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lunedì 10 ottobre 2016

I misteri di Chalk Hill -Recensione

Cari lettori,
oggi vi parlo di un libro che ho letto quest'estate e che mi è piaciuto molto. Si intitola I misteri di Chalk Hill e l'ho acquistato a pochi centesimi perché era l' offerta del giorno sul mio Kindle. Si tratta di un romanzo di Susanne Goga che sul sito Giunti viene classificato come storico. Io direi piuttosto che si tratta di un mistery ambientato alla fine dell'Ottocento in Inghilterra.
L'atmosfera è fin da subito molto intrigante e ricorda un po' Cime Tempestose un po' Giro di vite, quando una giovane istitutrice tedesca -Charlotte- abbandona la sua terra per recarsi a lavorare presso una ricca famiglia inglese, appunto come insegnante privata della bambina di Chalk Hill, Emily.
Copertina del libro vista sul mio Kindle
Fin dal suo arrivo in terra straniera, Charlotte si accorge di come gli inglesi siano inclini allo spiritismo: siamo negli anni in cui dilagano a macchia d'olio pratiche come sedute spiritiche e contatti con l'aldilà attraverso medium o presunti tali. L'istitutrice è molto scettica riguardo questi argomenti, ma ben presto si troverà coinvolta in eventi tali da scardinare tutte le sue certezze. Emily, infatti, bambina intelligente e affettuosa, brillante e diligente, ha da poco perso sua madre in circostanze misteriose di cui nessuno vuole parlare. La morte di Lady Ellen sembra essere un tabù. Fino a che Emily non inizia a vedere e parlare con la madre morta, mettendo a repentaglio la propria vita. A questo punto bisogna indagare, non è più possibile tacere sui terribili eventi che portarono alla morte di Lady Ellen. E Charlotte, con l'aiuto di un affascinante giornalista che collabora con un ente parascientifico che si occupa di casi al limite fra normale e paranormale, romperà il muro del silenzio che avvolge Chalk Hill.
La trama è ben congegnata, con un finale che forse è un po' prevedibile ma che comunque non stona nell'insieme. I personaggi sono tutti molto interessanti, anche se trovo fuorviante l'indicazione nella trama che marca fin troppo la componente romantica del libro. Non vi è quasi nulla della storia d'amore fra Charlotte e il giornalista che la aiuta nelle indagini. Sicuramente si intuisce un possibile sviluppo, ma il libro resta incentrato sulla vicenda del fantasma di Lady Ellen. Bellissime le descrizioni dei luoghi e le atmosfere create, che conferiscono quel giusto brivido che ben si addice alle storie di fantasmi.
Un libro che, dovessi tornare indietro, ricomprerei sicuramente.

lunedì 9 maggio 2016

La via del male di Robert Galbraith: tra un mese in libreria.

Cari lettori,
se anche voi, come me, amate Robert Galbraith (pseudonimo di JK Rowling), sarete felici di sapere che fra un mese esatto uscirà il suo nuovo romanzo.
Si intitola La via del male, è edito da Salani come i precedenti due romanzi ed è la terza indagine del detective Cormoran Strike.
Non vedo l'ora che arrivi il 9 giugno! Ho letto di filato i precedenti romanzi di Galbraith e non vedevo l'ora che ne uscisse uno nuovo. D'altra parte, chi ha letto Il baco da seta e Il richiamo del cuculo sa che l'inconfondibile stile della Rowling è tutto lì, in quelle righe.
Volete leggere la trama?

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo... La via del male è il terzo libro della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott.

domenica 7 febbraio 2016

Piccoli Brividi

Cari lettori,
da poco ho visto che sta per uscire al cinema (o forse è già uscito) un film ispirato alla famosissima serie Piccoli Brividi di R. L. Stine.
Mi sono tornate in mente le estati passate a leggere questi libri per ragazzi, senza riuscire a staccare gli occhi dalle pagine con quel profilo verde così accattivante. Ne ho letti tantissimi e ancora li conservo tutti.
Era una vera e propria droga per me. E adoravo il fatto che il finale fosse sempre aperto, che non ci fosse mai il lieto fine.
Avevo contagiato anche mia madre nella lettura di questi piccoli horror.
E voi che esperienza avete con i Piccoli Brividi? Li avete mai letti?
Vi mostro parte della mia collezione. Li custodisco con estrema cura.

