Credo che uno dei momenti in cui è possibile scorgere l'Amore vero abitare i miei occhi sia quando guardo il mio gatto.
Per te, piccolo Zorba. Perché ti amiamo di un amore infinito e incondizionato. Perché sei ancora un cucciolo, perché non ti devi arrendere. Perché non ci devi lasciare soli, non ancora. Perché la tua vita è piena di tutte le cose che ancora devi fare.
Per te, piccolo Zorba. Resisti. Sii forte.
A domani. Perché domani ancora ci sarai. E sarai pronto per tornare a casa e goderti tutto l'amore che abbiamo da darti. E che tu hai da darci.
Quando il mio bisogno di sognare non è più stato soddisfatto soltanto dalla lettura, è stato allora che ho iniziato a scrivere.
lunedì 18 maggio 2015
martedì 12 maggio 2015
A COLPO D'OCCHIO- Scrittura cuneiforme
Cari lettori,
come promesso in uno dei post precedenti, oggi vi parlo di un autore che ho scoperto da poco. Si tratta di Kader Abdolah, di cui ho letto fino ad ora due titoli:
Scrittura cuneiforme e La casa della moschea.
Partiamo dal primo.
Scrittura cuneiforme ci racconta la storia di Ismail, un giovane iraniano esule in Olanda, che un giorno si ritrova fra le mani il diario del padre, Aga Akbar, un uomo sordomuto che aveva passato tutta la vita a riparare magistralmente tappeti persiani. Ismail, che per tanto tempo si era ritrovato a fare da interprete al padre, in un mondo che non riusciva a comunicare con lui, l'aveva poi abbandonato per seguire il proprio destino. Ed ora, di fronte a queste pagine, scritte in una scrittura (quella cuneiforme) incomprensibile per Ismail, il giovane si ritrova a voler raccontare la storia di suo padre, traducendo quel diario, mostrando al mondo e a se stesso le piccole storie di piccoli luoghi dell'Iran, che si intrecciano, come i fili di un tappeto, a formare l'immenso disegno della grande Storia, quella della Persia che cambia.
Abdolah racconta con un linguaggio scorrevole e un tono da cantastorie l'evoluzione di un paese ricco di fascino come la Persia, che ha attraversato numerose fasi storiche (dallo scià alla dittatura e alla caduta della stessa) e ha saputo conservare, pur nel cambiamento, una propria identità. Il tutto attraverso le vicende di una famiglia, quella di Aga Akbar e Ismail, che oltre ad essere inserita nei grandi cambiamenti del paese, vive enormi, forse anche maggiori, cambiamenti nell'ambito familiare. I difficili rapporti tra padre e figlio, aggravati dal fatto che il padre è sordomuto e vede nel figlio la sua possibilità di mantenere un contatto con il mondo che lo circonda. I rapporti tra marito e moglie, quando entrambi hanno caratteri difficili e la salute non sempre li assiste. Il coraggio di una figlia che sceglie di lottare per la liberà del proprio paese, mettendo a repentaglio la propria.
Il tutto a dimostrare che, ancora una volta, sono i sentimenti a muovere il mondo.
Questo libro, che ho apprezzato tantissimo anche per l'atmosfera orientaleggiante che trasuda da ogni pagina, ci ricorda soprattutto che per comunicare tra noi non serve parlare la stessa lingua. Sono le azioni, quelle fatte col cuore, che davvero cambiano la storia.
Prossimo post dedicato a La casa della moschea.
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sabato 9 maggio 2015
Festival Tuttestorie- Alessandro D'Avenia a Cagliari
Cagliari- Alessandro D'Avenia arriva puntuale al Teatro Massimo. Capelli biondi come il sole e voce sottile, alle sei e qualche minuto ha già iniziato a parlare.
In piedi al centro del palcoscenico, sotto un soffitto che brilla come il cielo in una notte d'agosto, D'Avenia si rivolge soprattutto ai giovani, numerosissimi nelle prime file.
È l'anteprima del Festival Tuttestorie e, dunque, è proprio dalle storie che parte il discorso.
Perché non sappiamo fare a meno delle storie? Perché leggiamo e rileggiamo libri, guardiamo e riguardiamo film di cui -a volte- già conosciamo il finale?
Perché dalle storie vogliamo imparare. Vogliamo imparare ad amare, a vivere, persino imparare a morire.
Vogliamo vedere come si fa.
E poi le storie, quelle belle, ci chiamano in causa, e ci chiedono:
"E tu? A che punto sei, tu, della tua storia?"
