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domenica 16 ottobre 2016

La strana biblioteca -Murakami Haruki

Cari lettori,
questo che sto per recensire è il primo libro che leggo di Murakami Haruki. Probabilmente non è abbastanza per comprendere lo stile di un autore, infatti mi sono ripromessa di scovarne altri per farmi un'idea più precisa.
La strana biblioteca è un racconto più che un romanzo, molto breve, molto simbolico e questa è un'edizione illustrata, molto bella.
L'atmosfera è onirica, un po' inquietante: un ragazzino entra in una biblioteca con l'intenzione di portare a casa uno o due libri da leggere e invece vi si ritrova intrappolato, imprigionato da un vecchio che vuole mangiare il suo cervello e sorvegliato da un uomo-pecora. Il rischio di non tornare mai più a casa è alto, le speranze di fuggire sono pochissime. Per fortuna compare una ragazza bellissima e sconosciuta...
Anche se l'atmosfera del libro è alquanto ansiogena, la scrittura è calma, pacata, come se raccontasse una vita banale. Probabilmente è una storia simbolica, una storia sul potere dei libri, sul potere della lettura, l'unica attività in grado di darci le chiavi per fuggire dalle nostre stesse prigioni. Dalla prigione della noia, dalla prigione dell'infelicità.
Forse non è il romanzo di Murakami che mi aspettavo, Non importa. Ritenterò. In ogni caso, questa brevissima fiaba mi ha colpita con la sua brevità e con la sua simbolicità profonda.


Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.
Foto della mia copia de La strana biblioteca.

lunedì 10 ottobre 2016

I misteri di Chalk Hill -Recensione

Cari lettori,
oggi vi parlo di un libro che ho letto quest'estate e che mi è piaciuto molto. Si intitola I misteri di Chalk Hill e l'ho acquistato a pochi centesimi perché era l' offerta del giorno sul mio Kindle. Si tratta di un romanzo di Susanne Goga che sul sito Giunti viene classificato come storico. Io direi piuttosto che si tratta di un mistery ambientato alla fine dell'Ottocento in Inghilterra.
L'atmosfera è fin da subito molto intrigante e ricorda un po' Cime Tempestose un po' Giro di vite, quando una giovane istitutrice tedesca -Charlotte- abbandona la sua terra per recarsi a lavorare presso una ricca famiglia inglese, appunto come insegnante privata della bambina di Chalk Hill, Emily.
Copertina del libro vista sul mio Kindle
Fin dal suo arrivo in terra straniera, Charlotte si accorge di come gli inglesi siano inclini allo spiritismo: siamo negli anni in cui dilagano a macchia d'olio pratiche come sedute spiritiche e contatti con l'aldilà attraverso medium o presunti tali. L'istitutrice è molto scettica riguardo questi argomenti, ma ben presto si troverà coinvolta in eventi tali da scardinare tutte le sue certezze. Emily, infatti, bambina intelligente e affettuosa, brillante e diligente, ha da poco perso sua madre in circostanze misteriose di cui nessuno vuole parlare. La morte di Lady Ellen sembra essere un tabù. Fino a che Emily non inizia a vedere e parlare con la madre morta, mettendo a repentaglio la propria vita. A questo punto bisogna indagare, non è più possibile tacere sui terribili eventi che portarono alla morte di Lady Ellen. E Charlotte, con l'aiuto di un affascinante giornalista che collabora con un ente parascientifico che si occupa di casi al limite fra normale e paranormale, romperà il muro del silenzio che avvolge Chalk Hill.
La trama è ben congegnata, con un finale che forse è un po' prevedibile ma che comunque non stona nell'insieme. I personaggi sono tutti molto interessanti, anche se trovo fuorviante l'indicazione nella trama che marca fin troppo la componente romantica del libro. Non vi è quasi nulla della storia d'amore fra Charlotte e il giornalista che la aiuta nelle indagini. Sicuramente si intuisce un possibile sviluppo, ma il libro resta incentrato sulla vicenda del fantasma di Lady Ellen. Bellissime le descrizioni dei luoghi e le atmosfere create, che conferiscono quel giusto brivido che ben si addice alle storie di fantasmi.
Un libro che, dovessi tornare indietro, ricomprerei sicuramente.

lunedì 9 maggio 2016

La via del male di Robert Galbraith: tra un mese in libreria.

