venerdì 21 marzo 2014

Giornata Internazionale della Poesia

Cos'è la poesia? Difficile definirla, anche se tutti riusciamo a percepirla. Versi, musicalità, parole capaci di suscitare nel nostro animo emozioni vere. Su questo blog ho pubblicato spesso poesie a cui sono particolarmente legata.
Oggi, in questa Giornata Nazionale della Poesia, vi dedico questa:
 
ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito.
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno;
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte,
Stimolando la rabbia dei passanti,
La loro rabbia, il loro disprezzo, le risa, la loro invidia.
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno.
Essi sono altrove molto più lontano della notte,
Molto più in alto del giorno,
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

-Prevert-

La poesia può essere analizzata attraverso gli strumenti tecnici del ritmo, del verso, delle figure retoriche. E quest'analisi permette spesso di apprezzare ancora di più il lavoro di cesellatura che sorregge queste opere d'arte. Ma non è indispensabile un'analisi tecnica per percepire dentro se stessi la poesia. Buona lettura! 
 

sabato 1 marzo 2014

Fabio Volo: "Sono un ragazzo di provincia, non un provinciale"

Fabio Volo arriva puntuale nell'Aula Magna del Corpo Aggiunto dell'Università di Cagliari. Viene accolto da un applauso spontaneo, mentre si guarda attorno nella sala dove non c'è neppure un posto vuoto.
Ospite della rassegna Scrittori a piede Lìberos, Volo presenta il suo ultimo successo (La strada verso casa, Mondadori) con disinvoltura e simpatia, senza sottrarsi alle domande, interagendo col pubblico con ironia e naturalezza.
Racconta del suo ultimo libro, la storia di due fratelli cresciuti negli anni Ottanta -e sbaglia il nome di uno dei due protagonisti, ma non si scompone quando il pubblico glielo fa notare!-, diversi eppure legati da un filo invisibile. Racconta di come la malattia possa diventare un'opportunità, un'opportunità per rivedere la propria scala di valori, per imparare a dare il giusto peso alle cose. Racconta di come sia assurdo non avere il coraggio di scegliere, vivere sempre in folle, senza mai inserire una marcia, nella convinzione che il momento giusto e perfetto sia sempre quello che deve ancora venire.
Poi è il momento delle domande. Fabio Volo cita filosofi, geni dell'arte, grandi scrittori (i miei colleghi, li chiama ironicamente). Parla della sua famiglia, delle sue origini semplici, di come è nata la sua voglia di scrivere: "Dopo un po' di tempo che leggi, ti viene la voglia di scrivere. Chi ha buon gusto, in genere, poi si ferma. Io, invece, ho continuato..." ride. Ridono tutti. Qualcuno gli fa notare che i suoi libri sono molto amati ma anche molto odiati e gli chiede come vive questo fatto. Volo non si pone il problema: chi per affermare se stesso ha bisogno di definirsi attraverso i libri che legge e quelli che disprezza, o i film che guarda e quelli che invece non guarderebbe mai è semplicemente uno che ancora non sa chi è. Uno che ha bisogno di disprezzare il lavoro altrui solo perché non possiede nulla di personale che sia in grado di definirlo. "Io sono un ragazzo di provincia, ma non sono un provinciale" dice poi, intendendo con questo dire che non si ritiene una persona chiusa in relazione alla cultura: non trova degradante, per esempio, guardare un film sciocco perché ha voglia di farsi una risata. Così come non si sente sminuito a leggere un libro che sia solo di svago. In polemica con gli pseudo-intellettuali che criticano i suoi libri.
Quindi è lui a fare una domanda al pubblico: "Cosa devo assaggiare assolutamente prima di andare via dalla Sardegna?".
Poi è il momento degli autografi e delle foto. La fila è lunghissima, ma Fabio promette di non andare via finché non avrà accontentato tutti.

giovedì 27 febbraio 2014

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a Francesca Ruggiu Traversi


Cari lettori,
come promesso qualche post fa, ecco a voi l'intervista a Francesca Ruggiu Traversi, autrice di diversi libri per ragazzi. Siete pronti? Francesca ci porta nel magico mondo dei libri! Il suo mondo, certo, ma un po' anche il nostro...
 