Una parte della mia collezione

lunedì 6 luglio 2015

Riflessioni di una lettrice

Cari lettori,
forse avrete letto il mio post dedicato alle letture estive.
Come tutti i programmi che si rispettino, che il più delle volte sono fatti per essere smentiti, anche questo ha immediatamente subito delle inevitabili modifiche.
Ho terminato in pochissimo tempo Il baco da seta, che non ha deluso le mie aspettative. Uno dei libri più appassionanti del mio ultimo periodo. Consigliatissimo a chi ama il genere noir.
Ho poi iniziato a leggere L'amore è...un libro di ricette, per scoprire in meno di tre minuti che si tratta semplicemente di un libro di ricette, appunto. Forse quelle che vengono citate nel precedente L'amore è...un bacio di dama. Da verificare.
Allora mi sono lanciata su un libro che da tempo era fra i miei obiettivi: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda. Una storia dolcissima, quasi una poesia.
Zorba, un gatto nero grande e grosso, mentre i padroni sono in vacanza, soccorre una gabbiana che, colpita dalla peste nera dei mari (un'ondata di petrolio le ha coperto interamente il corpo), prima di morire vuole deporre il suo uovo. Ed è così che Zorba si ritrova a promettere alla gabbiana che si prenderà cura dell'uovo e della creatura, e le insegnerà a volare.
Ve lo immaginate un gattone grasso e grosso che cova un piccolo uovo di gabbiano?
Zorba farà così da mamma alla piccola gabbianella e, con l'aiuto degli altri gatti del porto e di uno scrittore un po' visionario, insegnerà alla piccola Fortunata (questo il nome che i gatti danno alla gabbianella) che
Vola solo chi osa farlo.

venerdì 5 giugno 2015

La villa in cui nacque la leggenda

Cari lettori,
riconoscete la villa della foto?

Si tratta di una costruzione di 460 mq, situata a Great Neck Estates (Long Island, New York). Una abitazione modesta negli anni Venti, quando F. Scott Fitzgerald ci abitava con sua moglie Zelda.
Fitzgerald, in un piccolo studio ricavato sopra il garage, guardava l'opulenza delle sfarzose ville circostanti e dava vita ad un personaggio destinato a diventare una leggenda: Jay Gatsby.
Questa villa, che oggi possiede una sala per la musica, numerosi camini, sette stanze da letto e sei bagni -fra le altre cose-, ha visto animarsi le proprie stanze con feste di dimensioni stratosferiche, in cui neppure i padroni di casa rispondevano più di se stessi. Feste che di sicuro hanno ispirato quelle del libro Il grande Gatsby, feste in cui agli ospiti veniva detto chiaramente che "ai visitatori è richiesto di non sfondare le porte in cerca di alcolici, anche quando sono stati autorizzati a farlo dai padroni di casa". Eh già, proprio  così recitava un esplicito cartello.
Chissà che sensazione farebbe vivere in una casa del genere. Per chi volesse provare l'ebrezza di essere proprietario della villa in cui nacque una leggenda come il Grande Gatsby e in cui vissero due scrittori di fama mondiale, i coniugi Fitzgerald, non resta che provare ad acquistarla. Il prezzo? 3,9 milioni di dollari.

sabato 23 maggio 2015

A COLPO D'OCCHIO -La casa della moschea

Cari lettori,
oggi farò la recensione di un libro che mi è molto piaciuto.
Si tratta de La casa della moschea, di Kader Abdolah. Precedentemente, avevo già recensito Scrittura cuneiforme dello stesso autore.
 
Aga Jan, ricco mercante di Senjan, in Persia, è il capofamiglia della famiglia allargata che ha sede nella casa della moschea, in cui vengono custodite e tramandate le antiche tradizioni.
La vita nella casa della moschea procede tranquilla, le giovani donne attendono il loro sposo, l'imam della moschea studia nell'immensa biblioteca secolare, uccelli variopinti vengono catturati per studiarne il piumaggio e riprodurlo per creare magici tappeti. Fino a che la Grande Storia del paese non arriva a sconvolgere anche le vite della famiglia di Aga Jan. In una Persia che vive immensi sconvolgimenti, con l'avvento di Khomeini e la spietata repressione del dissenso politico, la casa della moschea resta spettatrice di questi drammatici eventi e continua a custodire le radici di un Islam ricco di saggezza e di fascino, un Islam molto lontano da quello a cui spesso pensiamo oggi.
 