Cari lettori,
se anche voi, come me, amate Robert Galbraith (pseudonimo di JK Rowling), sarete felici di sapere che fra un mese esatto uscirà il suo nuovo romanzo.
Si intitola La via del male, è edito da Salani come i precedenti due romanzi ed è la terza indagine del detective Cormoran Strike.
Non vedo l'ora che arrivi il 9 giugno! Ho letto di filato i precedenti romanzi di Galbraith e non vedevo l'ora che ne uscisse uno nuovo. D'altra parte, chi ha letto Il baco da seta e Il richiamo del cuculo sa che l'inconfondibile stile della Rowling è tutto lì, in quelle righe.
Volete leggere la trama?

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo... La via del male è il terzo libro della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott.

venerdì 12 febbraio 2016

Harry Potter and the Cursed Child

Pensavate di aver letto ormai tutto quello che c'era da leggere sulla saga di Harry Potter? Sbagliato.
Vi manca l'ultimo libro della saga. No, non Harry Potter e i doni della morte. Si intitola Harry Potter e il bambino maledetto, e uscirà nelle librerie (inglesi) il 31 luglio 2016. In realtà, questo è il titolo di una sceneggiatura teatrale di Jack Thorne, che ambienta la vicenda 19 anni dopo i doni della morte e racconta la vita di Albus Severus Potter, l'ultimo figlio di Harry e Ginny.
Anche l'ottavo capitolo della serie sembra incentrato su questo personaggio, ma c'è una grande novità, che non manca di lasciarmi perplessa: Harry Potter and the Crused Child è scritto a quattro mani, dalla Rowling e da John Tiffany, direttore dello spettacolo teatrale.
Voi cosa ne pensate? Siete impazienti di leggere il seguito di una delle saghe più amate degli ultimi tempi?
A dire il vero, io non lo so. Certo, come tutti gli harrypotteriani, mi manca la magia di quei libri. tuttavia, questa mi sembra piuttosto una trovata pubblicitaria, un business. Ho paura che sia un deludente ibrido, un tentativo di proseguire una storia che aveva già un bellissimo finale con il settimo volume. Spero di essere smentita.
 

domenica 7 febbraio 2016

Piccoli Brividi

Cari lettori,
da poco ho visto che sta per uscire al cinema (o forse è già uscito) un film ispirato alla famosissima serie Piccoli Brividi di R. L. Stine.
Mi sono tornate in mente le estati passate a leggere questi libri per ragazzi, senza riuscire a staccare gli occhi dalle pagine con quel profilo verde così accattivante. Ne ho letti tantissimi e ancora li conservo tutti.
Era una vera e propria droga per me. E adoravo il fatto che il finale fosse sempre aperto, che non ci fosse mai il lieto fine.
Avevo contagiato anche mia madre nella lettura di questi piccoli horror.
E voi che esperienza avete con i Piccoli Brividi? Li avete mai letti?
Vi mostro parte della mia collezione. Li custodisco con estrema cura.

Una parte della mia collezione

martedì 14 luglio 2015

A COLPO D'OCCHIO -Verrà il vento e ti parlerà di me

Cari lettori, nel post precedente vi parlavo delle mie impressioni riguardo il libro Verrà il vento e ti parlerà di me, di Francesca Barra.
 
La storia è raccontata da due voci che si rincorrono, quella di nonna Teresa, estremamente legata alla sua terra, e quella di Caterina, la nipote che, invece, non vede l'ora di partire a Roma a studiare. A legarle, anche oltre la morte, un quaderno in cui Caterina annota tutte le ricette tradizionali della nonna e anche i suoi più cari ricordi ad esse legati. Ma non solo. Teresa vede in Caterina la sua erede. E alla giovane ragazza toccherà compiere scelte importanti. Saprà seguire il volere di sua nonna senza rinunciare a se stessa?
 