  • Quando e come hai capito che la scrittura sarebbe diventata una professione?

La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita. Già alle scuole elementari mi piaceva scrivere e inventare storie, avevo molta fantasia, e per molto tempo ho tenuto un diario.
Dopo qualche anno dalla laurea in giurisprudenza, ho iniziato a scrivere delle storie con animali parlanti e ho partecipato a un concorso di una piccola casa editrice, classificandomi al secondo posto. Ho capito che scrivere mi appassionava e avevo molte idee, così ho provato a mandare i manoscritti in giro per case editrici. Dopo circa sette mesi ho ricevuto una risposta positiva da Edizioni EL, che ha pubblicato il mio primo libro con il marchio Einaudi Ragazzi, Il mistero del Gatto d'Oro. In quel momento ho capito che forse la scrittura sarebbe potuta diventare una professione, ero molto determinata, lo desideravo fortemente, così ho continuato a scrivere. Non è stato semplice all'inizio, sono passati altri due anni prima di pubblicare il secondo libro. Nel frattempo ho continuato a pensare a idee da sottoporre all'editore, fino a che non è arrivato il mio personaggio più fortunato, Tommy Scuro, che ora è quasi giunto alla quinta avventura.
  • Qual è il segreto (o i segreti) per scrivere dei bei libri per ragazzi? Quali ingredienti sono indispensabili per rendere una storia avvincente agli occhi di un pubblico giovane?
Non si deve essere noiosi. Questa è, a mio parere, la cosa più importante. Si può avere una bella idea, ma se la scrittura è noiosa è molto probabile che il giovane lettore abbandonerà il libro dopo poche pagine. Io ho esperienza con la fascia di età 8/11 anni, e posso dire che sono lettori molto esigenti: la storia li deve appassionare fin da subito, altrimenti si distraggono e si dedicano ad altro. Mistero, suspance, avventura sono ingredienti fondamentali per rendere la storia avvincente e spingerli ad andare avanti nella lettura.
  • I tuoi libri sono un tripudio di disegni e colori, una gioia per gli occhi. Quanto contano i disegni nella letteratura per ragazzi?

Per la fascia di età alla quale mi rivolgo io, sono molto importanti. Quando incontro i miei lettori mi fanno sempre molte domande sulle illustrazioni presenti nei libri che hanno letto. Vogliono sapere chi è l'illustratore, se abbiamo collaborato oppure no, se immaginavo che il personaggio fosse proprio così mentre scrivevo di lui. E sono attenti a tutti i dettagli: controllano se il disegno corrisponde alla storia, se gli ambienti sono illustrati come li ho descritti nel libro oppure se l'illustratore ha interpretato con la sua fantasia. Molto spesso anche loro si divertono a disegnare i personaggi e le scene che più li hanno appassionati. Anche la copertina del libro è fondamentale, deve essere accattivante, colorata, stimolare la fantasia del giovane lettore.
 
  • Cosa pensi del mondo dell'editoria oggi? Quali consigli ti senti di dare agli aspiranti scrittori?

