Il distacco dalle cose serve a capirle meglio.
Mentre ci vivi dentro, in realtà non le puoi analizzare davvero, semplicemente perché le stai vivendo. Se le vuoi capire, però, te ne devi necessariamente distaccare. E vedrai subito che hanno un altro sapore.
Le osservi dall'alto. È una buona prospettiva quella. Perché le vedi lontane da te, in relazione al Tutto, e allora ne scorgi anche la vera dimensione.
Scoprirai così che ci sono cose per cui hai pianto, che non valevano neanche mezza lacrima. Alcune di quelle cose, viste da lontano, ora ti fanno quasi ridere oppure ti lasciano indifferente. Altre cose, per cui ti sei impegnato tanto, magari sarebbero andate per i propri binari, indipendentemente da te.
Altre ancora, adesso che sono lontane, acquistano un peso maggiore, che mentre le vivevi non avevano. E le vorresti rivivere, le vorresti aver legate a te più strette. Invece le hai lasciate andare. Ma potevi capirlo solo dopo, guardandole dall'alto. Con il distacco.
Infine ci sono quelle cose che, anche viste dall'alto, mantengono il posto che avevano quando le vivevi. Mantengono lo stesso sapore, la stessa dimensione. Magari quelle sono le cose da cui non riuscirai mai a staccarti davvero. Ti rimangono incollate addosso, non puoi fare a meno di viverle. Ti illudi di riuscire ad analizzarle da lontano, ma loro non ti mollano proprio. Con loro dovrai convivere sempre. Nel bene e nel male.
Quando il mio bisogno di sognare non è più stato soddisfatto soltanto dalla lettura, è stato allora che ho iniziato a scrivere.
giovedì 5 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
Ciao, FB!
La libertà di liberarsi da Facebook.
Decisione presa qualche giorno fa e portata a termine oggi. Bella sensazione uscire da un social-network che, a lungo andare, distorce la realtà effettiva e ti catapulta in una fittizia, dove SOLO QUEL CHE APPARE È VERO. Facebook: il mondo dove tutti pensano di sapere tutto di tutti solo guardando i profili personali (che di personale hanno ben poco), dove sperano di far credere agli altri che la propria vita sia così come loro la sbattono in faccia al mondo virtuale. Insomma, questa vetrina del fittizio e dell'ostentazione, a lungo andare, stanca.
Ciao, FB.
Decisione presa qualche giorno fa e portata a termine oggi. Bella sensazione uscire da un social-network che, a lungo andare, distorce la realtà effettiva e ti catapulta in una fittizia, dove SOLO QUEL CHE APPARE È VERO. Facebook: il mondo dove tutti pensano di sapere tutto di tutti solo guardando i profili personali (che di personale hanno ben poco), dove sperano di far credere agli altri che la propria vita sia così come loro la sbattono in faccia al mondo virtuale. Insomma, questa vetrina del fittizio e dell'ostentazione, a lungo andare, stanca.
Ciao, FB.
venerdì 30 marzo 2012
Orizzonte
Forse siamo rimasti al buio,
sulla metà scura della Terra.
Il Sole ha scelto un altro orizzonte
e noi non ci faremo caldo, mentre attendiamo.
Non ci riusciamo più
a brillare sotto una Luna che ghigna e ci guarda,
brillando di luce riflessa.
Riflessi, soltanto, anche noi, di un amore
che ha scelto un altro orizzonte.
sulla metà scura della Terra.
Il Sole ha scelto un altro orizzonte
e noi non ci faremo caldo, mentre attendiamo.
Non ci riusciamo più
a brillare sotto una Luna che ghigna e ci guarda,
brillando di luce riflessa.
Riflessi, soltanto, anche noi, di un amore
che ha scelto un altro orizzonte.
Senza titolo n.2
Stanchi di noi,
Come una stella che cade senza essersi mai bruciata.
Stanchi di noi,
dei punti interrogativi alla fine di una storia che non abbiamo mai reso
Una certezza.
Stanchi di noi,
e di quei bivi senza meta,
di quelle strade percorse al buio di un cielo invernale
per il quale la primavera non è mai arrivata.
Come una stella che cade senza essersi mai bruciata.
Stanchi di noi,
dei punti interrogativi alla fine di una storia che non abbiamo mai reso
Una certezza.
Stanchi di noi,
e di quei bivi senza meta,
di quelle strade percorse al buio di un cielo invernale
per il quale la primavera non è mai arrivata.
Scheda di "Sotto Scacco"
Descrizione
9788862117296 - Claudia Pintus - Sotto scacco - pag. 102 - euro 12,00
INCIPIT.
