Si è verificato un errore nel gadget

sabato 9 maggio 2015

Festival Tuttestorie- Alessandro D'Avenia a Cagliari



Cagliari- Alessandro D'Avenia arriva puntuale al Teatro Massimo. Capelli biondi come il sole e voce sottile, alle sei e qualche minuto ha già iniziato a parlare.
In piedi al centro del palcoscenico, sotto un soffitto che brilla come il cielo in una notte d'agosto, D'Avenia si rivolge soprattutto ai giovani, numerosissimi nelle prime file.
È l'anteprima del Festival Tuttestorie e, dunque, è proprio dalle storie che parte il discorso.
Perché non sappiamo fare a meno delle storie? Perché leggiamo e rileggiamo libri,  guardiamo e riguardiamo film di cui -a volte- già conosciamo il finale?
Perché dalle storie vogliamo imparare. Vogliamo imparare ad amare, a vivere, persino imparare a morire.
Vogliamo vedere come si fa.
E poi le storie, quelle belle, ci chiamano in causa, e ci chiedono:
"E tu? A che punto sei, tu, della tua storia?"
Così D'Avenia, che ora si siede perché, dice, inizia ad essere un po' stanchino, interroga i ragazzi. O, meglio, li spinge ad interrogarsi, ad essere protagonisti della loro storia, che poi altro non è che la loro vita.
Quella vita che, come la piantina sbucata intrepida dal cemento della strada statale 131, ha una forza enorme, sconvolgente.
Vi sembra pesante? Non lo è affatto. Alessandro D'Avenia conosce bene gli adolescenti e sa come tenere alta l'attenzione: aneddoti divertenti della sua vita da prof., curiosità sull'etimologia delle parole, un vivace interscambio con il pubblico...si ride e si riflette allo stesso tempo.
Ed è così che si arriva alla parte culminante dell'incontro: l'importanza delle guide, dei maestri.
Gli insegnanti, quelli veri, sono quelli che vedono in ciascun alunno le potenzialità che lui ancora non riesce a scorgere in se stesso, quelli che ti invitano ad alzarti in piedi, ti sfidano a sollevarti e a dimostrare la tua altezza.


E l'autore parla anche delle sue, di guide:
il professore di lettere del liceo, che nel prestargli un libro di poesie gli fece comprendere che anche lui avrebbe dovuto insegnare; e don Pino Puglisi, professore di religione ma soprattutto maestro di vita, il prete che con un sorriso ha sfidato la mafia.
Il tempo a disposizione di Alessandro D'Avenia finisce troppo in fretta. Gli dicono che è ora di andare.
La fila per gli autografi è lunghissima e lui non andrà via prima di aver firmato anche l'ultimo libro.

Nessun commento:

Posta un commento

Commentate, commentate, commentate!