Kader Abdolah ancora una volta utilizza un linguaggio scorrevole e atmosfere ricche di fascino per condurci in un Oriente dal sapore magico delle Mille e una notte.
I personaggi hanno un che di leggendario e le scene del libro si manifestano agli occhi del lettore nitide come quelle di un film. Il merito di questo libro è quello di tratteggiare delle figure di islamici estremamente diverse fra loro, lontane dagli stereotipi comuni e molto più vicine a personalità vere, riscontrabili nel mondo reale.
Anche le donne hanno una gran parte in questo romanzo, molto più di quanto non accadesse in Scrittura cuneiforme. Riserveranno molte sorprese a chi deciderà di avventurarsi tra le pagine di questo libro.
Un libro splendido e poetico, che inizia con toni pacati e rumori di passi attutiti da meravigliosi tappeti persiani e che termina poi con l'assordante frastuono della violenza e del fanatismo.

giovedì 12 marzo 2015

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a Roberto Alba


Cari lettori, come ho promesso qualche giorno fa, ho intervistato Roberto Alba, lo scrittore di cui ho recensito il libro L'estate di Ulisse Mele.
Spero che l'intervista risponda anche alle vostre curiosità. Io sono rimasta molto soddisfatta.

 
 
  • Domanda: Ci sono autori che iniziano a scrivere avendo in mente tutta la trama fin dall’inizio, altri che, invece, creano solo i personaggi e poi si fanno guidare da essi. Tu che autore sei? Com’è nato il noir L’estate di Ulisse Mele?
Risposta: Appartengo alla seconda generazione. Costruisco una storia nella mia testa e quando il finale mi soddisfa inizio a scrivere, ma tutto può cambiare in corso d'opera. I personaggi spesso hanno una loro vita e compiono azioni che mi sorprendono.
Ulisse è nato un po' per caso, era un racconto breve. La sua forza sta nel non aver voluto rimanere confinato in poche pagine. Allora ho visto la sua casa, ho visto la sua storia, e ancora adesso mi supplica di continuare...
  • Dal manoscritto al libro: è questa una delle fasi più interessanti del percorso editoriale di un’opera: L’estate di Ulisse Mele quale iter ha seguito? Ti sei rivolto ad un agente letterario oppure direttamente agli editori?
Ulisse ha vinto la terza edizione del premio letterario IoScrittore del gruppo editoriale Gems con il titolo “Ulisse senza stelle”. Purtroppo volevano relegarlo a una pubblicazione solo digitale e ho rifiutato. Ho inviato il manoscritto alla Mondadori e ho avuto la fortuna di incontrare Lara Giorgelli editor Piemme. Ulisse deve averle toccato il cuore. Il resto è la mia felicità sugli scalfali in libreria.
 
  • Che rapporto c’è tra te e Ulisse, il piccolo protagonista del tuo libro?

Non sono sicuro ma credo mi assomigli. In effetti molte cose che racconta sono vere... o forse no! Non confesserò mai.
 
  • Il finale: tu sai qualcosa che il lettore non sa? (Attento, potrei cercare di estorcerti il nome del colpevole! Ahahah!)
 
No, nel romanzo c'è tutto quello che serve per capire chi è il colpevole. Non ho nascosto niente. Per chi ha letto il romanzo voglio ricordare un dettaglio... forse è meglio di no. Allora Un suggerimento: il capitolo dell'interrogatorio è di fondamentale importanza.
 
[Ragazzi, corro a rileggermi il capitolo!!!]
  •  Quali sono i tuoi progetti per il futuro in relazione al mondo della scrittura?
Spero esca entro l'anno il mio nuovo romanzo. Una storia fuori dal tempo, sempre ambientata in Sardegna. Riscalderà i cuori dei valorosi e non dico altro! Per il resto mi godo il bel momento e la Menzione speciale al premio Alziator e chissà che Ulisse non mi convinca a continuare la storia...

