 7 marzo 2015

A COLPO D'OCCHIO -L'estate di Ulisse Mele

Cari lettori,
eccomi con un'altra recensione.
Ulisse è un bambino sordo. Intelligentissimo. Guai a voi se pensate di dargli dell'handicappato o se usate la parola sordomuto per descrivere il suo essere speciale. Ulisse è il più bravo della classe, il mondo gli parla attraverso i movimenti delle labbra, i dettagli di cui noi, che sordi non siamo, non potremmo mai notare.
L'autore ci proietta all'interno della storia attraverso gli occhi di questo piccolo bambino speciale, poco prima che un fatto drammatico sconvolga la sua vita -e quella della sua famiglia- per sempre. Quando suo fratello Dede e sua sorella Betta escono di nascosto di casa per andare al mare insieme a Giovanni, il fidanzato di Betta, Ulisse non può nemmeno immaginare che non rivedrà mai più la sua sorella maggiore.
Eppure è proprio quel che succede: Betta non tornerà più a casa e verrà ritrovata morta poco dopo. Uccisa.
Chi ha commesso il crimine? Giovanni, il fidanzato di Betta? Alfio Mele, il padre manesco? Pei Nieddu, che odia la famiglia Mele?
Il dolore grida giustizia dalle pagine di questo noir che si legge tutto d'un fiato e che il fiato lo tiene sospeso fino alla fine.
L'estate di Ulisse Mele è una storia raccontata con forza e dolcezza, che commuove e che coinvolge. Una storia di quelle che popolano tristemente i telegiornali e che spesso ascoltiamo con noncuranza, quasi assuefatti al dolore, alle tragedie. Quando colpiscono gli altri. Roberto Alba ci trasporta, invece, all'interno di questo dolore. Il lettore non può ignorarlo. Il lettore, così come Ulisse, vuole sapere la verità. Ma può solo stare ad aspettare. Aspettare che il libro finisca, che scorra sotto gli occhi anche l'ultima pagina. E ritrovarsi a sperare che ce ne sia ancora un'altra da leggere.
 
Non perdete, prossimamente qui sul blog, l'intervista all'autore Roberto Alba.

martedì 27 gennaio 2015

Giornata della memoria -Leggere per non dimenticare

Cari lettori,
da un po' di tempo (credo dal 2000) è stata istituita la Giornata della Memoria dedicata al genocidio degli ebrei.
In realtà è da qualche settimana che volevo scrivere un post su questo libro, ma colgo l'occasione per farlo proprio oggi e riflettere anche su un tema che alcune volte viene trascurato: la responsabilità di chi ha voltato la testa dall'altra parte.
Il libro di cui vi voglio parlare di sicuro lo conoscete in tanti: Storia di una ladra di libri di Markus Zusak, uscito prima col titolo La bambina che salvava i libri.
La vicenda della protagonista, Liesel Meminger, viene raccontata da un narratore d'eccezione: la Morte. Con uno sguardo ironico e panoramico, questo insolito narratore ci conduce nella Germania del 1939, nella vita di una bambina tedesca che vive dall'esterno la persecuzione degli ebrei. Dall'esterno perché lei non è ebrea. Non sono ebrei i suoi genitori adottivi, non è ebreo il suo migliore amico. Eppure, nonostante la paura, nonostante il pericolo, nonostante tutto quello che volete, la famiglia di Liesel non volterà la testa dall'altra parte. E, alla richiesta d'aiuto da parte di un ragazzo ebreo, non si tireranno indietro.
Storia di una ladra di libri è un libro intenso e commovente, che non ci porta direttamente dentro al dramma dei campi di sterminio, ma ce ne fa fiutare da lontano la portata universale. Un libro da cui emerge chiaramente che un genocidio di quelle dimensioni non sarebbe mai stato possibile se non ci fossero stati tutti coloro che, di fronte all'incedere del Nazismo, hanno voltato la testa dall'altra parte, spianandogli in qualche modo la strada.

lunedì 9 giugno 2014

A COLPO D'OCCHIO -La luce sugli oceani

Cari lettori,
oggi voglio suggerirvi la lettura di un libro che mi ha commosso, facendomi profondamente riflettere. Si tratta del romanzo d'esordio di M. L. Stedman, La luce sugli oceani.
Ho letto questo libro parecchi mesi fa e ancora non avevo avuto il coraggio di recensirlo. Perché è un libro disarmante, forte e dolce allo stesso tempo.
Pensate che si possa sempre individuare il limite fra ciò che è giusto e ciò che non lo è? La luce sugli oceani metterà in crisi qualsiasi certezza e qualsiasi facile giudizio.
 
Tom e Isabel, fin dal loro primo incontro, non possono fare a meno di amarsi. Lui è un uomo introverso, reduce di guerra, profondamente ligio al dovere. Lei è una donna frizzante, che lo completa e lo rende migliore. Insieme decidono di andare a vivere su Janus Rock, l'isola destinata soltanto al guardiano del faro: Tom, appunto.
Il sogno di Isabel è quello di diventare madre, di avere con Tom una famiglia. Ma il destino sembra negare loro questa possibilità. Dopo vari aborti, però, qualcosa cambia: sull'isola arriva una barchetta che ha fatto naufragio. Dentro, il cadavere di un uomo e una neonata, viva.
Come un faro, la bambina rischiara l'animo di Isabel, che si sente sua madre sin dal primo momento. Lucy, così la ribattezzeranno, decidendo di infrangere le regole che impone il ruolo di guardiano del faro. Tom e Isabel, infatti, non denunceranno l'accaduto, e faranno credere a tutti che Lucy sia la loro figlia naturale.
Ma Tom e Isabel non hanno fatto i conti con le possibili conseguenze di una decisione tanto drastica: al di là di Janus Rock, Hanna, una madre disperata e ormai vedova, non smette di cercare la sua bambina. Non smette di sperare, neppure quando ormai sono passati troppi anni dal tragico evento che l'ha separata dal suo amato e dalla loro unica figlia.

L'autrice è una narratrice abilissima nel descrivere situazioni e sentimenti. Un attimo prima stai dalla parte di Isabel, la difendi, speri che nessuno scopra il suo segreto, anche per il bene della piccola Lucy. Un attimo dopo sei lì a sperare che Hanna ritrovi quella figlia che tutti ritengono morta. E poi ancora viceversa. Difficile capire il limite di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non tutto si può dividere in bianco o nero.
Una lettura avvincente e commovente, un libro che non delude le aspettative, anzi, le supera. Personaggi così verosimili da sembrare veri. Un finale che sconvolge per la sua concretezza, per la sua profondità, per il gusto dolce-amaro che è poi quello di tutto il romanzo.

sabato 30 novembre 2013

Promesse di una vita

Per favore,
Non farmi promesse
Viviamo l'oggi
Senza guardare in là,
Dove il cuore non può arrivare.
Non fare promesse.
Soltanto così avrò la certezza
Che sei sincero.
Ciò che brucia di più,
Quando tutto finisce,
È il vuoto lasciato
Da giuramenti infranti.

Per favore,
Non desiderare oltre ciò che hai oggi.