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domenica 16 ottobre 2016

La strana biblioteca -Murakami Haruki

Cari lettori,
questo che sto per recensire è il primo libro che leggo di Murakami Haruki. Probabilmente non è abbastanza per comprendere lo stile di un autore, infatti mi sono ripromessa di scovarne altri per farmi un'idea più precisa.
La strana biblioteca è un racconto più che un romanzo, molto breve, molto simbolico e questa è un'edizione illustrata, molto bella.
L'atmosfera è onirica, un po' inquietante: un ragazzino entra in una biblioteca con l'intenzione di portare a casa uno o due libri da leggere e invece vi si ritrova intrappolato, imprigionato da un vecchio che vuole mangiare il suo cervello e sorvegliato da un uomo-pecora. Il rischio di non tornare mai più a casa è alto, le speranze di fuggire sono pochissime. Per fortuna compare una ragazza bellissima e sconosciuta...
Anche se l'atmosfera del libro è alquanto ansiogena, la scrittura è calma, pacata, come se raccontasse una vita banale. Probabilmente è una storia simbolica, una storia sul potere dei libri, sul potere della lettura, l'unica attività in grado di darci le chiavi per fuggire dalle nostre stesse prigioni. Dalla prigione della noia, dalla prigione dell'infelicità.
Forse non è il romanzo di Murakami che mi aspettavo, Non importa. Ritenterò. In ogni caso, questa brevissima fiaba mi ha colpita con la sua brevità e con la sua simbolicità profonda.


Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.
Foto della mia copia de La strana biblioteca.

venerdì 12 febbraio 2016

Harry Potter and the Cursed Child

Pensavate di aver letto ormai tutto quello che c'era da leggere sulla saga di Harry Potter? Sbagliato.
Vi manca l'ultimo libro della saga. No, non Harry Potter e i doni della morte. Si intitola Harry Potter e il bambino maledetto, e uscirà nelle librerie (inglesi) il 31 luglio 2016. In realtà, questo è il titolo di una sceneggiatura teatrale di Jack Thorne, che ambienta la vicenda 19 anni dopo i doni della morte e racconta la vita di Albus Severus Potter, l'ultimo figlio di Harry e Ginny.
Anche l'ottavo capitolo della serie sembra incentrato su questo personaggio, ma c'è una grande novità, che non manca di lasciarmi perplessa: Harry Potter and the Crused Child è scritto a quattro mani, dalla Rowling e da John Tiffany, direttore dello spettacolo teatrale.
Voi cosa ne pensate? Siete impazienti di leggere il seguito di una delle saghe più amate degli ultimi tempi?
A dire il vero, io non lo so. Certo, come tutti gli harrypotteriani, mi manca la magia di quei libri. tuttavia, questa mi sembra piuttosto una trovata pubblicitaria, un business. Ho paura che sia un deludente ibrido, un tentativo di proseguire una storia che aveva già un bellissimo finale con il settimo volume. Spero di essere smentita.
 

giovedì 12 marzo 2015

Quattro chiacchiere con l'autore -Intervista a Roberto Alba


Cari lettori, come ho promesso qualche giorno fa, ho intervistato Roberto Alba, lo scrittore di cui ho recensito il libro L'estate di Ulisse Mele.
Spero che l'intervista risponda anche alle vostre curiosità. Io sono rimasta molto soddisfatta.

 
 
  • Domanda: Ci sono autori che iniziano a scrivere avendo in mente tutta la trama fin dall’inizio, altri che, invece, creano solo i personaggi e poi si fanno guidare da essi. Tu che autore sei? Com’è nato il noir L’estate di Ulisse Mele?
Risposta: Appartengo alla seconda generazione. Costruisco una storia nella mia testa e quando il finale mi soddisfa inizio a scrivere, ma tutto può cambiare in corso d'opera. I personaggi spesso hanno una loro vita e compiono azioni che mi sorprendono.
Ulisse è nato un po' per caso, era un racconto breve. La sua forza sta nel non aver voluto rimanere confinato in poche pagine. Allora ho visto la sua casa, ho visto la sua storia, e ancora adesso mi supplica di continuare...
  • Dal manoscritto al libro: è questa una delle fasi più interessanti del percorso editoriale di un’opera: L’estate di Ulisse Mele quale iter ha seguito? Ti sei rivolto ad un agente letterario oppure direttamente agli editori?
Ulisse ha vinto la terza edizione del premio letterario IoScrittore del gruppo editoriale Gems con il titolo “Ulisse senza stelle”. Purtroppo volevano relegarlo a una pubblicazione solo digitale e ho rifiutato. Ho inviato il manoscritto alla Mondadori e ho avuto la fortuna di incontrare Lara Giorgelli editor Piemme. Ulisse deve averle toccato il cuore. Il resto è la mia felicità sugli scalfali in libreria.
 