Oggi l'ho terminato e vorrei condividere con voi la mia impressione.
Con una parola potrei dire delusa, nel senso che questo libro inizia alla grande e poi si perde. La storia, nell'incipit, sembra decisamente più articolata di come poi effettivamente si evolva. Crea tante aspettative nei primi capitoli, poi la tensione va via via scemando e la trama perde corpo. Il finale è un po' troppo frettoloso e anche i capitoli in cui la parola viene data alla nonna Teresa (che restano comunque i migliori) si fanno sempre meno interessanti. Gli aneddoti raccontati partono con una grande carica emotiva, raccontano i fatti salienti della vita della donna, poi, però, sembra che la vita di Teresa si riduca a qualcosa di noioso e poco coinvolgente.
 
Ovviamente non è un libro che sconsiglio. Si tratta comunque di una lettura molto piacevole. Tuttavia mi aspettavo qualcosa di più. Peccato.

mercoledì 8 luglio 2015

Verrà il vento e ti parlerà di me -in lettura...

Cari lettori,
l'altro giorno mi aggiravo curiosa fra gli scaffali della libreria virtuale del mio Kindle, cercando qualcosa da leggere.
Dal momento che divoro libri più o meno come il mio gatto divora crocchelle, ho deciso di dare un'occhiata all'Offerta del Giorno, giusto per non spendere tutti i soldi di cui dispongo.
Così mi sono imbattuta in Verrà il vento e ti parlerà di me, di Francesca Barra. La trama mi sembrava interessante, le recensioni erano positive, il titolo prometteva bene. Indi per cui poscia, l'ho comprato.
 
Ho subito iniziato a leggerlo e ancora ce l'ho in lettura. Devo dire che, per ora, è esattamente il libro che avevo voglia di leggere.
La storia di Teresa e quella di sua nipote Caterina si alternano e si incrociano, in un periodare fluido che ha il sapore delle storie antiche, delle tradizioni, del legame con la propria terra natia.
Caterina ha appena abbandonato il suo paesino per andare a studiare a Roma. Porta con sé il quaderno delle ricette di sua nonna, compilato meticolosamente nei mesi estivi. Caterina è emozionata all'idea di essersi buttata in una nuova avventura, lontana da casa. Sua nonna Teresa, invece, fin da bambina sapeva che dalla Basilicata non se ne sarebbe mai voluta andare. E la sua più grande avventura, ha deciso di viverla proprio lì, nel luogo in cui è nata.
Magia, sentimenti, ma anche ottime ricette si avvicendano fin dalle prime pagine.
Per ora il libro mi sta appassionando molto, vedremo se proseguirà così.
Qualcuno di voi l'ha letto? Se volete, fatemi sapere la vostra!

lunedì 6 luglio 2015

Riflessioni di una lettrice

Cari lettori,
forse avrete letto il mio post dedicato alle letture estive.
Come tutti i programmi che si rispettino, che il più delle volte sono fatti per essere smentiti, anche questo ha immediatamente subito delle inevitabili modifiche.
Ho terminato in pochissimo tempo Il baco da seta, che non ha deluso le mie aspettative. Uno dei libri più appassionanti del mio ultimo periodo. Consigliatissimo a chi ama il genere noir.
Ho poi iniziato a leggere L'amore è...un libro di ricette, per scoprire in meno di tre minuti che si tratta semplicemente di un libro di ricette, appunto. Forse quelle che vengono citate nel precedente L'amore è...un bacio di dama. Da verificare.
Allora mi sono lanciata su un libro che da tempo era fra i miei obiettivi: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda. Una storia dolcissima, quasi una poesia.
Zorba, un gatto nero grande e grosso, mentre i padroni sono in vacanza, soccorre una gabbiana che, colpita dalla peste nera dei mari (un'ondata di petrolio le ha coperto interamente il corpo), prima di morire vuole deporre il suo uovo. Ed è così che Zorba si ritrova a promettere alla gabbiana che si prenderà cura dell'uovo e della creatura, e le insegnerà a volare.
Ve lo immaginate un gattone grasso e grosso che cova un piccolo uovo di gabbiano?
Zorba farà così da mamma alla piccola gabbianella e, con l'aiuto degli altri gatti del porto e di uno scrittore un po' visionario, insegnerà alla piccola Fortunata (questo il nome che i gatti danno alla gabbianella) che
Vola solo chi osa farlo.