Così D'Avenia, che ora si siede perché, dice, inizia ad essere un po' stanchino, interroga i ragazzi. O, meglio, li spinge ad interrogarsi, ad essere protagonisti della loro storia, che poi altro non è che la loro vita.
Quella vita che, come la piantina sbucata intrepida dal cemento della strada statale 131, ha una forza enorme, sconvolgente.
Vi sembra pesante? Non lo è affatto. Alessandro D'Avenia conosce bene gli adolescenti e sa come tenere alta l'attenzione: aneddoti divertenti della sua vita da prof., curiosità sull'etimologia delle parole, un vivace interscambio con il pubblico...si ride e si riflette allo stesso tempo.
Ed è così che si arriva alla parte culminante dell'incontro: l'importanza delle guide, dei maestri.
Gli insegnanti, quelli veri, sono quelli che vedono in ciascun alunno le potenzialità che lui ancora non riesce a scorgere in se stesso, quelli che ti invitano ad alzarti in piedi, ti sfidano a sollevarti e a dimostrare la tua altezza.
E l'autore parla anche delle sue, di guide:
il professore di lettere del liceo, che nel prestargli un libro di poesie gli fece comprendere che anche lui avrebbe dovuto insegnare; e don Pino Puglisi, professore di religione ma soprattutto maestro di vita, il prete che con un sorriso ha sfidato la mafia.
Il tempo a disposizione di Alessandro D'Avenia finisce troppo in fretta. Gli dicono che è ora di andare.
giovedì 7 maggio 2015
Il Riflessario N.12

Non esistono scorciatoie per i viaggi importanti.
Margaret Mazzantini
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domenica 26 aprile 2015
A COLPO D'OCCHIO - Jolly Roger, La terra di nessuno
Cari lettori,
oggi vi parlo di un libro che ho finito di leggere poco fa. L'autore, Gabriele Dolzadelli, è un esordiente che avrò il piacere di intervistare prossimamente.
Il romanzo Jolly Roger, La terra di nessuno è il primo episodio di una saga. Una saga che ci porta indietro nel tempo, alla fine del 1600, un'epoca in cui gli scontri per l'egemonia economica fra le maggiori potenze sembrano destinati a non avere fine.
Un romanzo storico? Non esattamente, anche se le ambientazioni sono ben curate, fedeli all'epoca in cui tutto si svolge e anche i personaggi sono privi di anacronismi.
Il romanzo di Dolzadelli è soprattutto un libro di avventura, un libro in cui sentimenti sublimi e biechi impulsi si intrecciano, tenendo il lettore sempre sull'attenti, portandolo a non abbassare mai la guardia, perché chi lo sa cosa potrà succedere nelle prossime pagine.
Ecco la trama:
Tutti i personaggi, da quelli centrali a quelli più marginali, sono ben curati e abbastanza realistici. Il linguaggio è in linea di massima abbastanza scorrevole, anche se a volte un po' troppo studiato. Come se perdesse spontaneità. Ma a quale autore esordiente non capita?
A chi consiglio questo libro: a chi è appassionato del genere avventuroso, a chi ama la suspance, a chi è ancora innamorato del Capitan Jack Sparrow e vuole leggere un libro che lo riporti a navigare fra le acque cristalline del Mar dei Caraibi. E, ovviamente, a chi ama le saghe.
Nonostante io non ami tantissimo questo genere (ho avuto un folle amore per il mondo dei pirati solo grazie ai film con Johnny Depp e Orlando Bloom e quell'amore ormai si è spento), devo dire che Jolly Roger, La terra di nessuno è stata una piacevole lettura.
Non perdete i prossimi post! A breve, infatti, ci sarà l'intervista con l'autore.
Ringrazio Gabriele, che mi ha fornito gentilmente la copia del suo romanzo e che pazientemente ha atteso la mia recensione.
Il romanzo è acquistabile online (clicca qui)
oggi vi parlo di un libro che ho finito di leggere poco fa. L'autore, Gabriele Dolzadelli, è un esordiente che avrò il piacere di intervistare prossimamente.
Il romanzo Jolly Roger, La terra di nessuno è il primo episodio di una saga. Una saga che ci porta indietro nel tempo, alla fine del 1600, un'epoca in cui gli scontri per l'egemonia economica fra le maggiori potenze sembrano destinati a non avere fine.
Un romanzo storico? Non esattamente, anche se le ambientazioni sono ben curate, fedeli all'epoca in cui tutto si svolge e anche i personaggi sono privi di anacronismi.
Il romanzo di Dolzadelli è soprattutto un libro di avventura, un libro in cui sentimenti sublimi e biechi impulsi si intrecciano, tenendo il lettore sempre sull'attenti, portandolo a non abbassare mai la guardia, perché chi lo sa cosa potrà succedere nelle prossime pagine.