E' un mondo nel quale è difficile entrare, ma ci sono editori che danno la possibilità ai nuovi autori di pubblicare, se ritengono valido il loro lavoro. L'unico consiglio che posso dare è quello di leggere tanto e di scrivere tanto, di farlo con passione e, una volta mandato il manoscritto agli editori, di avere molta pazienza. E non arrendersi alle prime difficoltà, se ci si crede veramente.
  • Come nascono i tuoi personaggi?
I miei personaggi nascono di volta in volta in modo diverso. I protagonisti del Mistero del Gatto d'Oro sono nati dal mio amore per la natura e per gli animali del bosco e delle montagne, quindi sono scoiattoli, topolini, volpi, marmotte, gatti selvatici. Dietro il personaggio di Livido Scuro invece, che è lo zio di Tommy ed è scrittore di storie di fantasmi, ci sono io, che sono scrittrice come lui di storie del brivido (e non solo...). In questo caso mi sono divertita a creare un personaggio diverso da me, dato che zio Livido non riesce a scrivere se non si veste come un vampiro, ma abbiamo anche molte cose in comune. I personaggi di Tommy e Pippina sono nati dai miei ricordi dei giochi d'infanzia con gli amici e di come ero io alla loro età: vivace, curiosa, sempre a caccia di misteri da scoprire.
Mi capita spesso di caratterizzare un personaggio in un certo modo, e accorgermi solo dopo che assomiglia a qualcuno che conosco. E questo è molto divertente!
Ringrazio di cuore Francesca Ruggiu Traversi per essersi resa disponibile a collaborare con me per realizzare quest'intervista.


lunedì 17 febbraio 2014

Un'attesa lunga lunga

Non li conto più i giorni trascorsi senza te. Sono tanti. Soprattutto sono lunghi. Ti aspetto ancora, ma ogni notte, quando al calar del sole non sei qui a reclamare la cena, la mia speranza di avere ancora il tuo amore si assottiglia ancora un po' di più.
Era una mattina di settembre di dodici anni fa. Una mattina calda, ancora estiva, come è sempre settembre qui in Sardegna. Tu sei arrivata dal nulla nel mio giardino. Me lo ricordo, sai, il tuo musetto bianco e spaurito, ma già carico di dolcezza. Qualcuno ti aveva abbandonata, e sul collo il pelo scompigliato rivelava ancora la presenza di un collare. Forse questo qualcuno, accortosi che eri una femminuccia, ha voluto liberarsi di te. Bene, io oggi voglio dirgli grazie. Grazie, perché mi ha donato la creatura migliore che potessi immaginare di avere accanto.
Una gattina piccola, completamente bianca, con un temperamento a volte un po' troppo forte e grandi doti da cacciatrice. Ti ricordi, Neera, quanti topolini hanno temuto di trovarsi fra le tue grinfie? Mi ricordo la dolcezza dei tuoi gesti, il tuo bisogno di non sentirti mai sola. Mi ricordo la tua forza nei momenti difficili del parto, quando la vita ti ha riservato la sofferenza di perdere alcuni dei tuoi figli. Soprattutto mi ricordo la forza che, in tutti questi anni, sei riuscita a trasmettere a me. Quando tutto girava storto, e solo la tua presenza riusciva a strapparmi un sorriso. Ricordo anche i graffi: ahi, che male. Adesso, però, anche quelli mi fanno sorridere. Perché è proprio questo che amo di te: il carattere forte, tutto pepe, e contemporaneamente estremamente dolce. In questo ci somigliamo, piccola mia. Ti aspetto, mia piccola Ciccicocchi senza orecchie. Fatti trovare, abbiamo ancora un sacco di cose da fare insieme. Le giornate piangono il vuoto che lascia la tua assenza.

domenica 9 febbraio 2014

Libri per ragazzi: Francesca Ruggiu Traversi

Cari lettori,

oggi parliamo di libri per ragazzi.

 
 