  • Che rapporto c’è tra te e Ulisse, il piccolo protagonista del tuo libro?

Non sono sicuro ma credo mi assomigli. In effetti molte cose che racconta sono vere... o forse no! Non confesserò mai.
 
  • Il finale: tu sai qualcosa che il lettore non sa? (Attento, potrei cercare di estorcerti il nome del colpevole! Ahahah!)
 
No, nel romanzo c'è tutto quello che serve per capire chi è il colpevole. Non ho nascosto niente. Per chi ha letto il romanzo voglio ricordare un dettaglio... forse è meglio di no. Allora Un suggerimento: il capitolo dell'interrogatorio è di fondamentale importanza.
 
[Ragazzi, corro a rileggermi il capitolo!!!]
  •  Quali sono i tuoi progetti per il futuro in relazione al mondo della scrittura?
Spero esca entro l'anno il mio nuovo romanzo. Una storia fuori dal tempo, sempre ambientata in Sardegna. Riscalderà i cuori dei valorosi e non dico altro! Per il resto mi godo il bel momento e la Menzione speciale al premio Alziator e chissà che Ulisse non mi convinca a continuare la storia...

Noi speriamo di poter leggere presto un'altra storia raccontata da Ulisse.

Ringrazio sinceramente Roberto, che è stato disponibile a rispondere a questa intervista e l'ha fatto nel migliore dei modi.
 

giovedì 26 giugno 2014

L'italiano

Cari lettori,
ieri non è stato facile evitare le notizie sui mondiali di calcio, né sulla sconfitta dell'Italia e tutte le reazioni che si sono succedute. Si è parlato tanto (forse troppo?) del Tweet di Balotelli, così, incuriosita, sono andata a leggerlo.
Nulla da dire sul messaggio che il calciatore ha voluto mandare, ma mi sono inevitabilmente balzati all'occhio gli errori ortografici. Lo so, sono fissata con queste cose. Ahimè, non riesco a correggermi. Così ho pensato di dedicare questo post alla riscrittura grammaticalmente corretta dell'ormai celebre Tweet.

Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano. L' ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste, arrabbiato, deluso con (deluso da) me stesso. Si (il affermativo vuole la ì accentata, altrimenti è un si riflessivo) magari potevo fare gol con la Costa Rica, avete ragione, ma poi? Qual è (non Qual'è!) il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) quindi cercate un'altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro "fratello". MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti.
VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più.
VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero?
 
 
Ecco, ora il Tweet di Balo è a posto anche grammaticalmente.
-Fine della mia mania correttiva.-

martedì 10 giugno 2014

Cinque libri per l'estate

D'estate, generalmente, leggiamo di più rispetto alla stagione invernale. Un po' perché il caldo rende necessaria una pausa più lunga del solito (magari di fronte a un bel ventilatore) o rende più difficoltoso prendere sonno di notte, un po' perché molti di noi hanno più tempo libero, in queste giornate che sembrano non finire mai.
Allora dedico questo post a cinque libri che, in un modo o nell'altro, mi sembrano perfetti per questa stagione!