Noi speriamo di poter leggere presto un'altra storia raccontata da Ulisse.

Ringrazio sinceramente Roberto, che è stato disponibile a rispondere a questa intervista e l'ha fatto nel migliore dei modi.
 

giovedì 27 febbraio 2014

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a Francesca Ruggiu Traversi


Cari lettori,
come promesso qualche post fa, ecco a voi l'intervista a Francesca Ruggiu Traversi, autrice di diversi libri per ragazzi. Siete pronti? Francesca ci porta nel magico mondo dei libri! Il suo mondo, certo, ma un po' anche il nostro...
 
  • Quando e come hai capito che la scrittura sarebbe diventata una professione?

La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita. Già alle scuole elementari mi piaceva scrivere e inventare storie, avevo molta fantasia, e per molto tempo ho tenuto un diario.
Dopo qualche anno dalla laurea in giurisprudenza, ho iniziato a scrivere delle storie con animali parlanti e ho partecipato a un concorso di una piccola casa editrice, classificandomi al secondo posto. Ho capito che scrivere mi appassionava e avevo molte idee, così ho provato a mandare i manoscritti in giro per case editrici. Dopo circa sette mesi ho ricevuto una risposta positiva da Edizioni EL, che ha pubblicato il mio primo libro con il marchio Einaudi Ragazzi, Il mistero del Gatto d'Oro. In quel momento ho capito che forse la scrittura sarebbe potuta diventare una professione, ero molto determinata, lo desideravo fortemente, così ho continuato a scrivere. Non è stato semplice all'inizio, sono passati altri due anni prima di pubblicare il secondo libro. Nel frattempo ho continuato a pensare a idee da sottoporre all'editore, fino a che non è arrivato il mio personaggio più fortunato, Tommy Scuro, che ora è quasi giunto alla quinta avventura.
  • Qual è il segreto (o i segreti) per scrivere dei bei libri per ragazzi? Quali ingredienti sono indispensabili per rendere una storia avvincente agli occhi di un pubblico giovane?
Non si deve essere noiosi. Questa è, a mio parere, la cosa più importante. Si può avere una bella idea, ma se la scrittura è noiosa è molto probabile che il giovane lettore abbandonerà il libro dopo poche pagine. Io ho esperienza con la fascia di età 8/11 anni, e posso dire che sono lettori molto esigenti: la storia li deve appassionare fin da subito, altrimenti si distraggono e si dedicano ad altro. Mistero, suspance, avventura sono ingredienti fondamentali per rendere la storia avvincente e spingerli ad andare avanti nella lettura.
  • I tuoi libri sono un tripudio di disegni e colori, una gioia per gli occhi. Quanto contano i disegni nella letteratura per ragazzi?

Per la fascia di età alla quale mi rivolgo io, sono molto importanti. Quando incontro i miei lettori mi fanno sempre molte domande sulle illustrazioni presenti nei libri che hanno letto. Vogliono sapere chi è l'illustratore, se abbiamo collaborato oppure no, se immaginavo che il personaggio fosse proprio così mentre scrivevo di lui. E sono attenti a tutti i dettagli: controllano se il disegno corrisponde alla storia, se gli ambienti sono illustrati come li ho descritti nel libro oppure se l'illustratore ha interpretato con la sua fantasia. Molto spesso anche loro si divertono a disegnare i personaggi e le scene che più li hanno appassionati. Anche la copertina del libro è fondamentale, deve essere accattivante, colorata, stimolare la fantasia del giovane lettore.
 
  • Cosa pensi del mondo dell'editoria oggi? Quali consigli ti senti di dare agli aspiranti scrittori?