Quando arrivo, lo capisco subito. Vedo i cuscini sul pavimento blu notte, lucidissimo, come sempre. Federica ha deciso che giocheremo a scacchi. E infatti, appena mi vede sulla soglia, fa portare la scacchiera. Tutti i pezzi sono già posizionati e Federica mi attende, già comoda su un cuscino ricamato preziosamente.
comoda su un cuscino ricamato preziosamente. Lei giocherà coi bianchi, io userò i neri. Il suo nome, italiano per via della madre, mi ha sempre affascinato.
[...] Federica è già una gran donna: basta guardarla come, scaltra, muove i suoi pezzi, e la scacchiera si tinge di bianco.
“Scacco matto” mi dice, con gli occhi che le brillano.
TRAMA.
È possibile vivere liberamente i propri sentimenti e realizzare i propri progetti o bisogna affrancarsi dall'illusione e rassegnarsi al fatto che il proprio destino sia segnato dalle convenzioni sociali? Con ciò si trovano a dover fare i conti Aziz e Federica, due giovani egiziani che, nel difficile transito dall'infanzia all'adolescenza, si accorgeranno drammaticamente che troppo spesso il proprio cammino è segnato dalle scelte degli altri.
Impareranno che nella vita, come nel gioco degli scacchi, servono abilità, scaltrezza e un pizzico di azzardo. I due protagonisti mostreranno di possedere intuito, tenacia e la giusta sfrontatezza. Ma si accorgeranno che la libertà ha un prezzo e che, per poterne respirare il profumo, servirà una buona dose di coraggio.
copertina di Paola Giuntini
sabato 17 marzo 2012
Editing: sì o no?
Ultimamente, fra tutti gli amici che, come me, si dilettano a scrivere, il dibattito verte sull' editing.
Le posizioni sono molto diverse; c'è chi considera il lavoro di editing una violenza nei confronti dell' opera, c'è chi crede che una manipolazione di un testo sia sempre necessaria -soprattutto perché, spesso, essendo troppo legati alla loro opera, non si accorgono delle possibili imprecisioni o incoerenze e da soli non saprebbero modificare neppure una virgola-, e c'è chi, invece, opta per una via di mezzo: editing sì, ma solo lo stretto indispensabile.
In genere, ad affidare un manoscritto ad un editor, sono le grandi case editrici, poiché possono permettersi questa figura professionale. Sono tanti i casi di autori autopubblicati e poi finiti nelle mani di grandi editori che, dopo le opportune modifiche, hanno reso quell'opera un prodotto commerciale da un milione di copie.
Ma non sempre va così. Alcune volte, non applicare al testo modifiche sostanziali, è anche una scelta dell'editore. Una scelta che molti scrittori aprrezzano, felici che il prodotto pubblicato sarà frutto del loro ingegno, non di quello di un editor.
Potete dire la vostra, se vi va.
mercoledì 29 febbraio 2012
Siamo tutti Rossella Urru
Questo post è interamente dedicato a Rossella Urru, cooperante del Cisp in Algeria sequestrata a ottobre, insieme ad altri due volontari spagnoli. Oggi è il Blogging Day,una giornata dedicata alla pubblicazione di post per la liberazione di Rossella e dei suoi colleghi spagnoli.
Da tempo avevo notato che il telegiornale nazionale dedicava sempre meno spazio a questa notizia, fino a lasciarla cadere nel silenzio. Una volta mi son presa la briga di contare i servizi sul meteo: sette. Quelli sull'Isola del Giglio: quattro. Quelli su Rossella Urru e i volontari spagnoli: zero. L'ho trovato disgustoso. Perché tanto silenzio?
Su Internet ci si mobilitava ogni giorno. Facebook, Twitter. Ma solo da quando Fiorello ha fatto un appello per Rossella Urru i media si sono di nuovo concentrati sulla notizia. Si doveva arrivare a questo? Se non si mobilita un personaggio di rilievo, il rapimento di volontari in Algeria non ha alcuna risonanza?
Da tempo avevo notato che il telegiornale nazionale dedicava sempre meno spazio a questa notizia, fino a lasciarla cadere nel silenzio. Una volta mi son presa la briga di contare i servizi sul meteo: sette. Quelli sull'Isola del Giglio: quattro. Quelli su Rossella Urru e i volontari spagnoli: zero. L'ho trovato disgustoso. Perché tanto silenzio?
Su Internet ci si mobilitava ogni giorno. Facebook, Twitter. Ma solo da quando Fiorello ha fatto un appello per Rossella Urru i media si sono di nuovo concentrati sulla notizia. Si doveva arrivare a questo? Se non si mobilita un personaggio di rilievo, il rapimento di volontari in Algeria non ha alcuna risonanza?
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