  • Come gocce di sale e di vento, di Sullivan J. Courtney. Diverse generazioni di donne, tutte con vite distanti anni luce l'una dall'altra. Ma tutte facenti parte della stessa famiglia, e legate in un modo o nell'altro ad una vecchia casa vicino al mare, dove vive Alice, capostipite della famiglia. Alice le tiene tutte unite le donne di casa Kelleher, ma nessuna di loro conosce il pesante segreto che si porta dentro da trent'anni.
Un libro denso di sentimenti, ma anche di avvenimenti. Una storia che parla d'amore, nel senso più ampio del termine. Si legge con facilità, pagina dopo pagina, con la curiosità di capire, di scoprire...
  • Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro. Ruth, Kathy e Tommy passano la loro adolescenza in un college inglese, dove vengono istruiti ed educati da insegnanti amorevoli ma severi. Per tutta la vita gli viene detto continuamente che loro, tutti i ragazzi del collegio, sono speciali. Ma qual è il loro destino? E perché sembra quasi vietato per loro pensare ad un futuro vero?
Un libro che definirei fantascientifico per via del tema trattato (quello dei cloni destinati esclusivamente all'espianto di organi a beneficio umano), ma in cui la narrazione è condotta con una sensibilità in cui si scorge soprattutto il lato umano dei protagonisti. Malinconico, ma molto intenso.
  • Un posto nel mondo, di Fabio Volo. Michele e Federico sono due amici inseparabili, che sembra vogliano rimanere in eterno adolescenti. Ma non è così. Federico, stanco di una vita sempre in folle, decide di partire per un viaggio, non alla scoperta del mondo, bensì alla ricerca del suo posto nel mondo, del suo senso della vita. E, in un modo o nell'altro, anche Michele verrà coinvolto in questo percorso.
Questo è stato il primo libro di Fabio Volo che ho letto. Come sempre, Fabio Volo scrive di personaggi veri, di storie comuni. E lo fa con una schiettezza che ce li fa apparire reali. Vicini a noi. Un libro che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché la vita è fatta proprio così: ci sono le cadute, ma poi uno si rialza. E guarda avanti.
  • Estasi culinarie, di Muriel Barbery. Dall'autrice di L'eleganza del riccio, ecco un altro romanzo (stavolta breve) destinato a stupire. Monsieur Arthens, il critico gastronomico numero uno al mondo, è in punto di morte. Ma, prima di morire, vuole assolutamente ricordare qual è quel sapore che ora gli sfugge e che l'ha mandato in estasi. Così ripercorre tutta la sua vita di critico gastronomico, cercando di riportare alla mente tutti i sapori che ha incontrato. Prendono la parola anche molte persone che hanno avuto a che fare con lui, uomo arrogante e prepotente.
Un libro eccentrico e divertente, unico nel suo genere. Devo ammettere che, per ora, non sono riuscita a terminare L'eleganza del riccio, e mi sono approcciata a questo libro con diffidenza. Mi ha divertito tantissimo. Una squisita indagine alla scoperta dei sapori.
  • Se una notte d'inverno un viaggiatore, di Italo Calvino. I libri di Calvino non hanno bisogno di lunghe presentazioni. Questa è la storia di un lettore che si appresta a leggere un libro, ma la cui lettura viene ripetutamente interrotta e deve necessariamente proseguire all'interno di un libro che non contiene più la storia di partenza. Un romanzo singolare, un perfetto esempio di mise en abyme*, tutto sul piacere della lettura.

*Mise en abyme: tecnica narrativa in cui la storia narrata contiene al suo interno una copia in miniatura della storia stessa. Per esempio quando in un romanzo giallo si ritrova un personaggio che è uno scrittore che sta scrivendo proprio quel romanzo giallo, e così via.

venerdì 18 aprile 2014

Addio, scrittore visionario


C'era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.



Muore un grande scrittore e, come sempre in questi casi, il web si mobilita per ricordarlo in qualche modo. Proliferano biografie e notizie con titoli, date, anniversari vari.
Tutto questo, se vi interessa, potete cercarvelo in un'enciclopedia o in un libro di letteratura. Io qui vi scrivo soltanto quella che è stata la mia esperienza con questo autore visionario.
Ho letto Cent'anni di solitudine -per tanti il suo massimo capolavoro- e devo ammettere che non l'ho capito. Ma proprio per nulla.
Ma, in effetti, non è questo l'effetto che fanno i geni in un primo momento? Non li si capisce inizialmente.
Così io, in questo piccolo post che dedico a Gabriel Garcia Marquez, vi lascio due frasi scaturite dalla sua magica penna. Due frasi che toccano il cuore. Anche se può capitare di non comprenderle fino in fondo. Con l'arte, talvolta è così: si può solo restare ad ammirarne la grandezza.

