sabato 29 giugno 2013

Le Terrazze


Serata Le Terrazze-Calamosca.
Una posizione invidiabile, con vista sul mare estremamente suggestiva ha fatto da sfondo ad una serata che si è protratta fino al mattino, creando il giusto mix tra divertimento e svago.
Musica e pista da ballo unite a spazi in cui bere un drink in tranquillità.
Peccato per i tacchi, che si conficcavano nell'erba!



venerdì 28 giugno 2013

Il bacio

C'è qualcosa di più dolce di un bacio?
C'è qualcosa di più forte?
Ora so perché nelle fiabe il bacio del vero amore è l'unica cosa in grado di spezzare qualsiasi sortilegio. Il bacio del vero amore ha un potere enorme.


“- Quello che so è che cerchiamo la vita. Il nostro respiro non ci basta e vogliamo il respiro di un altro. Vogliamo respirare di più,vogliamo tutto il fiato di tutta la vita. Nella mia terra le persone che ami le chiami “ciatu miu": “respiro mio". Si dice che la persona giusta è quella che respira allo stesso ritmo tuo. Così ci si può baciare e fare un respiro più grande.” —  Alessandro D’Avenia, Cose Che Nessuno Sa

giovedì 27 giugno 2013

L'universo tranne noi

Eravamo quel che tutti sognano,
quell'amore che i cantanti cantano
Tanto forte, potente, immenso che sembra esagerato ed impossibile.
Con il petto che sembra esplodere, che non serve niente più per vivere, che potrebbe scomparire l'Universo tranne noi.

mercoledì 26 giugno 2013

Due estranei

Lui tornerà ad essere un estraneo dopo che avrete fuso le vostre vite in una sola, vi siete confidati i segreti più nascosti e avrete abbattuto il muro di qualunque pudore. Sarete due estranei anche se conoscete il ritmo del vostro sonno, i vostri odori, le vostre abitudini.
Due estranei che si conoscono meglio di chiunque altro.

Dopo tutto ciò che c'è stato, continuo ancora a vederci così. Continuo ancora a pensare a ciò che un tempo ci ha legato. Forse è stupidità, la mia. Anzi, lo è sicuramente. Gli amori che ci raccontano le canzoni, i film e i libri non esistono. Io come una bambina ho creduto ad
una favola.
Eppure, qualcosa di noi forse rimarrà per sempre, ovunque saremo. Un po' di te e un po' di me saranno sempre legati. Perché, anche se abbiamo distrutto tutto, le nostre menti non sono mai state lontane una dall'altra. Non sono cose che capitano con chiunque.
Ferita e tradita in molti modi, temo che ti sarò in qualche modo sempre vicina. Perché non posso chiederti indietro quella parte, enorme, di me che ti ho donato. E anche se probabilmente non te lo dirò mai, la persona che sono stata quando tu mi stavi accanto sarà per sempre legata a te, pur non riconoscendoti più in nulla.

Collegamento

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Il primo spezza il cuore, gli altri son solo graffi

La sua amica diceva sempre che il primo vero amore spezza il cuore, e tutti gli altri sono solo graffi.
Il problema è che con un cuore spezzato cosa ci fai? Chi lo riaggiusta?
Laila non dormiva la notte da mesi ormai. Forse erano le illusioni che la tenevano sveglia. Neppure un minuto aveva smesso di pensare che avrebbe trovato un modo per aiutare quella persona a risollevarsi, per farla uscire da quella situazione che aveva distrutto i loro sogni.
E le parole che questa persona diceva non facevano altro che alimentare illusioni che si sarebbero presto trasformate in delusioni profondissime.
Lui era andato avanti, l'aveva dimenticata senza permettere a lei di farlo. L'aveva tenuta legata a sé con "Magari fra qualche mese..." e invece lei semplicemente era ormai meno di nulla per lui.
Il primo spezza il cuore.
Era vero. Eppure Laila, nonostante il cuore spezzato, non riusciva neppure a piangere. Non riusciva a guardare al futuro, perché tutto ciò che avrebbe voluto che fosse il suo futuro era stato fatto a pezzi, giorno dopo giorno, mese dopo mese.
Da quanto tempo si erano lasciati?
Per Laila erano passati tre mesi, forse quattro. Per lui otto, forse di più. Peccato che lui si fosse sentito libero da lei senza avvertirla. Anzi.
Laila non voleva più che nessuno le spezzasse il cuore. Ma non voleva neppure graffi.
Forse il suo cuore nessuno l'avrebbe mai più aggiustato. Ma Laila aveva superato fatti più brutti. Aveva sfiorato la morte e ce l'aveva fatta. Almeno questo poteva consolarla e farle capire che probabilmente si poteva vivere anche soltanto con il cuore spezzato.

martedì 25 giugno 2013

La Quercia e il Caprifoglio

Una leggenda narra che tanto tempo fa, in un luogo lontano nacque una bambina il cui destino si intrecciava a quello di un ragazzo nato molti anni prima di lei. Nessuno dei due l'avrebbe mai voluto, ma il filo invisibile si era legato all'uno e all'altra. Non c'erano spiegazioni razionali a tutto questo. Forse erano costretti a vivere esperienze legate alle loro vite precedenti, questioni irrisolte. Nessuno mai riuscì a capirlo. Quando la bambina fu abbastanza grande, una sfortunata circostanza la portò lontano dal suo villaggio, fino al villaggio in cui viveva il ragazzo, ormai divenuto un uomo forte e coraggioso. Prima di raggiungere il villaggio, la ragazza affrontò una foresta pericolosa, schivando infinite insidie. L'ultima, però, avrebbe potuto costarle la vita. Un lupo terribilmente feroce le si avventò al braccio sinistro, ferendola quasi a morte. Di certo sarebbe morta, se non fosse comparso lui a salvarla. Non uccise il lupo, ma lo ammansì fino a farlo fuggire. I due erano al loro primo incontro e credettero di essere stati fortunati a trovarsi. Divennero indivisibili per lungo tempo, ma poi, di nuovo, la sorte li sbalzò fuori da quella che pensavano sarebbe stata la loro vita. Qui le voci della leggenda creano una diffrazione: le versioni sono tante. C'è chi dice che una strega intervenne per separarli, c'è chi racconta che Bene e Male si contrapposero e lottarono fino alla fine per portare i due giovani da una parte o dall'altra. Fatto è che i due non riuscirono mai più a stare insieme, eppure non riuscirono neanche a stare lontani. Soffrivano in un modo e soffrivano nel modo opposto. Alla fine, dopo tanti anni, una Fata ebbe compassione di loro. Trasformò lui in una quercia e lei in una pianta di caprifoglio, che crebbe attorno al tronco. A questo punto la diffrazione si interrompe e le voci vanno a costituire un unico finale. Albero e pianta crebbero insieme, senza somigliassi affatto, ma avendo bisogno l'una dell'altra per vivere. Alcuni dicono che, quando una fanciulla un giorno estirpò il caprifoglio, la quercia si seccò irrimediabilmente. Altri, invece sostengono che, quando la quercia venne abbattuta, il caprifoglio morì in poche ore.