martedì 23 giugno 2015

Le (mie) letture estive

Cari lettori,
l'estate è ormai arrivata.
Come molti di voi, anche io collego questa stagione principalmente a poche e semplici parole:
Estate - Caldo
Caldo - Spiaggia
Spiaggia - Relax
Relax - Letture

In genere non amo programmare le letture a lungo termine. Mi piace seguire il mio istinto di lettrice e scegliere al massimo due libri per volta.
Questa volta, però, ho alcuni titoli che mi frullano in testa da un po' e ho deciso che saranno le mie letture estive.
  • Il baco da seta, Robert Galbraith. Questo libro è in cima alla lista perché, in verità, è già in lettura. Sicuramente tanti di voi già sanno che questo romanzo nasce dalla penna della mitica J. K. Rowling. Non è difficile riconoscerne lo stile inconfondibile. Vi assicuro che lo sto divorando. Si tratta di un giallo/thriller, che ha come protagonista il detective Cormoran Strike, come ne Il richiamo del cuculo. Qui Strike avrà a che fare con un delitto commesso nel mondo insidioso dell'editoria londinese. Un delitto, quasi un rituale macabro. Come sempre, i personaggi sono credibili e stanno subito simpatici, anche per i loro difetti. E la suspance non manca.
  • L'amore è... un libro di ricette, Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti. Lo ammetto: questo libro è già nel mio Kindle, e aspetta soltanto di essere letto. Mi incuriosisce sin dal titolo, perché coniuga amore e cucina, due ingredienti letterari che destano sempre il mio interesse. D'estete servono letture così: ironiche, leggere, spensierate. Sarà davvero così questo libro? Lo scoprirò solo leggendo.
  • Qualsiasi libro di Clara Sanchez. Qualcuno di voi ha qualcosa da consigliarmi? Da molto tempo ormai ho il desiderio di leggere un libro di questa autrice. Sono sicura che questa sarà la volta buona.
  • La sciamana, Olga Kharitidi. Forse già altre volte ve l'ho nominato. Una giovane psichiatra russa decide di abbandonare il suo paese e, con esso, tutti i fondamenti della scienza occidentale che ha sempre studiato. Si avvia così verso l'Oriente, verso lo sciamanesimo, in un viaggio iniziatico alla scoperta dei propri poteri psichici. Lo cerco da un sacco di tempo. Poi, per un motivo o per un altro, lascio sempre perdere. Stavolta devo farcela!
  • Cleo, Helen Brown. Un gatto, un semplice gatto, insegnerà ad un'intera famiglia che anche dietro l'angolo più buio può brillare la felicità. Se non è adatto a me questo...
E le vostre letture estive, invece, quali saranno?
 
 
 

venerdì 5 giugno 2015

La villa in cui nacque la leggenda

Cari lettori,
riconoscete la villa della foto?

Si tratta di una costruzione di 460 mq, situata a Great Neck Estates (Long Island, New York). Una abitazione modesta negli anni Venti, quando F. Scott Fitzgerald ci abitava con sua moglie Zelda.
Fitzgerald, in un piccolo studio ricavato sopra il garage, guardava l'opulenza delle sfarzose ville circostanti e dava vita ad un personaggio destinato a diventare una leggenda: Jay Gatsby.
Questa villa, che oggi possiede una sala per la musica, numerosi camini, sette stanze da letto e sei bagni -fra le altre cose-, ha visto animarsi le proprie stanze con feste di dimensioni stratosferiche, in cui neppure i padroni di casa rispondevano più di se stessi. Feste che di sicuro hanno ispirato quelle del libro Il grande Gatsby, feste in cui agli ospiti veniva detto chiaramente che "ai visitatori è richiesto di non sfondare le porte in cerca di alcolici, anche quando sono stati autorizzati a farlo dai padroni di casa". Eh già, proprio  così recitava un esplicito cartello.
Chissà che sensazione farebbe vivere in una casa del genere. Per chi volesse provare l'ebrezza di essere proprietario della villa in cui nacque una leggenda come il Grande Gatsby e in cui vissero due scrittori di fama mondiale, i coniugi Fitzgerald, non resta che provare ad acquistarla. Il prezzo? 3,9 milioni di dollari.

sabato 23 maggio 2015

A COLPO D'OCCHIO -La casa della moschea

Cari lettori,
oggi farò la recensione di un libro che mi è molto piaciuto.
Si tratta de La casa della moschea, di Kader Abdolah. Precedentemente, avevo già recensito Scrittura cuneiforme dello stesso autore.
 