Aveva sentito dire che la gente non muore quando deve, ma quado vuole.
Gabriel Garcia Marquez

domenica 6 aprile 2014

Riflessioni sulla Scuola Holden

Immaginate di compiere un viaggio di due anni nella terra della narrazione. Narrare. E farlo in tutti i modi possibili.
Questo è quello che propone la Scuola Holden, di cui è preside l'ormai celebre Alessandro Baricco. Amata e odiata da molti. C'è chi la vede come la possibilità di accesso ad un mondo magico e chi, invece, ne contesta l'utilità: il talento non si insegna. Certo, è vero. Ma si può allenare. Così ribatte Baricco a chi critica la sua scuola.
Scrivere è un mestiere. Pertanto, si può insegnare.
Ma dalla Scuola Holden non usciranno soltanto scrittori. Qui vengono formati narratori: autori di teatro, sceneggiatori, disegnatori di fumetti, attori...chi più ne ha più ne metta.
Senza dubbio una proposta affascinante.
 
Però mi resta un dubbio: sognare è bello, ma quali prospettive concrete offre questa scuola, una volta ottenuto il diploma? Qualcuno di voi ha esperienze a riguardo? Mi piacerebbe saperne di più. Magari anche per decidere se vale la pena di intraprendere questo viaggio. 

domenica 9 febbraio 2014

Libri per ragazzi: Francesca Ruggiu Traversi

Cari lettori,

oggi parliamo di libri per ragazzi.

 
 
La passione per la lettura, il più delle volte, è un qualcosa che nasce spontaneamente. Però è anche vero che chi ben comincia è a metà dell'opera. Per questo motivo credo che sia molto importante che le prime esperienze di un lettore si rivelino coinvolgenti e positive. Ed è proprio qui che si comprende l'importanza dei libri per ragazzi. Se un bambino incontrerà fin dall'inizio dei buoni libri, state certi che non abbandonerà più la lettura.
I libri per ragazzi sono un'infinità e qui oggi vi voglio presentare quelli di Francesca Ruggiu Traversi. Perché? Perché, prossimamente, proprio io vi offrirò un'intervista a questa splendida scrittrice all'interno del mio blog. Mi raccomando, non potete perderla!
  • Chi è Francesca Ruggiu Traversi.
Nata a Verbania, Francesca, dopo aver compiuto studi classici, si è laureata in Giurisprudenza. Ora scrive libri per ragazzi (pubblicati da Einaudi) e presta la sua voce per ADOV, un'associazione che si occupa di registrare libri per persone non vedenti. Ama i gatti, la musica e lo yoga.
  • Le opere.
Il suo primo libro è Il mistero del gatto d'oro, pubblicato da Einaudi nel 2007. Gli animali del bosco vi trasporteranno in un'avventura mozzafiato, tenendovi con il fiato sospeso fino alla fine.
Successivamente ha pubblicato Mostri & Mostri (una serie composta da diversi libri), Le avventure di Tommy Scuro, Il campeggio delle streghe e Il principe Mirtillo.
Personaggi sempre diversi, storie sempre nuove, una fantasia che sembra non conoscere confini. Questi gli ingredienti dei libri per ragazzi di Francesca Ruggiu Traversi, adatti ad incantare bambini e ragazzi di tutte le età.
 
Che aspettate? Correte in libreria! E non perdete di vista ilparoliere: a breve, l'intervista con l'autrice Francesca Ruggiu Traversi.
 
 