La passione per la lettura, il più delle volte, è un qualcosa che nasce spontaneamente. Però è anche vero che chi ben comincia è a metà dell'opera. Per questo motivo credo che sia molto importante che le prime esperienze di un lettore si rivelino coinvolgenti e positive. Ed è proprio qui che si comprende l'importanza dei libri per ragazzi. Se un bambino incontrerà fin dall'inizio dei buoni libri, state certi che non abbandonerà più la lettura.
I libri per ragazzi sono un'infinità e qui oggi vi voglio presentare quelli di Francesca Ruggiu Traversi. Perché? Perché, prossimamente, proprio io vi offrirò un'intervista a questa splendida scrittrice all'interno del mio blog. Mi raccomando, non potete perderla!
  • Chi è Francesca Ruggiu Traversi.
Nata a Verbania, Francesca, dopo aver compiuto studi classici, si è laureata in Giurisprudenza. Ora scrive libri per ragazzi (pubblicati da Einaudi) e presta la sua voce per ADOV, un'associazione che si occupa di registrare libri per persone non vedenti. Ama i gatti, la musica e lo yoga.
  • Le opere.
Il suo primo libro è Il mistero del gatto d'oro, pubblicato da Einaudi nel 2007. Gli animali del bosco vi trasporteranno in un'avventura mozzafiato, tenendovi con il fiato sospeso fino alla fine.
Successivamente ha pubblicato Mostri & Mostri (una serie composta da diversi libri), Le avventure di Tommy Scuro, Il campeggio delle streghe e Il principe Mirtillo.
Personaggi sempre diversi, storie sempre nuove, una fantasia che sembra non conoscere confini. Questi gli ingredienti dei libri per ragazzi di Francesca Ruggiu Traversi, adatti ad incantare bambini e ragazzi di tutte le età.
 
Che aspettate? Correte in libreria! E non perdete di vista ilparoliere: a breve, l'intervista con l'autrice Francesca Ruggiu Traversi.
 
 

mercoledì 5 febbraio 2014

Rossetto & Cioccolato cerca sei Blogger

Cari lettori,
oggi dedico un post ad un'iniziativa molto interessante a cui vi invito a partecipare. Se avete un blog e volete avere la possibilità di testare dei prodotti per capelli, continuate a leggere.
Il termine ultimo per partecipare all'iniziativa è il 9/02/14.
Per aderire dovrete: inviare il link del vostro blog a blogger@rossettocioccolato.it e inviare il link ad altri social (questo non è obbligatorio); condividere l'evento sul vostro blog o profilo social; rendervi disponibili a testare i prodotti per Hair Care e redigere entro 20 giorni dalla ricezione del prodotto un articolo riguardante la vostra esperienza sul vostro blog.

Sei blog verranno selezionati fra tutti i partecipanti e riceveranno i seguenti prodotti:
  • MARES Color Nourishing Shampoo
  • MARES Color Nourishing  Mask
  • MARES Color Nourishing  Olium
  • MARES Color Nourishing Shield
Buona fortuna a tutti!

lunedì 3 febbraio 2014

A COLPO D'OCCHIO -The wolf of Wall Street

180 minuti di film per raccontare la vita di Jordan Belfort. La metà sarebbe bastata.
Martin Scorsese compie una scelta inattaccabile affidando il suo protagonista a Leonardo Di Caprio, il cui talento indiscutibile si riconferma anche stavolta.
Ma la parabola di Jordan Belfort, il lupo di Wall Street, è troppo ripetitiva, monotona, a tratti fastidiosa per protrarla per ben tre ore di pellicola. Sesso, droga, truffe e ancora sesso, droga e truffe. Il tutto presentato con un'ironia che aiuta a rendere il film più godibile, ma che rischia di mostrare come un eroe un uomo che di straordinario non ha poi molto (se si esclude il portafogli straordinariamente pieno. Di soldi altrui per giunta...).
Penso che il succo del film, in buona sostanza, stia soprattutto in una scena: finalmente Jordan Belfort è fottuto, l'FBI l'ha arrestato e ora lo attende la galera. Jordan Belfort ha paura. Per un po' ha paura. Poi, però, la paura passa perché si ricorda di essere ricco in un paese dove tutto è in vendita. Così, un secondo dopo, lo si vede giocare beatamente a tennis nei campetti del carcere. Amara realtà. Chi ha i soldi può comprare tutto. O quasi. Belfort comprerà sballo, sesso, soci. Ma i soldi non basteranno al broker per comprare l'amore dei figli e di sua moglie. O la lealtà degli amici.