E' un mondo nel quale è difficile entrare, ma ci sono editori che danno la possibilità ai nuovi autori di pubblicare, se ritengono valido il loro lavoro. L'unico consiglio che posso dare è quello di leggere tanto e di scrivere tanto, di farlo con passione e, una volta mandato il manoscritto agli editori, di avere molta pazienza. E non arrendersi alle prime difficoltà, se ci si crede veramente.
  • Come nascono i tuoi personaggi?
I miei personaggi nascono di volta in volta in modo diverso. I protagonisti del Mistero del Gatto d'Oro sono nati dal mio amore per la natura e per gli animali del bosco e delle montagne, quindi sono scoiattoli, topolini, volpi, marmotte, gatti selvatici. Dietro il personaggio di Livido Scuro invece, che è lo zio di Tommy ed è scrittore di storie di fantasmi, ci sono io, che sono scrittrice come lui di storie del brivido (e non solo...). In questo caso mi sono divertita a creare un personaggio diverso da me, dato che zio Livido non riesce a scrivere se non si veste come un vampiro, ma abbiamo anche molte cose in comune. I personaggi di Tommy e Pippina sono nati dai miei ricordi dei giochi d'infanzia con gli amici e di come ero io alla loro età: vivace, curiosa, sempre a caccia di misteri da scoprire.
Mi capita spesso di caratterizzare un personaggio in un certo modo, e accorgermi solo dopo che assomiglia a qualcuno che conosco. E questo è molto divertente!
Ringrazio di cuore Francesca Ruggiu Traversi per essersi resa disponibile a collaborare con me per realizzare quest'intervista.


lunedì 3 febbraio 2014

A COLPO D'OCCHIO -The wolf of Wall Street

180 minuti di film per raccontare la vita di Jordan Belfort. La metà sarebbe bastata.
Martin Scorsese compie una scelta inattaccabile affidando il suo protagonista a Leonardo Di Caprio, il cui talento indiscutibile si riconferma anche stavolta.
Ma la parabola di Jordan Belfort, il lupo di Wall Street, è troppo ripetitiva, monotona, a tratti fastidiosa per protrarla per ben tre ore di pellicola. Sesso, droga, truffe e ancora sesso, droga e truffe. Il tutto presentato con un'ironia che aiuta a rendere il film più godibile, ma che rischia di mostrare come un eroe un uomo che di straordinario non ha poi molto (se si esclude il portafogli straordinariamente pieno. Di soldi altrui per giunta...).
Penso che il succo del film, in buona sostanza, stia soprattutto in una scena: finalmente Jordan Belfort è fottuto, l'FBI l'ha arrestato e ora lo attende la galera. Jordan Belfort ha paura. Per un po' ha paura. Poi, però, la paura passa perché si ricorda di essere ricco in un paese dove tutto è in vendita. Così, un secondo dopo, lo si vede giocare beatamente a tennis nei campetti del carcere. Amara realtà. Chi ha i soldi può comprare tutto. O quasi. Belfort comprerà sballo, sesso, soci. Ma i soldi non basteranno al broker per comprare l'amore dei figli e di sua moglie. O la lealtà degli amici.

sabato 25 gennaio 2014

Pillole di vita altrui

Spesso mi ritrovo a riflettere su come oggi sia diventato sempre più difficile esprimere per davvero se stessi e di quanto, invece, sia facile fingere di essere ciò che non si è.
Pensate a quante persone ogni giorno pubblicano citazioni e aforismi sui social-network, come status personale o in risposta a stati personali di altre persone.
Quanto tempo sprecato a caricare sul web pensieri altrui, a simboleggiare la nostra vita in pillole di facile consumo.
Schopenhauer, Oscar Wilde, Bukowski i più gettonati. E chi più ne ha più ne metta. Siamo diventati tutti grandi filosofi e grandi letterati con questo FB! Poi, magari, la maggior parte delle persone non sanno neppure da dove vengono fuori le citazioni che sbandierano in questo mondo virtuale.
Spesso mi capita di vedere dediche stratosferiche fra fidanzatini, in un botta e risposta ridicolo di citazioni e aforismi di ogni sorta. E mi chiedo cosa ci sia di bello a parlare con le parole di un altro. Non dico ogni tanto (ogni tanto, infatti, a chiunque capita di rispecchiarsi in una frase celebre, per carità). Ma sempre... E mi chiedo cosa ci sia di bello nel nutrirsi continuamente con queste pillole di saggezza.
Pillole di vita altrui.
Quanto sarebbe più genuino cercare le parole dentro se stessi. Oppure, almeno qualche volta, stare zitti.