sabato 25 gennaio 2014

Pillole di vita altrui

Spesso mi ritrovo a riflettere su come oggi sia diventato sempre più difficile esprimere per davvero se stessi e di quanto, invece, sia facile fingere di essere ciò che non si è.
Pensate a quante persone ogni giorno pubblicano citazioni e aforismi sui social-network, come status personale o in risposta a stati personali di altre persone.
Quanto tempo sprecato a caricare sul web pensieri altrui, a simboleggiare la nostra vita in pillole di facile consumo.
Schopenhauer, Oscar Wilde, Bukowski i più gettonati. E chi più ne ha più ne metta. Siamo diventati tutti grandi filosofi e grandi letterati con questo FB! Poi, magari, la maggior parte delle persone non sanno neppure da dove vengono fuori le citazioni che sbandierano in questo mondo virtuale.
Spesso mi capita di vedere dediche stratosferiche fra fidanzatini, in un botta e risposta ridicolo di citazioni e aforismi di ogni sorta. E mi chiedo cosa ci sia di bello a parlare con le parole di un altro. Non dico ogni tanto (ogni tanto, infatti, a chiunque capita di rispecchiarsi in una frase celebre, per carità). Ma sempre... E mi chiedo cosa ci sia di bello nel nutrirsi continuamente con queste pillole di saggezza.
Pillole di vita altrui.
Quanto sarebbe più genuino cercare le parole dentro se stessi. Oppure, almeno qualche volta, stare zitti.


venerdì 1 novembre 2013

C'era una volta J.K. Rowling...


J.K. Rowling è la -ormai famosissima- scrittrice di Harry Potter, che un bel giorno decide di scrivere un libro (Il richiamo del cuculo), sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Forse per verificare se il suo successo potesse essere indipendente dalla sua precedente creazione, forse perché un po' tutti sognano di avere una doppia identità, fatto è che la Rowling ci ha provato a dismettere i panni della mamma di Harry Potter.
Peccato che la maschera sia caduta troppo presto.
A rivelare la vera identità di Galbraith è stato un tweet scritto da un avvocato che evidentemente era venuto a conoscenza della notizia per motivi lavorativi.
J.K. Rowling non è stata naturalmente entusiasta di questo, sebbene siamo certi che le vendite del suo nuovo romanzo andranno a gonfie vele. Ha promesso che continuerà a pubblicare sotto pseudonimo e che il secondo capitolo di questa nuova saga è già stato scritto.
Curiosità di leggere Il richiamo del cuculo? Tranquilli: il 4 novembre sarà in libreria.


lunedì 28 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il Cacciatore di Aquiloni

Il cacciatore di aquiloni è un libro di quelli che ti entrano dentro e che porti con te per sempre. Magari dimenticherai, col passare degli anni, i nomi dei protagonisti. Ma non potrai mai scordare il fluire impetuoso dei sentimenti che quella lettura ha fatto nascere.
L’amicizia tra Amir e Hassan, così diversi eppure così vicini, sembra dover durare per sempre. Ma la vita, a volte, è più dura di quanto due bambini possano immaginare. La violenza subita da Hassan e soprattutto il senso di colpa che Amir si porterà dentro per anni per non essere riuscito a proteggere il suo amico, per non aver avuto neppure il coraggio di ammettere che la paura l’aveva immobilizzato, sono i protagonisti indiscussi di un romanzo che dà tutto lo spazio possibile ai sentimenti e agli uomini che spesso ne sono vinti.
L’umana natura viene scandagliata sapientemente dalla penna dell’autore, che non ci risparmia la terribile ipocrisia di cui tutti gli uomini sono capaci. Parole che pesano come macigni, pagina dopo pagina, su un lettore che divora la storia senza riuscire mai a saziarsi.
Dimenticate gli stereotipi, i luoghi comuni, i finali scontati. Questo romanzo vi stupirà per il realismo spesso crudo, commovente.
Seguiamo la vicenda con gli occhi di Amir. La sua vita, ora, è in America. Lontano da Kabul. Lontano da quel tragico evento che ha segnato per sempre il destino del suo migliore amico. Ma non solo. Amir vive come se qualcosa in fondo al suo cuore si fosse spezzato, una parte di lui è destinata a rivivere in eterno quel terribile momento in cui lui è rimasto impotente a guardare. E il lettore vive tutto questo disagio con estremo coinvolgimento. Non si arrende all’idea che non ci sia più nulla da fare, prosegue con la lettura, assetato di un riscatto. Che arriva quando Amir parte dall’America e torna a Kabul per ritrovare il figlio di Hassan. Il destino sta dando ad Amir una possibilità per saldare il conto col suo passato.
Kabul non è più quella che Amir ricordava. Ora è una città che piange, devastata dalla guerra. E Amir dovrà affrontare verità difficili, che riaprono vecchie ferite e ne creano di nuove. Forse ancora più profonde.
Il finale lascia al lettore il desiderio di girare ancora pagina, di vedere come finisce davvero la storia. E invece, ancora una volta, Hosseini ci stupisce per il realismo che fa da perno a tutta la storia. Dobbiamo accontentarci di questo finale, e riflettere sul fatto che ogni scelta porta con sé delle conseguenze spesso irrimediabili.

venerdì 11 ottobre 2013

A COLPO D'OCCHIO -Il diario di velluto cremisi


Il diario di velluto cremisi di Sarah Jio.