Aga Jan, ricco mercante di Senjan, in Persia, è il capofamiglia della famiglia allargata che ha sede nella casa della moschea, in cui vengono custodite e tramandate le antiche tradizioni.
La vita nella casa della moschea procede tranquilla, le giovani donne attendono il loro sposo, l'imam della moschea studia nell'immensa biblioteca secolare, uccelli variopinti vengono catturati per studiarne il piumaggio e riprodurlo per creare magici tappeti. Fino a che la Grande Storia del paese non arriva a sconvolgere anche le vite della famiglia di Aga Jan. In una Persia che vive immensi sconvolgimenti, con l'avvento di Khomeini e la spietata repressione del dissenso politico, la casa della moschea resta spettatrice di questi drammatici eventi e continua a custodire le radici di un Islam ricco di saggezza e di fascino, un Islam molto lontano da quello a cui spesso pensiamo oggi.
 
Kader Abdolah ancora una volta utilizza un linguaggio scorrevole e atmosfere ricche di fascino per condurci in un Oriente dal sapore magico delle Mille e una notte.
I personaggi hanno un che di leggendario e le scene del libro si manifestano agli occhi del lettore nitide come quelle di un film. Il merito di questo libro è quello di tratteggiare delle figure di islamici estremamente diverse fra loro, lontane dagli stereotipi comuni e molto più vicine a personalità vere, riscontrabili nel mondo reale.
Anche le donne hanno una gran parte in questo romanzo, molto più di quanto non accadesse in Scrittura cuneiforme. Riserveranno molte sorprese a chi deciderà di avventurarsi tra le pagine di questo libro.
Un libro splendido e poetico, che inizia con toni pacati e rumori di passi attutiti da meravigliosi tappeti persiani e che termina poi con l'assordante frastuono della violenza e del fanatismo.

martedì 12 maggio 2015

A COLPO D'OCCHIO- Scrittura cuneiforme

Cari lettori,
come promesso in uno dei post precedenti, oggi vi parlo di un autore che ho scoperto da poco. Si tratta di Kader Abdolah, di cui ho letto fino ad ora due titoli:
Scrittura cuneiforme e La casa della moschea.
Partiamo dal primo.
Scrittura cuneiforme ci racconta la storia di Ismail, un giovane iraniano esule in Olanda, che un giorno si ritrova fra le mani il diario del padre, Aga Akbar, un uomo sordomuto che aveva passato tutta la vita a riparare magistralmente tappeti persiani. Ismail, che per tanto tempo si era ritrovato a fare da interprete al padre, in un mondo che non riusciva a comunicare con lui, l'aveva poi abbandonato per seguire il proprio destino. Ed ora, di fronte a queste pagine, scritte in una scrittura (quella cuneiforme) incomprensibile per Ismail, il giovane si ritrova a voler raccontare la storia di suo padre, traducendo quel diario, mostrando al mondo e a se stesso le piccole storie di piccoli luoghi dell'Iran, che si intrecciano, come i fili di un tappeto, a formare l'immenso disegno della grande Storia, quella della Persia che cambia.
Abdolah racconta con un linguaggio scorrevole e un tono da cantastorie l'evoluzione di un paese ricco di fascino come la Persia, che ha attraversato numerose fasi storiche (dallo scià alla dittatura e alla caduta della stessa) e ha saputo conservare, pur nel cambiamento, una propria identità. Il tutto attraverso le vicende di una famiglia, quella di Aga Akbar e Ismail, che oltre ad essere inserita nei grandi cambiamenti del paese, vive enormi, forse anche maggiori, cambiamenti nell'ambito familiare. I difficili rapporti tra padre e figlio, aggravati dal fatto che il padre è sordomuto e vede nel figlio la sua possibilità di mantenere un contatto con il mondo che lo circonda. I rapporti tra marito e moglie, quando entrambi hanno caratteri difficili e la salute non sempre li assiste. Il coraggio di una figlia che sceglie di lottare per la liberà del proprio paese, mettendo a repentaglio la propria.
Il tutto a dimostrare che, ancora una volta, sono i sentimenti a muovere il mondo.
Questo libro, che ho apprezzato tantissimo anche per l'atmosfera orientaleggiante che trasuda da ogni pagina, ci ricorda soprattutto che per comunicare tra noi non serve parlare la stessa lingua. Sono le azioni, quelle fatte col cuore, che davvero cambiano la storia.
 