martedì 24 dicembre 2013

Il magico Natale

                                              Il magico Natale - Gianni Rodari

                                         S'io fossi il mago di Natale
                                     farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock and'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.


sabato 21 dicembre 2013

I giovani preferiscono Twitter

A quanto pare, il dato emerso da alcuni recenti sondaggi ha evidenziato come i giovani stiano preferendo Twitter a Facebook.
Come mai?
Semplice. Perché su FB ormai ci sono troppi adulti -molti dei quali ossessivamente impegnati ad ostentare dettagli della propria vita quasi fossero ancora ragazzini- e spesso questi adulti sono genitori che, tra un mi piace e un tag, cercano di tenere sotto controllo i propri figli.
Su Twitter questo non succede, perché questo social network risulta più ostico per i più grandicelli, che faticano a starvi dietro. Così i giovani migrano verso il social che cinguetta e abbandonano finalmente FB.
Mi chiedo se prima o poi potrò dedicare un post al fallimento completo di tutti questi social che ci portano sempre più ad una realtà vicina a quella tratteggiata da Orwell in 1984.

mercoledì 4 dicembre 2013

IL PUNTO DI VISTA -Frida Kahlo

Quando sono entrata in contatto con la storia di Frida Kahlo, ne sono rimasta colpita e affascinata.
Spirito forte e ribelle fin dalla nascita (nel 1907 in Messico), a diciotto anni vede la sua vita cambiare per sempre a causa di un violento incidente stradale, in autobus. I gravi traumi riportati la costrinsero a letto per un anno, anno in cui Frida lesse numerosi libri sul Comunismo e iniziò a dipingere, osservandosi riflessa su uno specchio che i suoi genitori avevano montato sul soffitto appositamente per lei.
Ricorrenti sono gli autoritratti, in cui spesso compare il tragico incidente che segnò la sua vita.
L'esistenza di Frida Kahlo si sviluppa tutta attorno alla sua arte, all'attivismo nel Partito Comunista Messicano e agli amori burrascosi, eterosessuali e omosessuali.
I danni permanenti riportati a causa dell'incidente le impedirono di portare a termine qualsiasi gravidanza, fatto che la segnò nel profondo.
Frequentò i surrealisti, ma non volle mai essere etichettata come tale, perché desiderava mantenere una personale connotazione di originalità.
Dopo una vita di dolori fisici continui e passioni laceranti vissute con personaggi di spicco (il rivoluzionario Lev Trotsky, il poeta André Breton, la fotografa Tina Modotti, suo marito Diego Rivera, per citarne solo alcuni), morì lasciando ad un diario le sue ultime e sconvolgenti parole:
"Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più".

sabato 30 novembre 2013

Promesse di una vita

Per favore,
Non farmi promesse
Viviamo l'oggi
Senza guardare in là,
Dove il cuore non può arrivare.
Non fare promesse.
Soltanto così avrò la certezza
Che sei sincero.
Ciò che brucia di più,
Quando tutto finisce,
È il vuoto lasciato
Da giuramenti infranti.

Per favore,
Non desiderare oltre ciò che hai oggi.


venerdì 15 novembre 2013

Il Vero Amore

Spesso ci si interroga su cosa sia il vero amore. Le risposte sono le più diverse.
Alcuni arrivano perfino a credere che il vero amore non esista. Ma forse aspettano solo di essere smentiti.
Perché in realtà tutti noi pensiamo di meritare dalla vita qualcosa di meraviglioso. Ed è inutile nascondersi che tutti quanti, almeno un po', speriamo che la fortuna del vero amore capiti proprio a noi.

Il vero amore è quello delle fiabe? È forse quella magia più forte di tutte le altre, quella magia il cui bacio è in grado di sciogliere anche i sortilegi più potenti?
Be', in un certo senso sì.
Il vero amore, di questo ne sono sicura, è quello che rimane. Rimane con te sempre, nonostante tutto, nonostante tutti. Non temete di sembrare sdolcinati. È la semplice verità. Inutile raccontarsi bugie: l'amore finisce, l'amore passa e altre sciocchezze del genere. Queste son cose che ci raccontiamo per consolarci delle cantonate e dei fallimenti della vita. Lasciate perdere tutte queste baggianate!
L'amore, quello vero, non finisce. Se finisce, potete star certi di una cosa: non era amore.
Trovate pure un altro nome, quello che più vi aggrada, ma non chiamatelo amore.
Solo il tempo può veramente farvi capire la natura di un sentimento. Se questo sentimento e il tempo vanno nella stessa direzione, allora quello è vero amore.
È più semplice di ciò che si possa pensare.

venerdì 1 novembre 2013

C'era una volta J.K. Rowling...


