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sabato 9 gennaio 2016

Hunger games- la saga

Cari lettori,
in questo periodo natalizio mi sono dedicata inaspettatamente ad una saga che ancora non avevo preso in considerazione: Hunger games. Sicuramente molti di voi l'hanno già letta, ma io fino ad oggi l'avevo proprio evitata. Infatti, fantascienza e fantasy non sono generi con cui vado molto d'accordo.
È capitato, però, che abbiano prestato questa trilogia a mia sorella. Avendo questi libri in giro per casa, ad un certo punto non ho resistito. E ho iniziato la lettura del primo volume di Suzanne Collins.
La storia è ambientata in un mondo di fantasia, dove una iper tecnologica Capitol City regna su 12 distretti ridotti pressoché in miseria. Ogni anno, ciascun distretto cede due giovani (i tributi) a Capitol City, che organizza appunto gli Hunger Games, crudeli giochi simili ai nostri reality show, dove un solo tributo sarà il vincitore. Colui che, uccidendo e scampando alla morte, riuscirà a rimanere l'ultimo concorrente in vita.
Un po' come Minosse e il Minotauro, un po' come il Grande Fratello, un po' come Il signore delle mosche di Golding. Un mix di suggestioni che risulta vincente.
Vediamo la storia attraverso gli occhi di Katniss, una ragazza del distretto 12 che, dalla morte di suo padre nelle miniere, ha preso su di sé il peso della famiglia. Per sfamare sua madre e sua sorella Prim, Katniss va a caccia di frodo nei boschi insieme a Gale, il suo migliore amico.
Quando arriva il giorno della Mietitura, evento che vedrà l'estrazione dei due nuovi tributi per ogni distretto, Prim partecipa all'estrazione per la prima volta, perché ormai ha l'età per essere scelta come concorrente per gli Hunger Games. E la sorte vuole che sia proprio il suo nome ad essere estratto dall'urna. Ma Katniss si offre volontaria al suo posto e così sarà lei, insieme a Peeta, il ragazzo del pane, il ragazzo che la ama segretamente da anni, a partire alla volta di Capitol City.
L'intero primo volume della saga segue passo passo i preparativi dei due tributi, la costruzione televisiva dei loro personaggi, l'assurdo business che si sviluppa attorno ad un crudele e sadico passatempo, le interviste durante le quali Peeta dichiara pubblicamente di amare Katniss dall'età di cinque anni, cogliendo alla sprovvista tutti, Katniss per prima.
Così, gli innamorati sventurati del distretto 12, come vengono da quel momento chiamati Peeta e Katniss, vengono buttati nell'arena insieme a tutti gli altri tributi. E gli spettatori di Capitol City non possono fare a meno di chiedersi come evolverà questa nuova edizione degli Hunger Games.

Ora, non andrò avanti nella descrizione della storia, per non togliere il gusto della lettura a chi ancora non conosce questa saga. Però vi dirò che ho letteralmente divorato il primo volume, pagina dopo pagina, anche io con gli occhi puntati sugli innamorati sventurati, chiedendomi chi avrebbe resistito più a lungo nell'arena. Chiedendomi chi sarebbe stato il vincitore. La suspance cresce fino al gran finale.
Proprio oggi ho terminato l'ultimo volume della trilogia, con quel vuoto enorme che solo i libri davvero avvincenti lasciano dietro di sé. Era dai tempi di Harry Potter che non amavo tanto dei personaggi, che non mi sentivo letteralmente dentro le pagine di un libro, che non ne sentivo la nostalgia una volta letta l'ultima frase dell'ultimo capitolo.
Senza ombra di dubbio, il personaggio che ho amato maggiormente è Perta. La Collins, con poche pennellate, descrive un personaggio capace di far innamorare. Un personaggio che è in assoluto il migliore di tutti, per il suo coraggio, per la sua tenacia e soprattutto per la purezza del suo animo.




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