Prossimo post dedicato a La casa della moschea.
 
 

domenica 26 aprile 2015

A COLPO D'OCCHIO - Jolly Roger, La terra di nessuno

Cari lettori,
oggi vi parlo di un libro che ho finito di leggere poco fa. L'autore, Gabriele Dolzadelli, è un esordiente che avrò il piacere di intervistare prossimamente.
Il romanzo Jolly Roger, La terra di nessuno è il primo episodio di una saga. Una saga che ci porta indietro nel tempo, alla fine del 1600, un'epoca in cui gli scontri per l'egemonia economica fra le maggiori potenze sembrano destinati a non avere fine.
Un romanzo storico? Non esattamente, anche se le ambientazioni sono ben curate, fedeli all'epoca in cui tutto si svolge e anche i personaggi sono privi di anacronismi.
Il romanzo di Dolzadelli è soprattutto un libro di avventura, un libro in cui sentimenti sublimi e biechi impulsi si intrecciano, tenendo il lettore sempre sull'attenti, portandolo a non abbassare mai la guardia, perché chi lo sa cosa potrà succedere nelle prossime pagine.
Copertina del libro

Ecco la trama:
1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O'Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l'isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull'isola. IL tutto sotto l'occhio vigile di una nave pirata ancorata all'orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

Tutti i personaggi, da quelli centrali a quelli più marginali, sono ben curati e abbastanza realistici. Il linguaggio è in linea di massima abbastanza scorrevole, anche se a volte un po' troppo studiato. Come se perdesse spontaneità. Ma a quale autore esordiente non capita?
A chi consiglio questo libro: a chi è appassionato del genere avventuroso, a chi ama la suspance, a chi è ancora innamorato del Capitan Jack Sparrow e vuole leggere un libro che lo riporti a navigare fra le acque cristalline del Mar dei Caraibi. E, ovviamente, a chi ama le saghe.
Nonostante io non ami tantissimo questo genere (ho avuto un folle amore per il mondo dei pirati solo grazie ai film con Johnny Depp e Orlando Bloom e quell'amore ormai si è spento), devo dire che Jolly Roger, La terra di nessuno è stata una piacevole lettura.
Non perdete i prossimi post! A breve, infatti, ci sarà l'intervista con l'autore.
Ringrazio Gabriele, che mi ha fornito gentilmente la copia del suo romanzo e che pazientemente ha atteso la mia recensione.

Il romanzo è acquistabile online (clicca qui)

martedì 21 aprile 2015

E-reader: un libro è un libro

Cari lettori,
oggi vorrei parlarvi di e-book e di e-reader, ovvero lettori digitali e libri digitali.
Ho ricevuto in regalo (da chi mi conosce proprio bene!) un bellissimo lettore di e-book: il Kindle Paperwhite. In questi giorni ho avuto modo di testarlo e posso dire di esserne davvero soddisfatta. La mia diffidenza verso gli e-book è completamente scomparsa. Dissolta.
Il Kindle Paperwhite è intuitivo, comodo con la sua tecnologia touch e non affatica la vista (come mi capitava leggendo da pc o tablet). È bello poter tenere con una sola mano libri di migliaia di pagine, mattoni che, in formato cartaceo, sarebbero stati scomodi da leggere a letto.
Certo, la carta ha sempre il suo fascino. La copertina, l'odore, la granatura delle pagine...il fascino del libro non tramonterà mai. Ma ebook e libri possono convivere benissimo. Provare per credere. In fondo, un libro è un libro, qualsiasi sia il suo formato.