J.K. Rowling è la -ormai famosissima- scrittrice di Harry Potter, che un bel giorno decide di scrivere un libro (Il richiamo del cuculo), sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Forse per verificare se il suo successo potesse essere indipendente dalla sua precedente creazione, forse perché un po' tutti sognano di avere una doppia identità, fatto è che la Rowling ci ha provato a dismettere i panni della mamma di Harry Potter.
Peccato che la maschera sia caduta troppo presto.
A rivelare la vera identità di Galbraith è stato un tweet scritto da un avvocato che evidentemente era venuto a conoscenza della notizia per motivi lavorativi.
J.K. Rowling non è stata naturalmente entusiasta di questo, sebbene siamo certi che le vendite del suo nuovo romanzo andranno a gonfie vele. Ha promesso che continuerà a pubblicare sotto pseudonimo e che il secondo capitolo di questa nuova saga è già stato scritto.
Curiosità di leggere Il richiamo del cuculo? Tranquilli: il 4 novembre sarà in libreria.


lunedì 28 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il Cacciatore di Aquiloni

Il cacciatore di aquiloni è un libro di quelli che ti entrano dentro e che porti con te per sempre. Magari dimenticherai, col passare degli anni, i nomi dei protagonisti. Ma non potrai mai scordare il fluire impetuoso dei sentimenti che quella lettura ha fatto nascere.
L’amicizia tra Amir e Hassan, così diversi eppure così vicini, sembra dover durare per sempre. Ma la vita, a volte, è più dura di quanto due bambini possano immaginare. La violenza subita da Hassan e soprattutto il senso di colpa che Amir si porterà dentro per anni per non essere riuscito a proteggere il suo amico, per non aver avuto neppure il coraggio di ammettere che la paura l’aveva immobilizzato, sono i protagonisti indiscussi di un romanzo che dà tutto lo spazio possibile ai sentimenti e agli uomini che spesso ne sono vinti.
L’umana natura viene scandagliata sapientemente dalla penna dell’autore, che non ci risparmia la terribile ipocrisia di cui tutti gli uomini sono capaci. Parole che pesano come macigni, pagina dopo pagina, su un lettore che divora la storia senza riuscire mai a saziarsi.
Dimenticate gli stereotipi, i luoghi comuni, i finali scontati. Questo romanzo vi stupirà per il realismo spesso crudo, commovente.
Seguiamo la vicenda con gli occhi di Amir. La sua vita, ora, è in America. Lontano da Kabul. Lontano da quel tragico evento che ha segnato per sempre il destino del suo migliore amico. Ma non solo. Amir vive come se qualcosa in fondo al suo cuore si fosse spezzato, una parte di lui è destinata a rivivere in eterno quel terribile momento in cui lui è rimasto impotente a guardare. E il lettore vive tutto questo disagio con estremo coinvolgimento. Non si arrende all’idea che non ci sia più nulla da fare, prosegue con la lettura, assetato di un riscatto. Che arriva quando Amir parte dall’America e torna a Kabul per ritrovare il figlio di Hassan. Il destino sta dando ad Amir una possibilità per saldare il conto col suo passato.
Kabul non è più quella che Amir ricordava. Ora è una città che piange, devastata dalla guerra. E Amir dovrà affrontare verità difficili, che riaprono vecchie ferite e ne creano di nuove. Forse ancora più profonde.
Il finale lascia al lettore il desiderio di girare ancora pagina, di vedere come finisce davvero la storia. E invece, ancora una volta, Hosseini ci stupisce per il realismo che fa da perno a tutta la storia. Dobbiamo accontentarci di questo finale, e riflettere sul fatto che ogni scelta porta con sé delle conseguenze spesso irrimediabili.

venerdì 11 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il diario di velluto cremisi


Il diario di velluto cremisi di Sarah Jio.