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| Copertina del libro |
Ecco la trama:
1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O'Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l'isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull'isola. IL tutto sotto l'occhio vigile di una nave pirata ancorata all'orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.
Tutti i personaggi, da quelli centrali a quelli più marginali, sono ben curati e abbastanza realistici. Il linguaggio è in linea di massima abbastanza scorrevole, anche se a volte un po' troppo studiato. Come se perdesse spontaneità. Ma a quale autore esordiente non capita?
A chi consiglio questo libro: a chi è appassionato del genere avventuroso, a chi ama la suspance, a chi è ancora innamorato del Capitan Jack Sparrow e vuole leggere un libro che lo riporti a navigare fra le acque cristalline del Mar dei Caraibi. E, ovviamente, a chi ama le saghe.
Nonostante io non ami tantissimo questo genere (ho avuto un folle amore per il mondo dei pirati solo grazie ai film con Johnny Depp e Orlando Bloom e quell'amore ormai si è spento), devo dire che Jolly Roger, La terra di nessuno è stata una piacevole lettura.
Non perdete i prossimi post! A breve, infatti, ci sarà l'intervista con l'autore.
Ringrazio Gabriele, che mi ha fornito gentilmente la copia del suo romanzo e che pazientemente ha atteso la mia recensione.
Il romanzo è acquistabile online (clicca qui)
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martedì 21 aprile 2015
E-reader: un libro è un libro
Cari lettori,
oggi vorrei parlarvi di e-book e di e-reader, ovvero lettori digitali e libri digitali.
Ho ricevuto in regalo (da chi mi conosce proprio bene!) un bellissimo lettore di e-book: il Kindle Paperwhite. In questi giorni ho avuto modo di testarlo e posso dire di esserne davvero soddisfatta. La mia diffidenza verso gli e-book è completamente scomparsa. Dissolta.
Il Kindle Paperwhite è intuitivo, comodo con la sua tecnologia touch e non affatica la vista (come mi capitava leggendo da pc o tablet). È bello poter tenere con una sola mano libri di migliaia di pagine, mattoni che, in formato cartaceo, sarebbero stati scomodi da leggere a letto.
Certo, la carta ha sempre il suo fascino. La copertina, l'odore, la granatura delle pagine...il fascino del libro non tramonterà mai. Ma ebook e libri possono convivere benissimo. Provare per credere. In fondo, un libro è un libro, qualsiasi sia il suo formato.
lunedì 20 aprile 2015
#ioleggoperché
Cari lettori,
alcuni giorni fa, in una libreria di Cagliari, ho ritirato il mio kit di messaggero di lettura del progetto #ioleggoperché. Lo conoscete? Si tratta di un progetto per promuovere e divulgare il piacere della lettura, per il quale editori, lettori, autori e librai si sono uniti.
Io, come accanita lettrice, ho aderito subito al progetto e ho quindi ricevuto dodici libri da distribuire per permettere alla passione libresca di dilagare.
Siete curiosi di scoprire che libri ho ricevuto?
I libri sono sei per ciascun titolo:
-Splendore, Margaret Mazzantini;
-Il corvo, Kader Abdolah.
Ho iniziato a leggere quello della Mazzantini, di cui ancora non avevo letto nulla. Abdolah, invece, già lo conoscevo: è un autore iraniano che ho scoperto qualche tempo fa e mi è piaciuto davvero molto. Prossimamente vi parlerò dei suoi libri.
E voi parteciperete a #ioleggoperché ?
alcuni giorni fa, in una libreria di Cagliari, ho ritirato il mio kit di messaggero di lettura del progetto #ioleggoperché. Lo conoscete? Si tratta di un progetto per promuovere e divulgare il piacere della lettura, per il quale editori, lettori, autori e librai si sono uniti.
Io, come accanita lettrice, ho aderito subito al progetto e ho quindi ricevuto dodici libri da distribuire per permettere alla passione libresca di dilagare.
Siete curiosi di scoprire che libri ho ricevuto?
I libri sono sei per ciascun titolo:
-Splendore, Margaret Mazzantini;
-Il corvo, Kader Abdolah.
Ho iniziato a leggere quello della Mazzantini, di cui ancora non avevo letto nulla. Abdolah, invece, già lo conoscevo: è un autore iraniano che ho scoperto qualche tempo fa e mi è piaciuto davvero molto. Prossimamente vi parlerò dei suoi libri.
E voi parteciperete a #ioleggoperché ?
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