Una inizio come tanti, un titolo un po’ troppo lungo, un ritmo subito incalzante.
Sono questi i tratti salienti di un libro che affascina e coinvolge il lettore parola dopo parola, pagina dopo pagina. Fino alla fine. La curiosità scorre veloce attraverso una penna fluida e una storia incredibile. Di quelle che fanno battere il cuore, di quelle che si vorrebbe fossero vere. E poco importa se, alla fine, la trama si sviluppa su un intreccio inverosimile. Ciò che conta davvero, infatti, è quanto Sarah Jio –e con lei tutti i suoi fantastici personaggi- sia stata in grado di rapirci, portarci via da una quotidianità spesso troppo grigia, e farci emozionare, commuovere, sognare. Protagonista indiscusso di tutto il libro: l’amore. Quello che fa soffrire, sperare, vivere.



domenica 26 maggio 2013

A COLPO D'OCCHIO- Il Grande Gatsby

Dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, arriva sul grande schermo l'attesissima pellicola di Baz Luhrmann. Un cast d'eccellenza, con Leonardo Di Caprio nei panni di Jay Gatsby e Carey Mulligan in quelli di Daiysi Buchanan. Ottime interpretazioni, un film che -stranamente- non delude le aspettative di chi aveva già nel cuore il romanzo.
Seguiamo l'intera vicenda attraverso i ricordi di Nick Carraway (Tobey Maguire), cugino della bella Daiysi.
Le parole di Nick ci colpiscono, si concretizzano e quasi ci piovono addosso (l'effetto 3D è davvero coinvolgente). Ci racconta -e lo racconta anche al suo psichiatra- la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e ricchissimo che nella sua meravigliosa villa a West Egg dà feste di proporzioni cosmiche, aperte a tutti: ricchi e poveri, conoscenti e persone sconosciute. Ci racconta di come la sua ambizione l'ha condotto fin lì, facendolo giungere alle vette della scala sociale. Tutto solo per un sogno: rincontrare Daiysi e riconquistarla dopo cinque anni dal loro primo incontro. La purezza del sogno di Gatsby, però, si scontrerà brutalmente con l'ipocrisia, la viltà e il mero opportunismo dei ruggenti Anni Venti americani, dove al denaro e alla comodità di una posizione sociale di rispetto si può sacrificare qualsiasi valore. Amore compreso.
Sarà così che Gatsby perderà ogni cosa (compresa la vita) sperando fino all'ultimo istante che il suo incorruttibile sentimento smuova nel profondo l'animo di Daiysi, vigliacca e fatua fino alla fine.
La storia di un amore immortale che soccombe alla pochezza umana, condotto quasi come un thriller, con rivisitazioni moderne che tuttavia nell'insieme non stonano.
Leonardo Di Caprio supera se stesso nell'interpretazione di uno dei personaggi letterari meglio riusciti in assoluto e Baz Luhrmann ci mette del suo senza tradire l'anima letterariamente profonda dell'intera trama.

martedì 21 maggio 2013

Leggete, leggete e ancora leggete


Cari lettori, questo post è dedicato a tutti quelli che seguono il mio blog e che seguono ciò che scrivo anche fuori da qui.
Vi segnalo due miei nuovi articoli.



Vi sarete accorti che si tratta di argomenti prettamente femminili! Eheh! Ragazzi, un po' di pazienza...magari l'articolo sulle meches potrebbe interessarvi, se siete intenzionati a dare luce alla vostra capigliatura!
Il sito è frizzante e vitale, sempre aggiornato sulle nuove tendenze. Non perdetelo d'occhio se siete fashioniste convinte!
http://www.beautyestyle.it

Alla prossima.