Una inizio come tanti, un titolo un po’ troppo lungo, un ritmo subito incalzante.
Sono questi i tratti salienti di un libro che affascina e coinvolge il lettore parola dopo parola, pagina dopo pagina. Fino alla fine. La curiosità scorre veloce attraverso una penna fluida e una storia incredibile. Di quelle che fanno battere il cuore, di quelle che si vorrebbe fossero vere. E poco importa se, alla fine, la trama si sviluppa su un intreccio inverosimile. Ciò che conta davvero, infatti, è quanto Sarah Jio –e con lei tutti i suoi fantastici personaggi- sia stata in grado di rapirci, portarci via da una quotidianità spesso troppo grigia, e farci emozionare, commuovere, sognare. Protagonista indiscusso di tutto il libro: l’amore. Quello che fa soffrire, sperare, vivere.



martedì 23 luglio 2013

I Love You

Un giorno, non so dirti quando, ci rincontreremo
Io e Te...
Tu per la strada coi dischi, la spesa,
io ancora ubriaco a un caffè.

Occhi negli occhi, diremo qualcosa sul tempo che va,
senza il coraggio di chiederci quanto è costata
la Felicità.
Non so più chi sei...

Sai, certe volte ci passo il mio tempo a invecchiare con te,
vivere per le abitudini come due inglesi all'ora del tè.

Pensare per un attimo di averti ancora,
se avessimo una vita in più,
chiamarti prima di dormire, come allora, solo per dirti una volta in più:
I Love You.

Quante domande impaurite ci siamo scambiati io e te?
Quante risposte smarrite in un attimo, senza capire il perché...
Un uomo e una donna non sanno pensare una vita a metà,
ma quando finisce davvero un amore
ancora nessuno lo sa.

Pensare per un attimo di averti ancora,
se avessimo una vita in più,
chiamarti prima di dormire, come allora, solo per dirti una volta in più:
I Love You.

Un giorno, non so dirti quando, ci rincontreremo
Io e Te...
forse ridendo davanti alle stesse parole...

domenica 26 maggio 2013

A COLPO D'OCCHIO- Il Grande Gatsby

Dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, arriva sul grande schermo l'attesissima pellicola di Baz Luhrmann. Un cast d'eccellenza, con Leonardo Di Caprio nei panni di Jay Gatsby e Carey Mulligan in quelli di Daiysi Buchanan. Ottime interpretazioni, un film che -stranamente- non delude le aspettative di chi aveva già nel cuore il romanzo.
Seguiamo l'intera vicenda attraverso i ricordi di Nick Carraway (Tobey Maguire), cugino della bella Daiysi.
Le parole di Nick ci colpiscono, si concretizzano e quasi ci piovono addosso (l'effetto 3D è davvero coinvolgente). Ci racconta -e lo racconta anche al suo psichiatra- la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e ricchissimo che nella sua meravigliosa villa a West Egg dà feste di proporzioni cosmiche, aperte a tutti: ricchi e poveri, conoscenti e persone sconosciute. Ci racconta di come la sua ambizione l'ha condotto fin lì, facendolo giungere alle vette della scala sociale. Tutto solo per un sogno: rincontrare Daiysi e riconquistarla dopo cinque anni dal loro primo incontro. La purezza del sogno di Gatsby, però, si scontrerà brutalmente con l'ipocrisia, la viltà e il mero opportunismo dei ruggenti Anni Venti americani, dove al denaro e alla comodità di una posizione sociale di rispetto si può sacrificare qualsiasi valore. Amore compreso.
Sarà così che Gatsby perderà ogni cosa (compresa la vita) sperando fino all'ultimo istante che il suo incorruttibile sentimento smuova nel profondo l'animo di Daiysi, vigliacca e fatua fino alla fine.
La storia di un amore immortale che soccombe alla pochezza umana, condotto quasi come un thriller, con rivisitazioni moderne che tuttavia nell'insieme non stonano.
Leonardo Di Caprio supera se stesso nell'interpretazione di uno dei personaggi letterari meglio riusciti in assoluto e Baz Luhrmann ci mette del suo senza tradire l'anima letterariamente profonda dell'intera trama.